Il punto sull’arbitro Fabbri che ha diretto la sfida tra Napoli e Torino , terminata 2-1 per la squadra di casa
Non ha avuto particolari problemi a gestire Napoli – Torino, Michael Fabbri. L’esperto arbitro della sezione AIA di Ravenna designato per dirigere l’anticipo del venerdì sera tra i partenopei ed i piemontesi si è reso protagonista di una partita diretta con autorevolezza, tanto dialogo e pochi fischi. Sin dall’inizio ha tenuto una soglia di tolleranza piuttosto alta a beneficio del gioco effettivo e non ha commesso errori gravi grazie sia alla correttezza dei calciatori che al suo metro di giudizio abbastanza uniforme.
L’intervento falloso di Ebosse
Ad inizio gara l’arbitro lascia molto correre e non interrompe il gioco per contatti minimi, al 36’ rischia il cartellino giallo Ebosse che interviene da dietro su Vergara, Fabbri però spiega agli azzurri il motivo per cui non ritiene di dover ammonire (“se si fosse girato…”). Le ammonizioni arrivano nel corso della seconda frazione di gioco: al 63’ giallo per Gineitis per intervento in ritardo su Anguissa; un minuto dopo stessa sorte per Ismajli che interrompe volontariamente con uno sgambetto una promettente azione di Hojlund; al 73’ cartellino giallo per Lazaro che dapprima tocca il pallone con un braccio e poi strattona leggermente Politano che gli aveva preso il tempo (ma che certamente esagera).
L’errore del guardalinee
Un errore da parte del guardalinee al 75’ quando segnala una posizione di fuorigioco ad Adams che invece non c’è. Per Fabbri si è trattato della ventiduesima direzione in una partita del Torino ed il bilancio non sorride ai granata: 4 vittorie, 9 pareggi e 9 KO.

A me è sembrato piuttosto impreciso e ondivago nel giudicare falli simili, per non parlare dello scontro di Vlasic a fine partita con un difensore del Napoli dove mi ò sembrato più fallo su Nikola che il contrario. E gli ultimi minuti arbitrati piuttosto nervosamente…
… a pensare male….dieva…