A mio giudizio, a questo punto, le istituzioni dovrebbero incontrare Cairo

Capire il Toro significa partire da 2 punti di vista opposti.

1) Considerare il Toro, dal 1993, anno dell’ultima Coppa Italia, e cioè da 32 anni, una squadra media, perché non ha vinto più nulla, e, come tale, sempre a rischio di retrocessione o fallimento, come già accaduto. In questo senso, è inevitabile che Cairo, soprattutto a fronte dell’arrivo di superpotenze economico-finanziarie, tenga un profilo basso, curi il bilancio, venda i giocatori più richiesti, e acquisti altri giocatori, risparmiando il più possibile. Unica obiezione. L’Atalanta, da 20 anni, segue la stessa filosofia, ma con risultati ben diversi. Anche il Bologna ha compiuto passi da gigante, agevolato da una piazza meno pressante di quella granata.

2) Considerare il Toro ancora una grande, alla luce della storia, e cioè 7 scudetti, 5 Coppe Italia, 1 Coppa Mitropa, 1 finale di Coppa Uefa, e i miti del Grande Torino, e di Gigi Meroni, valorizzabili meglio a livello di marketing. In questo senso, Cairo non soddisfa i tifosi, impoverendo con le cessioni, ogni estate, la squadra. Parallelamente, tante promesse di grandezza, non mantenute, hanno irritato i sostenitori, perché, dopo 10 anni, valeva la pena parlare chiaro, sulla reale dimensione della società. L’eccezionale ascesa imprenditoriale di Cairo, che ha utilizzato l’immagine del Toro, per farsi conoscere, lasciava intendere una «restituzione», dettata dalla riconoscenza. Cairo grande? Anche il Toro grande!

Questo è il “corto circuito”, dal quale sono rimasti scottati tutti i presidenti post-Pianelli. Ma attenzione! Quando si diventa proprietari del Toro, non ci si imbatte solo con le loro ambizioni sportive, ma anche con la loro “religione laica”. Questo attaccamento alla storia granata, in Italia, non ha eguali: Grande Torino, Meroni, Ferrini, Filadelfia, e maglia granata. Guai a chi non coltiva questi valori, con la stessa passione, con cui segue la prima squadra.

I temi che assolvono Cairo

-Ha rilanciato la squadra fino ad una edizione dell’Europa League, guadagnandosi la fiducia per i primi 10 presidenziali.
-Ha preso atto, a livello gestionale, di una squadra, che non vinceva nulla dalla Coppa Italia del 1993.
-Ha tenuto il club, dopo gli alti e bassi iniziali, in posizioni tranquille di classifica, nonostante l’arrivo, in Serie A, di grandi potenze economiche.
-Ha favorito, seppure con il supporto di altri, la ricostruzione dello Stadio Filadelfia.
Tutti i presidenti del Toro, dopo Novo, compreso Pianelli, sono stati contestati, per cui era impossibile sfuggire alle aspettative della piazza: le stesse, che tengono lontani nuovi compratori.

DAL WEB – Il Torino FC presenta debiti iscritti a bilancio per 130 milioni di Euro, con un patrimonio netto, che è stato sostenuto da plusvalenze. Ne deve tenere conto, al momento di spendere.
DAL WEB – Al 2025, la posizione finanziaria netta è negativa per 43,5 milioni di Euro, con significativi debiti verso fornitori (20,2 milioni), e tributari (12,2 milioni), previsti in scadenza. Ne deve tenere conto, al momento di spendere.

I temi che accusano Cairo

-Bisognava rendersi conto, al momento di acquisire la società, a costo zero, dalle mani dei Lodisti, che ci si doveva confrontare con 7 scudetti, 5 Coppe Italia, 1 Coppa Mitropa, 1 finale di Coppa Uefa, e i miti del Grande Torino, e di Gigi Meroni, valorizzabili meglio a livello di marketing.
-Il credito, accordato, presso i tifosi, con il rilancio del Toro, dopo 20 anni, è finito.
-Ha dissanguato, tecnicamente, la squadra, con circa 15 cessioni, al di sopra dei 10 milioni.
Ha venduto, a peso d’oro, mezza difesa, a partire dai ricavi maggiori assoluti: Bremer 46,90, e Buongiorno 35 milioni di Euro.
-È stato sempre facile scaricare le responsabilità su allenatori e direttori sportivi, reclutando persone disposte ad obbedire alle direttive del presidente, senza avere carta bianca.
-Avrebbe potuto, anche vendendo, ma affidandosi a dirigenti più abili, emulare la filosofia dell’Atalanta e del Bologna, che hanno vinto Europa League e Coppa Italia.
-Ha illuso la tifoseria, arrivando a promettere la Champions League, quando sarebbe stato più onesto spiegare i limiti di budget, e ambizioni.
-La sua ascesa imprenditoriale è stata inversamente proporzionale, rispetto all’involuzione della squadra, sempre meno competitiva: ci si aspettava una “restituzione”, visti i benefici di immagine acquisiti.
-Non ha compreso quella grande “fede laica”, che si chiama “attaccamento alla maglia”: Grande Torino, Museo del Grande Torino e della Memoria Granata, Meroni, Ferrini, Filadelfia, e bandiera granata. Valori da coltivare quanto la squadra.
-Si dice che i compratori ci siano stati, abbiano bussato alla porta di Cairo, ma siano fuggiti, dinanzi alla richiesta, come minimo, di 200 milioni.
-Ha sfruttato il suo ruolo da editore per diffondere solo gli aspetti positivi, e mai quelli negativi, della stagione granata.
-Non ha assunto la proprietà diretta dello Stadio Filadelfia, dove si allena la prima squadra.
Contro lo statuto, ha, di fatto, vietato l’accesso al cortile dell’impianto, storico luogo di aggregazione, ai tifosi granata.
-Ha impiegato troppo tempo per ultimare i campi del Robaldo, dove fare allenare le squadre giovanili.
-Non ha impedito che molte formazioni giovanili si siano sparpagliate, sui campi di calcio della provincia di Torino, come se quella granata fosse una società di secondo piano.

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ultimo aggiornamento: 28-01-2026


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diego73
3 giorni fa

Io dopo 20 anni i pro li vedo eccome. PRO sciugamento delle casse con più di 100 milioni di debiti.
PRO seguimento nella cancellazione di qualsiasi valore granata in società.
PRO mozioni da barbone per vendita dei biglietti.
PRO babile serie b quest’anno. Quest’anno ci si diverte.

Berggreen
3 giorni fa
Reply to  diego73

Top!

Scifo 8
3 giorni fa

manca, in questa analisi, un punto essenziale: dopo 20 anni, che ne è dell’entusiasta accoglienza a Cairo tributata da tutti i tifosi all’uomo che salvò il club dai lodisti? In altre parole, come mai quello striscione in curva ‘solo per la maglia’? come mai la marcia di migliaia di tifosi,… Leggi il resto »

Last edited 3 giorni fa by Scifo 8
ddavide69
ddavide69
3 giorni fa
Reply to  Scifo 8

Cairo ne ha messi parecchi ??? 87 milioni (parol sue e non è neppure detto che sia vero) sarebbero parecchi ? Facciamo 2 conti : – Società di SERIE A acquistata a ZERO EURO – In 20 anni di proprietà , spesi 87 milioni = 4.35 milioni di euro/anno E’… Leggi il resto »

Cairo la peggior disgrazia dopo Superga
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3 giorni fa

È diventato inutile anche opinare ormai, tanto sappiamo già tutto, tutti.

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