Un Toro...Penelope

Un Toro…Penelope

di Carlo Quaranta - 7 Febbraio 2017

Consueto appuntamento con il Borsino granata: ecco chi sale e chi scende tra i giocatori del Toro dopo la sfida del Castellani

E’ un Toro sempre più Penelope, che disfa di notte quanto di buono fatto di giorno. Stanno diventando innumerevoli, ormai, le occasioni e molteplici gli esempi attraverso cui questa tendenza si manifesta. Il ripetersi di certe ingenuità non va solo analizzato ma risolto, non tanto per la classifica attuale quanto per se stessi, per ciò che si vuole essere nel futuro prossimo.

Nel complesso la partita dei granata è stata certamente migliore delle ultime trasferte, soprattutto di quelle di Genova e Bologna, c’è stato un approccio migliore, un maggior pressing anche nella propria metà campo, la squadra è rimasta in partita fino alla fine, sempre piuttosto concentrata e corta, anche perché stavolta i cambi operati dalla panchina sono stati più logici. Non apprezzabili invece le trame di gioco (troppe volte ci si infilava in zone a vicolo cieco nella trequarti avversaria) e il mutuo soccorso tra gli attaccanti che non pressano all’unisono e non si cercano più come una volta. In tal senso, senza voler dare ulteriore enfasi agli episodi di insofferenza di domenica, l’incomprensione tra Iago Falque e Belotti al momento della battuta del calcio di rigore che ha finito per innervosire sia lo spagnolo che lo ha sbagliato che il bomber che è rimasto frustrato, ha rappresentato una piccola prova del fatto che certi meccanismi si siano inceppati.

Intanto, dopo aver affrontato l’Empoli con una squadra decimata in difesa, domenica prossima bisognerà sfidare il Pescara facendo fronte all’emergenza a centrocampo: le squalifiche di Baselli e Valdifiori si sommano alle condizioni fisiche costantemente precarie di Obi e a quelle da verificare di Acquah (fresco reduce dalla Coppa d’Africa). Il mercato di gennaio non ha regalato nessun rinforzo a Mihajlovic (anzi, è partito anche Vives), per cui sarà l’occasione propizia per lanciare dal 1’ Lukic e magari dare spazio anche al giovane Gustafson. La partita casalinga contro il derelitto Pescara sembra quella ideale per gli esperimenti ma, considerato che il Toro non vince da prima di Natale e che il calendario propone subito dopo due trasferte molto ostiche quali quelle di Roma e Firenze, schivare la vittoria anche in questo turno sarebbe davvero una condanna alla depressione.

CHI SALE:
HART conferma di essere in uno stato di forma da nazionale. Sicuro tra i pali e tempestivo nelle uscite, provvidenziale quella su Krunic nel primo tempo. Poco da fare contro la pozza d’acqua, di più potrebbe invece nei rilanci.
OBI quantomeno recupera in fretta dai guai muscolari che lo affliggono. Entra a metà ripresa facendo vedere un buon dinamismo e di essere un giocatore che non si nasconde né si risparmia. La controindicazione è la sua irruenza che lo porta a farsi ammonire con regolarità. Avrà modo di mettersi in luce ancora domenica prossima.

STABILI:
DE SILVESTRI non è molto appariscente ma riesce a contenere alla meglio Croce senza dare comunque molto fastidio a Pasqual nelle rare volte che sale e viene coinvolto. Un buon cross, tanti palloni però sparati un po’ a casaccio.
BASELLI gioca una delle sue migliori partite stagionali. Propositivo, spesso nel vivo del gioco, prova a indossare anche i panni del regista verticalizzando e impostando. Prova anche gli inserimenti ed in area ha una discreta occasione ma conclude centralmente di testa. In salita dal punto di vista della prestazione, in discesa per domenica poiché sarà squalificato.
MORETTI un’altra prestazione ordinata ed efficace, è pulito negli interventi e negli anticipi ed allontana i palloni che arrivano in area granata con il solito senso della posizione. Annulla Mchedlidze e sta ritrovando lo smalto dei tempi migliori.
BELOTTI timbra il gol numero 15 in campionato con un’altra azione di “rapina”, da attaccante rapace, avventandosi sulla punizione di Ljajic come già successo contro il Genoa. Talvolta pretende troppo ma sente che è il suo momento e fa bene a crederci. Anche perché almeno lui un obiettivo ce l’ha: provare a vincere la classifica marcatori.
LJAJIC conferma quei piccoli segnali di ripresa che si erano già intravisti contro l’Atalanta. C’è nelle azioni decisive ed è quel che gli si chiede: batte la punizione del gol e si conquista il penalty. Passa dall’eccesso di altruismo (per Benassi) a quello di egoismo. Ma questo è Ljajic.
BARRECA è sempre combattivo e dimostra una personalità insolita per la sua età. Non partecipa molto alla fase di spinta e Krunic talvolta gli va via pericolosamente. Per di più commette qualche errore di gestione del pallone. Ma niente di irrimediabile.
BENASSI conferma di non trovarsi in un periodo particolarmente ispirato. Gioca in modo piuttosto scolastico, passaggi geometrici, qualche chiusura ma anche qualche ingenuità ed errore nel controllo. Attraversa un periodo di scarsa vena, deve uscire al più presto dal letargo.
ITURBE qualcosina in più rispetto alle altre volte, almeno dal punto di vista della convinzione e del temperamento. Prova anche il tiro in porta, non si perde nei soliti improduttivi dribbling e bada più al sodo. Ma ancora ha da lavorare.

CHI SCENDE:
AJETI il suo esordio è bagnato ma tutt’altro che fortunato. E’ protagonista negativo nell’episodio clou, il suo retropassaggio fermato dalla pozzanghera del Castellani diventa il simbolo della crisi e della dabbenaggine della squadra in questo periodo. Nel complesso non demerita ma questo ed un altro errore che porta all’ammonizione di Valdifiori sono imperdonabili.
VALDIFIORI stecca anche contro la sua ex squadra nel campo che lo ha visto protagonista per anni. Non ha intuizioni importanti, appoggia l’azione e perde qualche pallone sulla trequarti. E’ costretto ad una chiusura su El Kaddouri che gli costa ammonizione e un turno di riposo.
FALQUE esce imbufalito ma crediamo che possa avercela solo con se stesso per aver gettato alle ortiche l’occasione più ghiotta per riportare il Toro in vantaggio. E’ vero che in passato dal dischetto hanno già sbagliato sia Belotti che Ljajic ma il suo errore fa più “rumore” per via dell’incomprensione con Belotti prima della battuta. Che fatalmente lo innervosisce.

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rimbaud
rimbaud
3 anni fa

stabili nella mediocrità

poggiardo granata69
poggiardo granata69
3 anni fa

spero che presto ci ricompattiamo e che torneremo quel Toro visto nella prima parte di stagione.

Roberto (RDS 63)
RDS 1963
3 anni fa

Giocavano contro la quartultima, che una settimana fa ne aveva beccati quattro a Crotone.