Nikola Vlasic, numero dieci e leader granata, ha rilasciato un’intervista pubblicata sui canali social del Toro
Nikola Vlasic, in un’intervista pubblicata sui canali social del Torino ha parlato di diversi temi, a partire dalla voglia riprendere a giocare fino al rapporto con Abate. Il numero dieci ha poi raccontato di essere felice del ritorno dei tifosi allo Stadio, definendoli come un’aiuto in più, specialmente nella partite difficili come quella con il Milan di domenica. Ecco l’intervista:
Per essere già così in forma, avendo saltato il ritiro, hai lavorato anche quando eri in vacanza?
Sì, ho preso solo sette giorni di riposo e dopo ho iniziato a lavorare un po’ perché sempre più facile quando torni con la squadra in allenamento, che tu stai bene, così non mi piace prendere tante vacanze
Ci racconti come tu e tuo papà, avete trasformato il vostro giardino di casa qui a Torino?
Io non ho fatto niente, ho detto a papà guarda ho bisogno di più tocchi con palla e lui mi ha detto ci penso io. Dopo due giorni è arrivato con con tutta la costruzione e ha fatto in due giorni lì un piccolo campo da calcio e così quando sento, mi alleno lì, tecnica passaggi, è bello.
Abate dice che ha ricevuto la tua telefonata e gli ha dato la carica, diciamo che è difficile dare la carica a uno come lui, ma tu ci sei riuscito. Cosa gli hai detto al Mister?
No, abbiamo parlato un po’ e ho sentito quanta voglia e grinta lui ha per far bene e quello anche caricato me. Penso che abbiamo un Mister adesso che lavora tutto il giorno per far bene, viene qua alle sette di mattina e va a casa alle otto di sera. È veramente uno che vive il calcio e penso che sta trasmettendo queste cose a noi giocatori
Tu sei uno dei leader di questa squadra, cosa ti ha chiesto espressamente il mister rispetto ad altri allenatori?
Guarda tutti i Mister hanno la loro visione di calcio, certo che di questi dettagli di calcio io non voglio parlare, ma in senso di guidare i giovani, di dare l’esempio, di dare ogni giorno al 100% per caricare la squadra, sono cose che anche lui faceva perché anche lui è stato capitano e penso che sto lavorando in quella direzione
In Coppa Italia, avete ritrovato la spinta e il calore dei tifosi, contro il Milan saranno ancora di più, quanto è importante per te avere il tifo che ti spinge allo stadio?
Sì, per me il calcio è per i tifosi e si gioca per i tifosi. L’anno scorso, quando c’era lo stadio vuoto era un po’ una brutta sensazione giocare così, ma adesso sono tornati e sono molto contento come tutta la squadra. Penso che loro possono dare una mano di più, specialmente contro una squadra come il Milan dove tu devi correre, devi lottare 90 minuti e loro ti danno quella sensazione di più per fare un buon risultato
Tu sei un esempio come cultura del lavoro, immagini di poter avere una carriera lunga e duratura come quella di Modrić?
Quarant’anni è lunghissima come lui sta facendo, ma guarda, mi sento bene, sto lavorando ogni giorno per stare bene e per sentire il mio corpo. Penso che anche adesso ho imparato certe cose dove prima andavo oltre e avevo qualche infortunio in più, ma adesso sento il mio corpo meglio e riesco a fare tutte le cose per star bene e così non vedo fino ai quaranta, ma fino a trentasette e trentotto mi vedo
Tornando al debutto stagionale in Coppa Italia contro la Carrarese, quando l’arbitro fischia la fine e rientri nello spogliatoio, qual è la prima sensazione fisica che senti nei muscoli e quanto tempo ti ci vuole per staccare la spina e smaltire la tensione?
In quel momento lì non senti tanto che tu sei stanco, perché hai perché hai vinto la partita, sei contento, stai parlando con gli amici lì ma forse dopo mezz’ora un’ora ti sta arrivando un po’ di stanchezza mentale. Io ho forse bisogno di due ore per staccare, perché due ore dopo la partita, tu ancora pensi alla partita ai dettagli cosa è successo ma dopo due ore sono a posto.
Sei riconosciuto come un punto di riferimento silenzioso, uno che parla con i fatti. Nello spogliatoio del Toro, chi è invece il tuo compagno che riesce a farti sorridere e smorzare un po’ la tensione prima di una grande sfida?
Ci sono diversi, mi piace Ismajli, anche Kulenovic perché parliamo la stessa lingua. Ci sono tanti, ma io prima della partita voglio essere un po’ più preciso, come si dice, non mi piace sorridere tanto prima della partita perché sono molto concentrato per la partita e così non ho bisogno tanto di sorridere
Tu hai una playlist, magari Spotify con delle canzoni che ascolti spesso prima della partita?
Non ce l’ho una playlist, ma mi sento della musica prima di ogni partita. Ascolto musica ma la mia musica va una rap, dopo una canzone croata, dopo un’italiana. Non c’è ordine, io ascolto tutto, così non ce l’ho la playlist.
Tra i nuovi arrivati soprattutto quelli più giovani di quest’anno c’è qualcuno in cui ti rivedi, che ti ricordi di quando tu eri giovane e stavi per esordire oppure c’è qualcuno che ti ha colpito particolarmente?
Guarda che i tempi sono diversi, perché io quando entravo in prima squadra, tu dovevi, non so finisci l’allenamento tu devi prendere tutto, portare tutti i palloni nello spogliatoio, prendere le casacchine tutto. Adesso i giovani, noi abbiamo un rapporto con loro come se fossero qui già da tanti anni, non abbiamo sta cosa, dove tu sei giovane e devi fare queste cose. Siamo molto rispettosi. Quando entravi in prima squadra quando avevo 16 anni, tu hai paura entrare in prima squadra, adesso è cambiato il tempo. Così non posso dire che vedo uno in cui vedo me stesso perché era molto diverso. Io non vedo che loro hanno paura, adesso è cambiato.

Attenzione a non prendere un raffreddore quest’ anno, che Oristanio è già pronto.
Eh lo so! Mica come voi tordi della troll farm dell’asilo nido occupato che quest’estate avete investito pesantemente in VPN per sostituire i “defunti” tordocloni tordo giacomo e tajarin con giallminkia. Peccato che persino Oristanio valga piu’ di un VPN.