Il 6 granata è stato protagonista con un gol messo a segno durante Turchia-Ucraina Under 21. Ora, vuole esserlo anche con il Toro
Un’altra buona prova per Ilkhan che dopo l’ingresso positivo contro il Bologna in campionato convince anche con la nazionale turca siglando un gol. Schierato titolare dal tecnico, il centrocampista granata è decisivo fin dalle prime battute di gioco: al 12’ del primo tempo un pallone mal rinviato dal portiere sbatte fortuitamente sulla testa del numero 10 e carambola in rete. A margine di una gara positiva e piena di ottimi spunti, terminata poi 2-2, Ilkhan ha contribuito in maniera significativa alla qualificazione ai play off dei prossimi campionati Europei di categoria.
Dalla titolarità alla panchina: la parabola di Ilkhan
Il gol messo a segno in nazionale e, prima ancora, l’ottimo ingresso di Bologna hanno un grande valore per il turco che sembra attraversare un momento positivo. Infatti, fino a non poco tempo fa il nome del turco era sparito dai radar a seguito dell’arrivo dei nuovi innesti a centrocampo che gli hanno sbarrato la strada. Il tutto dopo la stagione di rinascita dello scorso anno in cui, a suon di ottime prestazioni, si è guadagnato la titolarità prima con Baroni e poi con D’Aversa. Un epilogo che sembrava avesse “istruito” il Torino sull’errore fatto la scorsa estate: quando, anziché guardare in casa propria, la società granata acquistò Asllani poi rivelatosi un tale flop da portare lo stesso club a fare marcia indietro e interrompere il suo prestito. Invece, il turco è scivolato di nuovo in basso nelle gerarchie.
La nazionale per ritagliarsi uno spazio a centrocampo
Tuttavia, come ha mostrato la sfida di Bologna il turco serve, eccome, al Torino. Il suo ingresso a metà secondo tempo ha dato difatti più freschezza e dinamicità al centrocampo granata, gestendo bene diversi palloni tra cui quello visionario che innesca Oristanio in campo aperto. Insomma, caratteristiche che abbiamo ben imparato a conoscerle ma che, a quanto pare, non hanno ancora convinto il tecnico. Sicuramente il folto numero di centrocampisti e, soprattutto, la presenza di Mandragora lo hanno un pò limitato ma, come visto contro i rossoblù, i due posso coesistere insieme e anche molto bene.
