Al centro del progetto con Baroni e D’Aversa e ora con Abate. Ardian Ismajli, dal ritiro di Pinzolo, ha parlato del Toro che sta nascendo, delle idee dell’allenatore, dei tifosi e dei suoi obiettivi, Ecco l’intervista realizzata al difensore del Torino.

L’intervista

Come sta andando il ritiro?
«Sta andando molto bene. Le gambe sono ancora un po’ pesanti, ma è normale perché stiamo lavorando tanto sia tatticamente che fisicamente. Abate ha le idee chiare e ce le sta trasmettendo. Sappiamo che qualcun altro arriverà ma ci penserà il ds».

C’è un giovane che l’ha colpito tra quelli presenti in ritiro?
«Cacciamani. Già l’anno scorso aveva fatto un grande ritiro, poi ha fatto bene alla Juve Stabia e ora è pronto per la Serie A».

Si sente un leader di questa squadra? Dove preferisce giocare?
«Il calcio è un gioco di squadra, avere qualche anno di Serie Afa la differenza, noi con maggiore esperienza dobbiamo aiutare i giovani, anche perché per loro potrebbe non essere facile entrare in uno stadio con 25-30 mila persone. Baroni mi faceva giocare braccetto, ma io sono più un centrale, D’Aversa mi ha spostato in mezzo ai tre difensori e anche Abate mi sta impiegando da centrale».

Cosa ha di diverso Abate? Cosa l’ha colpita?
«La personalità, l’atteggiamento sempre positivo che ha, non è mai negativo. Ti spinge e ti dà forza, anche se hai fatto un errore lui è sempre positivo, ti parla in un certo modo che ti fa subito cambiare pagina. Lui è giovane ma ha già tanta esperienza con i calciatori, si vede da come parla con noi, da come ci aiuta, qualcosa che non ho visto in altri allenatore. Anche noi dobbiamo aiutarlo».

Allo Spezia aveva Italiano: Abate glielo ricorda?
«Per atteggiamento e modo di giocare sono simili. Entrambi sanno portare energia: quando sei stanco aiuta avere un tecnico che ti spinge».

Tatticamente cosa è cambiato dall’anno scorso?
«Con Baroni avevamo iniziato a 4, poi aveva scelto di passare a 3, ma le cose sono andate meglio solo quando è arrivato D’Aversa. Io sono un professionista e gioco dove mi dice l’allenatore, adesso abbiamo iniziato a lavorare per il fare il 3-4-2-1, ma la squadra può giocare sia a 3 che a 4».

Ha ancora un anno di contratto, più un’opzione: ha già iniziato a parlare del rinnovo con la società?
«No, è ancora presto e per quello poi c’è il mio procuratore. Il contratto scadrà a giugno, ma il Toro ha un’opzione per un altro anno. Spero di fare un buon campionato e a fine anno vedremo».

A curare la tattica difensiva è Raimondi, cosa vi chiede?
«Abate e Raimondi vogliono che la linea sia alta, non dobbiamo difendere dentro l’area. Anche l’anno scorso giocavamo con la linea alta, ma in maniera differente: ogni allenatore ha le sue idee, ora stiamo assimilando quelle di Abate».

Come si sta trovando con questo nuovo modo di giocare?
«Costruiamo di più dal basso e mi trovo bene. Ora dobbiamo lavorare per migliorare in modo da evitare la pressione avversaria andare a fare gol».

Nella scorsa stagione il Toro ha chiuso con la seconda peggior difesa: cosa vi ha lasciato questo?
«Ogni anno è diverso, la scorsa stagione è passata, ora pensiamo alla nuova. Siamo un gruppo misto, con giocatori più esperti e altri più giovani. Poi ci sono altri giocatori ci raggiungeranno più avanti. Nel calcio comunque nulla è facile come può apparire, lo scorso campionato non avremmo voluto terminare in quella posizione. La difesa è stata tra le peggiori, io Coco e Maripan formavamo un bel terzetto, ma io ho acuto dei problemi fisic».

Ha un obiettivo personale?
«Nella scorsa ho avuto un paio di guai muscolari nella stessa gamba. Non c’è nessuno che più di me vuole stare bene. A volte ho bisogno di tempi di recupero più lunghi per evitare infortuni».

Se la sente di dire ai tifosi di fidarsi di questo Toro?
«Se vogliamo che vengano allo stadio, siamo noi che dobbiamo convincerli giocando bene e vincendo. Posso dire che sono certo che faremo di tutto per riuscirci».

Ardian Ismajli
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ultimo aggiornamento: 20-07-2026


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