L’ex difensore del Torino ha commentato così la momentanea situazione del Torino alla Partita della Leggenda
Enrico Annoni, ex difensore del Torino e protagonista in maglia granata dal 1990 al 1994, è stato tra gli ospiti della “Partita della Leggenda”, evento organizzato per raccogliere fondi destinati al Museo del Grande Torino. Il ritorno al Fila, insieme ad ex compagni come Benedetti, Bruno, Martin Vazquez, il presente, con il cambio di allenatore: ecco le parole dell’ex difensore.
L’intervista ad Annoni
Quali sono le prime emozioni dopo essere tornato al Filadelfia?
“Sempre una bella emozione rientrare qui alla nostra casa madre. Io preferivo il vecchio Filadelfia, perché c’era un’aria diversa. Adesso è diventato un po’ troppo moderno, però comunque il campo è sempre questo e fa sempre un po’ effetto tornare dove ho vissuto quattro anni splendidi”.
C’è ancora una grande sintonia con i tuoi ex compagni…
“Quando ci ritroviamo è come se ci fossimo allenati nel pomeriggio e ci trovassimo la sera. Sono passati 30 anni ed è stato il bello e la forza che ci hanno permesso di arrivare a certi risultati qua a Torino. Se non fossimo stati così, non so se saremmo riusciti a fare quello che abbiamo fatto”.
Segui ancora il Torino, cosa pensi della faccenda allenatore?
“Il Toro lo seguo tranquillamente: quando c’è l’occasione lo guardo. Per quello che ha fatto vedere in questo periodo, D’Aversa a me non dispiaceva: poteva essere un allenatore giusto che ha certi valori che possono anche rispecchiare quelli del Toro”.
Il profilo scelto è quello di Abate: che ne pensi?
“Abate non ha fatto male con la Juve Stabia, ma dovrà avere anche la forza mentale per sopportare la pressione della piazza di Torino, che in questo momento non è facile”.
