Il portiere del Torino, Diego Mascardi, si presenta a una settimana dal suo arrivo: “Il mio modello di portiere è Raya”

A Torino è arrivato per giocarsela. Diego Mascardi, 20 anni da compiere, è il portiere che i granata hanno acquistato dallo Spezia. Nazionale Under 21, un campionato di B alle spalle, Diego si è presentato a Pinzolo, dove il Toro è in ritiro.

L’intervista

Perché ha scelto il Toro?
«Perché il Toro ha una grandissima storia. Ho sentito la fiducia della società e parlando anche con il mio procuratore ho visto che anche lui credeva nel progetto. Posso dire che non ho avuto dubbi nello scegliere questa squadra».

Si descriva come portiere: quali sono le sue caratteristiche?
«I miei punti di forza sono le uscite alte e il giocare il pallone con i piedi. Poi ho anche degli aspetti da migliorare, ma con il lavoro potrò crescere».

Che cosa ha pensato la prima volta che il suo agente le ha parlato della possibilità di trasferirsi a Torino?
«Me lo ricordo quel giorno. Quando mi ha telefonato il mio procuratore e mi ha detto di questa possibilità ho provato una grande emozione. Fin da piccolo sognavo di giocare in Serie A, aver avuto la possibilità di fare il salto dalla B alla A per me è stato importante».

È un giocatore del Toro da poco più di una settimana, cosa l’ha colpita di più?
«Mi ha colpito il grande gruppo che ho trovato, ragazzi eccezionali. E c’è anche una grande sintonia tra i calciatori e l’allenatore. Ogni giorno sul campo cerchiamo di mettere in pratica le sue idee».

Come si sta trovando con Paleari?
«Alberto prima di essere un grande portiere, è una grande persona. Trasmette tranquillità, ha esperienza e cerco di rubare qualche segreto da lui per migliorare nel ruolo».

Ha in mente di approfondire la storia del Toro?
«Ho 19 anni e ci sono cose sulla storia del calcio che non conosco, ma mi sono ripromesso di approfondire la storia del Grande Torino. E anche quella dei Vigili del fuoco di La Spezia che giocarono proprio contro gli Invincibili. Lo Spezia mi è rimasto nel cuore».

Il Toro, come saprà, sta cercando un altro portiere che dovrebbe essere il titolare: la preoccupa rischiare di avere poco spazio?
«Io sono un professionista, devo solo pensare a lavorare. Essere il primo, il secondo o il terzo portiere è indifferente: io darò lo stesso sempre il 100% in allenamento e se dovessi avere la possibilità di giocare, mi farò trovare pronto».

Ha valutato anche l’ipotesi di poter andar via in prestito per avere maggiori possibilità di giocare?
«Allenarsi in Serie A, con giocatori e con un allenatore di Serie A, è completamente diverso dal resto. Il livello è più e preferisco restare qui, anche se non dovessi essere il titolare, per migliorare».

Ha degli obiettivi personali?
«Come dicevo, il mio sogno sin da bambino era quello di arrivare in Serie A. Ora l’obiettivo è lavorare per farmi trovare pronto, se dovesse esserci l’occasione di giocare».

C’è un portiere che ha come modello di riferimento?
«Il mio modello di portiere è Raya dell’Arsenal: è bravo con i piede e nelle uscite».

Lei è di Carrara come Buffon. Lo ha conosciuto? Le ha mai dato dei consigli?
«No, ci siamo visti solamente quando sono stato convocato a un raduno dell’Under 21 ed è stato comunque emozionante per me».

Ha scelto il numero 26, c’è un motivo particolare?
«È il giorno del mio compleanno, ma è anche il giorno del compleanno di mio fratello Alessio. Anche se ha 13 anni più di me, abbiamo un legame molto forte».

Al Mondiale c’è stato un portiere che le è piaciuto particolarmente?
«Sì, Unai Simon della Spagna è quello che mi ha colpito particolarmente. È tranquillo, con i piedi è devastante, è sempre molto attento ed è un grande esempio da seguire».

Chi deve ringraziare per essere arrivato fino a qua?
«Devo dire grazie allo Spezia che mi ha fatto esordire, ma mi ha fatto anche crescere e diventare uomo. E poi tutti gli allenatori che ho avuto».

Cosa fa Mascardi fuori dal campo?
«Faccio ciò che fanno tutti i diciannovenni. Ascolto la musica, qualsiasi genere, e guardo lo sport: sono appassionato di motori, che siano auto o moto non importa, guardo tutto. Mi piace anche il tennis, ho provato anche a giocarci un paio di volte, ma diciamo che me la cavo molto meglio con il calcio».

TAG:
home

ultimo aggiornamento: 24-07-2026


Iscriviti
Notificami
2 Commenti
più nuovi
più vecchi
Cairo la peggior disgrazia dopo Superga

Questi sono capaci a riprendersi il palo della luce, e non è una battuta, ormai mi aspetto veramente di tutto.

Kawasaki77
1 ora fa

Un ragazzo di 19 anni deve giocare, inutile passare una stagione in panchina per allenarsi con giocatori di serie A…cosa tutta da valutare….

I Toro Club: “Giusto contestare, ma in presenza. Abate? Ha grinta e spirito Toro”