Torna l’appuntamento con “Il Borsino” di Carlo Quaranta: chi scende e chi sale dopo Udinese-Torino, a poche ore dal derby

Espugnando il Dacia Arena i granata si issano al quinto posto in classifica con 11 punti e si presentano all’appuntamento del derby forti di questo record nell’era dei tre punti e da imbattuti. Per una volta, peraltro, arrivano alla stracittadina carichi dell’ottimismo della vittoria (non accadeva dal campionato 2013-14, anche allora alla sesta giornata, ma di ritorno) anche se per poco l’altro giorno non riuscivano a farsi beffare all’ultimo secondo vanificando la manifesta superiorità tecnica. Tale predominio tuttavia è nascosto dai numeri che dicono che i friulani hanno effettuato 16 tiri verso la porta difesa da Sirigu contro le 13 conclusioni di Belotti e compagni, hanno battuto ben 11 corner contro solo 1 del Torino, con un possesso palla complessivo solo leggermente superiore per i granata. Ma ciò solo perché i ragazzi di Mihajlovic tendono a vanificare le loro potenzialità sprecando una marea di azioni da gol e agevolando invece in tutti i modi quelle degli avversari attraverso episodi spesso frutto di ingenuità quando non di vero e proprio karahiri.

Propria questa sciagurata predisposizione ha fatto infuriare il tecnico a fine partita e lo ha portato giustamente ad avvertire che nel derby sprechi e concessioni sarebbero pagate a caro prezzo, pertanto se non si limitano a zero il Torino rischia di uscirne con le ossa rotte. Il dispendio di energie fisiche e nervose fino al 94’ con i titolari impiegati per tutto il match a fronte del maggior turn over operato (ed operabile viste le rose a disposizione) da Allegri unitamente al fatto che Higuain e compagni hanno disputato l’ultimo quarto di partita con un uomo in più potrebbero essere delle frecce in più nell’arco dei prossimi avversari.
Tuttavia, come detto, anche i granata giungono all’appuntamento sullo slancio dell’entusiasmo. Per cui questa stracittadina da quartieri alti potrebbe essere una bella partita: la speranza è che nonostante tutto – da un bianconero all’altro – anche domani sera prevalgano i colori.

CHI SALE:

BASELLI il centrocampista che Mihajlovic etichettava come “senza attributi” è un lontano ricordo: questo lotta su ogni pallone, tanti ne conquista, ne recupera e ne distribuisce e non tira mai indietro la gamba. E’ già in gran spolvero anche se probabilmente 90’ per lui sono ancora troppi a questi ritmi e fra poche ore dovrà farsi trovare di nuovo pronto, speriamo non paghi dazio.
LJAJIC con le sue giocate illumina la partita e dirige l’orchestra granata portandola alla vittoria. Aspettarlo per tanto tempo lo scorso anno e disegnargli un modulo adatto ha portato buoni risultati anche se manca ancora la riprova decisiva in test impegnativi: il derby di domani non potrebbe costituire occasione migliore.
BELOTTI rapace sul primo gol, straripante nell’azione che porta al secondo ed in altre circostanze, corre come un indemoniato, scardina palloni e si rende utile anche in difesa. Sbaglia solo un pallone importante in ripartenza che avrebbe potuto chiudere prima il match ma sembra tornato ad essere l’anima di questa squadra.
FALQUE sempre prezioso nelle ripartenze, ha visione di gioco ed ha l’occasione di mettersi in mostra più volte: strepitoso un recupero sul fondo quando mette in area un pallone che sembrava ormai perso, sfortunato quando si trova a tu per tu con Scuffet. Si sacrifica e gioca quasi tutto il match, è in un buon stato di forma.
RINCON non è troppo appariscente ma sta prendendo sempre più per mano la squadra aiutando i difensori nei raddoppi e chiudendo varchi nonostante inferiorità numerica nella zona mediana del campo. Prende troppi cartellini ma con le sue caratteristiche e il tipo di gioco richiesto con questo modulo è inevitabile. Domani anche per lui partita speciale che richiede conferme importanti.

STABILI:

SIRIGU continua a dare sicurezza al reparto, rispetto alla partita contro la Samp è più sicuro sulle uscite e non si fa sorprendere. Si conferma portiere dai riflessi pronti tra i pali respingendo d’istinto una conclusione ravvicinata di Maxi Lopez.
MOLINARO prestazione da motore diesel per l’esperto terzino. Ingaggia un duello con l’ispirato De Paul che lo vede perdente e ammaccato nella prima parte di match, più a suo agio col passare del tempo, prende le misure, recupera e si disimpegna con tranquillità e nel finale è uno dei migliori. Probabilmente nel derby toccherà ancora a lui.
N’KOULOU un piccolo passo indietro rispetto alle precedenti uscite ma niente di così evidente: nella maggior parte dei casi è sempre il difensore elegante e tempista che calamita ogni pallone che giunge nell’area granata. Ma ha dei passaggi a vuoto facendosi beffare da Maxi Lopez e causando il rigore su Jankto ingenuamente. Da considerare che a Udine accanto aveva il giovane Lyanco e non l’inossidabile Moretti.

CHI SCENDE:

BERENGUER un quarto d’ora da subentrante rende difficile un giudizio esaustivo ma lo spagnolo, oltre a sembrare leggerino, appare inadeguato anche nella capacità di gestione delle situazioni: nell’ultima azione della partita non si può perdere la palla come ha fatto lui mettendo a repentaglio tre punti preziosissimi.
NIANG ancora corpo estraneo alla squadra. Inizia provando qualche giocata solitaria ma tenta sempre un dribbling di troppo perdendo palla. Bisognerebbe fargli capire che non è così che ci si mette in mostra ma mettendosi a servizio dei compagni con un atteggiamento meno indolente e approssimativo.

I NUOVI:

ANSALDI debutto (e compleanno) coi fiocchi per il terzino giunto all’ultimo giorno di mercato. Probabilmente due punti in più in classifica sono suoi: tanto vale, infatti, l’intervento in scivolata nel finale col quale salva la porta di Sirigu su tiro a botta sicura di Jankto. Anche nel p.t. aveva salvato la porta con un’ottima diagonale aerea e nel complesso appare sicuro ed efficace.
LYANCO buon esordio per il giovane brasiliano che dimostra di avere fisicità e personalità non indifferenti. Bravo ad intercettare palloni e ad intervenire pulito in tackle, si prende qualche rischio uscendo palla al piede sulla trequarti anziché cercare il fraseggio coi compagni e deve domare un tantino la sua esuberanza.


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poggiardo granata69
poggiardo granata69
3 anni fa

condivido in pieno il borsino con un solo appunto;se baselli è diventato un buon giocatore è solo grazie alle strigliate di miha

Les Folies. Cocktail bar , solo per Granata
Capitano
3 anni fa

Per me stasera e sufficiente vedere una partita cazzuta, non mollare un centimetro, se vinciamo meraviglia se no che dire, me ne faro una ragione a patto che usciamo da sto cazzo di campo con dignita!!!

Le alternative mancanti costano care

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