Le dichiarazioni di Alberto Aquilani durante la conferenza stampa di presentazione di Sassuolo-Torino, 2^ giornata di Serie A
Quest’oggi si è svolta la conferenza stampa di presentazione di Sassuolo-Torino per il tecnico neroverde Alberto Aquilani. L’ex allenatore del Catanzaro ha parlato dei possibili rientri dagli infortuni e delle potenzialità del Torino, prossima avversaria del Sassuolo nella seconda giornata di campionato. Diverse le riflessioni sul club granata e sul parallelismo con il percorso di Abate, tecnico con il quale Aquilani si è conteso la panchina granata quest’estate, preferendo poi l’approdo tra gli emiliani.
La conferenza stampa di Aquilani
Abate ha introdotto così il tema calciomercato, argomento clou della settimana che va a concludersi e che ne vedrà la chiusura definitiva: “Mancano 3 giorni alla fine del calciomercato, sicuramente qualcosa arriverà, so che Esposito sta facendo le visite, però finché non li vediamo qui aspettiamo a pronunciarci. Abbiamo recuperato diversi giocatori, questo è già per me qualcosa di importante, stanno meglio, hanno fatto una settimana completa, quindi per me questa è una buonissima notizia”.
Ecco a chi si riferisce Aquilani: “Idzes si è allenato, Berardi si è allenato, Leysen comunque si è fatto una settimana con noi, quindi c’è Walukiewicz ancora fuori, è l’unico che è ancora un po’ indietro rispetto a quelli che erano i programmi, poi ci sono altri che hanno dei tempi ancora più lunghi. Però già rivedere questi calciatori è qualcosa di positivo.” Subito dopo Aquilani ha parlato di Thorsvedt, che parrebbe in procinto di lasciare il Sassuolo: “Kristian Thorsvedt, finché lo vedo anche solo che si allena con la maglietta verde, lo prendo in considerazione. Abbiamo già parlato, detto e ridetto, quindi io poi faccio l’allenatore e alleno chi ho in campo e chi è a disposizione e chi mi dimostra che è consapevole e attivo nel voler fare una grande partita. Ha fatto meglio gli ultimi giorni, si è messo a disposizione, quindi ha dato disponibilità a livello fisico e poi l’ho fatto entrare perché è un giocatore importante. Adesso mancano ancora dei giorni, poi quando finirà tutto ci risiederemo e capiremo quello che si vuol fare, sapendo che io poi metto in campo sempre gente molto motivata”.
Successivamente, Aquilani ha avuto modo di presentare la sfida contro il Torino di Abate, allenatore che, come lo stesso tecnico neroverde, arriva da un’ottima stagione in Serie B: “Ignazio è un amico, siamo cresciuti insieme perché abbiamo giocato insieme, abbiamo avuto un percorso anche da allenatori un po’ analogo, un po’ parallelo, quindi è un allenatore che stimo. Il Torino è una squadra importante, una squadra che ha già delle idee e quindi per noi sarà una partita da prendere veramente con le pinze perché è una buona squadra, perché l’allenatore lo conosco, sa trasmettere quella che è la sua idea e quindi dovremmo essere molto attenti a fare le nostre cose, rispettando un avversario che ti può mettere in difficoltà. Mi aspetto una partita di grossa attenzione. Io l’altro giorno parlavo di coraggio e umiltà e queste due componenti le ho viste a Bergamo. Adesso andiamo ad aggiungere un po’ di consapevolezza proprio ai fini del risultato, quindi a stare più attaccati al risultato perché poi contano i punti e noi se facciamo una partita come quella dell’altra volta dobbiamo andare a casa con i punti, quindi serve questa consapevolezza per cui tutto quello che facciamo lo dobbiamo fare ai fini del risultato. Sarà bello rivedere Abate, sarà sicuramente emozionante per tutti e due. Il fatto è che abbiamo rispettato un po’ le tradizioni non so se è proprio così. L’altro anno giocavo a tre a Catanzaro perché avevo una squadra che secondo me non aveva degli esterni d’attacco importanti e quindi ero obbligato tra virgolette a giocare a tre. Inizialmente avevo provato a costruirla per giocare a quattro e quest’anno ho trovato degli esterni di altissimo livello e quindi mi sono adattato alle loro caratteristiche senza snaturare poi il principio, quello che è il mio modo di lavorare”.
