Ferrante: “Gasperini al Toro? La stima c’è, ma serve un progetto importante”

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Esclusiva / Ferrante fece conoscere Gasperini a Cairo: “Le parti si sono subito piaciute. Problema ambientale? Si supera. Belotti, ora devi dimostrare!”

Dici Toro e pensi (anche) a Marco Ferrante. D’altra parte, un bomber da 125 reti e al quinto posto nella classifica dei marcatori più prolifici di sempre non si può facilmente scordare. Il filo che lega Ferrante, l’attaccante delle corna, al Torino è ormai indissolubile: tanto ha fatto da giocatore, tanto avrebbe voluto fare anche dopo. Non a caso, fu proprio lui a presentare Gasperini a Urbano Cairo, che adesso, con la panchina di Mihajlovic quanto meno in discussione, sta valutando anche il profilo dell’allenatore dell’Atalanta, sempre più in rampa di lancio.

E chi meglio di Ferrante può dirci, a questo punto, quale sia il rapporto tra Gasperini e il presidente del Toro?
Di stima, sicuramente. Anche perché indipendentemente da me che ho fatto da tramite, e possono confermarlo entrambe le parti, è stato un incontro portato avanti in maniera ottimale. Cairo e Gasperini si sono piaciuti: onestamente pensavo che fosse quasi fatta, che ci fossero tutti i presupposti per riuscire a combinare il matrimonio. Ci aspettavamo una risposta già il giorno dopo, ma alla fine la scelta ricadde su Ventura. Lui non aveva problemi ad accettare il Toro, gli avrebbe fatto anzi molto piacere, perché a Torino aveva avuto un trascorso importante nelle giovanili della Juventus.

Ecco, proprio il suo passato bianconero è oggetto di discussione in ambiente granata. Pensa ci possa essere un problema con la piazza?
A mio avviso, il tifoso del Toro è intelligente. Non perché non sia così anche altrove, sia chiaro, ma il problema dell’interscambiabilità delle squadre nella stessa città può essere superato. Basti vedere quello che accade a Milano, o anche proprio a Torino. Per quanto riguarda Gasperini: lui è stato nel settore giovanile bianconero, non lo vedo come un uomo Juve a tutti gli effetti. Anzi, con la sua Atalanta ha di recente fatto parecchio male a loro, perché è un professionista. Ed è questo il punto: ritengo che un tifoso intelligente, se si ritrovasse a tifare per una squadra il cui allenatore fa giocare bene a calcio, vince, valorizza i giovani, fa fare bella figura in Europa League, allora si potrebbe solo leccare le dita.

Ma secondo lei, a Gasperini piacerebbe l’idea di questa nuova sfida?
Lui è un allenatore che ha seminato moltissimo nella sua carriera. E ha anche raccolto. A Genova è stato così, e all’Atalanta pure, nonostante un avvio molto difficile. La forza della società orobica è stata quella di non lasciarsi tentare da un esonero che sembrava vicino, ma di aspettare il lavoro dell’allenatore. Penso, anzi, che a Bergamo abbia raccolto anche più di quello che si potesse immaginare. Per andare a Torino, dovrebbe essergli offerto un progetto davvero ambizioso, che preveda una carta bianca sotto tanti profili. E per progetto importante, parlo di Europa League, che va centrato senza tante parole. Perché non dobbiamo dimenticarci che qualche anno fa ci siamo arrivati non solo grazie ai meriti personali, ma anche al fallimento del Parma. Io spererei di arrivarci sempre con le proprie forze, e con gli attuali risultati ho qualche dubbio. Si mette troppo poco fieno in cascina: speravo in un colpo di coda con l’Atalanta, ma anche lì non ci siamo riusciti. E una squadra che deve ambire a quei risultati, deve essere praticamente insuperabile in casa.

L’aspetto che più colpisce è la mancanza di gol, e l’involuzione di Belotti. Da ex attaccante, cosa dovrebbe fare il Gallo per risollevarsi?
La cosa che si dice sempre a una punta che sta segnando poco, è quella di non cercare il gol con insistenza, perché se quell’attaccante è forte avrà modo di trovarlo nel modo più inaspettato che ci sia. Io però noto che Andrea stia avendo tantissime occasioni: l’anomalia vera è che sta sbagliando tanto, e basta rivedere la gara contro il Carpi di Coppa Italia per capirlo. La verità è che solo lui sa se il problema è solo fisico, o anche mentale.

Secondo lei?
Sicuramente l’infortunio lo ha limitato per un mese. Si perde la condizione e lui deve stare bene fisicamente: la forza fisica è la sua caratteristica migliore, non avendo una tecnica di base elevatissima. Ma Belotti è comunque il primo attaccante che abbiamo in Italia: le chiacchiere stanno quindi a zero, bisogna dimostrare. Anche perché se non segna lui, allora il sogno del Toro andrà infranto, ed è inutile girarci intorno. Falque sta facendo bene ma non garantisce gol con regolarità; Niang e Ljajic segnano anche di meno. Ed è questa la differenza con le altre squadre. Senza gol, l’Europa si fa dura. Al Toro il Gallo serve come il pane.

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puliciclino
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puliciclino

Solo leggere di Gasperini mi procura il vomito. Mi interessa poco che sia un gobbo od un ex gobbo….Io non dimenticherò mai la sua arroganza ed il suo disprezzo nelle dichiarazioni a posteriori di quel Toro-Genoa (che ogni tanto mi sogno ancora la notte…) per uno così non c’è e… Leggi il resto »

madde71
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madde71

gasp x il Toro uin insulto,per la cairese puo’andare.questo ha insultato,provocato,aizzato.e’un buon tecnico,ma qui se non fai fuori farispenti,puo’venire chi vuole,9no,10 posto forever

SpakkaLaGobba
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SpakkaLaGobba

Intervista interessante e, da parte mia, piena di considerazioni condivisibili. Solo che l’accostamento delle parole “progetto… ambizioso” a Cairo fa venire voglia di darsi all’allevamento dei moscerini da diporto ?…