Il punto sull’arbitro Daniele Perenzoni, che ha diretto il sedicesimo di finale di Coppa Italia tra Torino e Monza, vinto 0-1 dai brianzoli

Ancora un esordiente, dopo Andrea Di Marco nell’ultima partita di campionato, è stato designato da
Daniele Orsato per dirigere una partita del nuovo Torino di Ignazio Abate, il match da dentro o fuori
nei sedicesimi di Coppa Italia contro il Monza dell’ex Juric assegnato a Daniele Perenzoni.
La direzione dell’arbitro della sezione AIA di Rovereto è stata piuttosto “inglese”, in linea con le
nuove direttive arbitrali e su alcuni interventi la tendenza è stata quella di sorvolare.

Il primo tempo e il rigore tolto al Monza

Già all’11’ Gineitis ha rischiato l’ammonizione per un intervento pericoloso in scivolata a metà campo. Al 33’ il primo episodio importante: sugli sviluppi di un calcio di punizione per i brianzoli, il pallone è
conteso in area granata da Bakoune e Fortini con quest’ultimo che, nel tentativo di rinviare, colpisce
anche l’avversario con un intervento a mezza altezza. Perenzoni giudica l’intervento punibile e
concede il calcio di rigore agli ospiti, ma prima della battuta interviene il VAR Baroni che,
attraverso un check, segnala una posizione di offside attiva di Lucchesi (che ostacola l’intervento di
Comuzzo) al momento della battuta della punizione. La decisione è corretta. Al 38’ il primo
ammonito della partita è il granata Kulenovic il quale colpisce con una leggera gomitata Lucchesi.
Al 40’ rischia l’ammonizione Bakoune per una trattenuta su Cacciamani.

Il secondo tempo e il caso dubbio nel finale

Nel secondo tempo girandola di sostituzioni, ritmi blandi e niente di rilevante da segnalare a parte
l’ammonizione a Folorunsho, autore di un fallo tattico su Fortini, all’80’. Ma proprio nei minuti di
recupero avviene l’episodio clou: su centro di Adams in area brianzola il pallone colpisce il braccio
destro di Lucchesi, inizialmente dietro la spalla ma che si allarga prima dell’impatto col pallone.
L’arbitro si trova in buona posizione e decreta immediatamente il calcio di rigore ma viene
richiamato dal VAR all’On Field Review e revoca la propria decisione non considerando
l’intervento punibile. In realtà il braccio del difensore non è aderente al corpo e, come detto, si
sposta in direzione del pallone e la distanza non è ravvicinata (come quella di Vlasic nel caso simile
e preso a riferimento di una decina di giorni fa). Interventi del genere qualche mese fa portavano
automaticamente al rigore, quest’anno la tendenza sembra diversa (ed invero più sensata!) ma
purtuttavia questo resta un caso limite.
Battesimo sfortunato, dunque, con l’arbitro trentino per i granata che vengono eliminati dalla coppa
nazionale.

The referee Daniele Perenzoni gestures during the Coppa Italia football match between Torino FC and AC Monza.
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ultimo aggiornamento: 02-09-2026


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3 Commenti
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andrepinga
andrepinga
1 ora fa

era rigore come quello col milan. Non dare ne’ l’uno ne l’altro certifica che il var serve a niente.

salacercipersempre
salacercipersempre
1 ora fa

Se per Vlasic era ben chiaro che appena partita la palla ha tentato di togliere il braccio, in questo caso non lo era così netto e nel dubbio della malafede il rigore lo dai. In ogni caso visto che la poxcheria di concedere penalty per tocchi di mano assolutamente involontari… Leggi il resto »

Kapricorn73
Kapricorn73
1 ora fa

Braccio che da dietro la schiena si apre e ferma la palla … cosa vuoi dire ? In Italia c’è uno sport a sé con delle regole a se …Poi ci si lamenta che non vai mondiali dove invece giocano a calcio !

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