In merito alle qualità da temere dei granata Aquilani ha sottolineato alcuni aspetti centrali: “Io credo che il Torino ha provato a fare quello che l’allenatore vuole, ma e ovvio che siamo all’inizio, siamo tutti un po’ in difficoltà perché ci sono giocatori nuovi, perché a volte non ci sono, perché ci sono giocatori scontenti, quindi lavorare in questo inizio di stagione per tutti gli allenatori credo che non sia semplice. Io credo che sia una squadra che gioca, una squadra che può ripartire, quello che dobbiamo essere anche noi, noi non è che andiamo avanti alla garibaldina, noi andiamo avanti quando c’è da andare avanti, quando ci sono le distanze giuste, quando siamo messi bene, siamo ordinati, altrimenti bisogna fare un passo indietro, bisogna compattarsi. Per ripartire la squadra deve essere completa, deve abbinare le due fasi, deve abbinare l’essere aggressivo e l’essere attendista quando la partita te lo richiede, non possiamo pensare di andare sempre avanti contro tutti, perché davanti poi abbiamo delle squadre che te lo permettono e a volte delle squadre che non te lo permettono, quindi la difficoltà sarà quella di capire che tipo di partita sarà. Ovvio che noi avremo il piano gara, avremo la nostra strategia, ma non sempre la strategia sarà attuata, perché davanti abbiamo degli avversari che vorranno un po’ controbattere a questa strategia e noi dobbiamo essere bravi a sapere che gara sta avvenendo e che armi utilizzare in quel momento”.
Si è poi analizzato come statisticamente il Toro sia una sorta di bestia nera per il Sassuolo, fattore che però Aquilani ha commentato così: “Non lo sapevo dico la verità, non le guardo su queste cose, ci sto poco attento altrimenti vengo influenzato, quindi io credo che domani sarà una partita di calcio tra due squadre che proveranno a mettere dentro le proprie idee, però ti ripeto noi dobbiamo aumentare questa consapevolezza che quello che facciamo deve essere fatto ai fini di vincere la partita, quindi mi aspetto questo step in più”.
Sempre in merito al Torino, è stato domandato ad Aquilani se bastino gli ultimi 20 minuti di Torino-Milan ad analizzare una squadra come il Toro, che ha fatto vedere poco al di fuori di quel frangente. Aquilani ha così replicato: “Era difficile pure se si vedevano le qualità, nel senso che quando tu prepari una partita in Serie A è difficile sempre perché affronti squadre di livello con giocatori di alto livello dove una partita ti può dire una cosa e quella dopo te ne può dire un’altra. Quindi non sto tanto attento a quello che ho visto l’ultima partita, anche perché è una partita che può dire poco. Mi concentro tanto su di noi, sul fatto che noi dobbiamo riconoscere che questa è una squadra che ha delle caratteristiche, il proprio allenatore ha delle caratteristiche particolari. Quindi cercare di fare al meglio le nostre cose avendo il coraggio, l’umiltà e la consapevolezza che se le facciamo a un certo ritmo, a una certa velocità e con un certo cinismo noi possiamo far male”.
Tornando a parlare del suo gruppo squadra, Aquilani ha così aggiornato sulla condizione del proprio reparto difensivo: “Innanzitutto Idzes è pienamente recuperato, è arruolabile. Poi abbiamo Cinquegrano, Missori, Di Bitonto, Macchioni, Odenthal. Abbiamo i giocatori che avevamo la settimana scorsa con in più Idzes e Leysen. La situazione è questa, Walukiewciz è ancora fuori, adesso facciamo l’ultimo allenamento e vediamo di scegliere i giocatori più adatti alla partita per domani”.
Infine, Aquilani ha rilasciato un commento su Cissé, in gol contro il Torino in maglia rossonera ed ex suo giocatore al Catanzaro: “Io dal primo giorno che l’ho visto l’altro anno mi ero reso conto che questo ragazzo aveva qualcosa di diverso. Un ragazzo che ha una qualità non comune, qualità tecnica, fisica, mentale, nonostante è arrivato da primavera. Lui veniva dal Verona, giocava in primavera, ma subito dai primi allenamenti anche solo il rumore che faceva la palla era diverso. Quindi è un qualcosa che l’abbiamo visto subito, poi l’abbiamo messo dentro, ha fatto una prima parte di stagione incredibile. Per me non è qualcosa che mi sorprende, in lui vedo qualcosa di grande. Gli auguro il meglio perché è anche un bravo ragazzo e mi auguro che quello che gli abbiamo dato in questi sei mesi a Calanzaro gli possa servire per il futuro”.
