Per ora al Toro non resta che ammirare la Dea

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Belotti
Andrea Belotti of Torino FC looks dejected at the end of the Serie A football match between Torino FC and AC Chievo Verona.

Il borsino di Carlo Quaranta dopo Atalanta-Torino 2-1: sale Sirigu, sale anche Edera. In discesa molti altri giocatori. E il Toro saluta l’Europa League

A Bergamo, in Atalanta-Torino 2-1, è solo arrivata l’ufficialità di ciò che già era noto, per i granata è maturata un’altra stagione da incompiuti e quella posizione di metà classifica che resterà tale è lì a certificarlo. Certo, alla vigilia era doveroso crederci ancora (nonostante tutte gli indizi a sfavore) sperando che i ragazzi di Mazzarri azzeccassero la gara perfetta e provassero a smentire i pronostici. A fine gara però la speranza si era totalmente dissipata lasciando il posto alla frustrazione (tutta nelle cifre statistiche del match) ed alla rabbia (evidentissima nella reazione di Sirigu nei confronti di Belotti al fischio finale). Si è arrivati all’ultima spiaggia con l’acqua alla gola, incerottati, probabilmente stanchi e svuotati: i numeri dicono che i ragazzi di Gasperini hanno corso di più, recuperato più palloni, vinto più duelli, tirato di più in porta e dominato a centrocampo e nel possesso palla. E che, dunque, sono stati più reattivi e dinamici dei granata i quali sono stati messi sotto l’aspetto della corsa e sul piano atletico più che tecnico. Il dato non è di poca importanza dal momento che gli orobici in questa stagione hanno disputato l’Europa League (che verosimilmente riconquisteranno) giocando otto partite in più e certamente questo rappresenta un dato importante sul quale riflettere. A tal proposito non si possono imputare tutte le responsabilità di ciò allo staff tecnico che ha rilevato la squadra da gennaio anche se qualcosa in tal senso avrà dovuto fare ed in parte ha fatto.
Per quanto riguarda le assenze contemporanee di Falque, Obi, Baselli, Barreca e De Silvestri la mancanza di alternative all’altezza si è notata chiaramente e questo è un altro aspetto su cui focalizzare l’attenzione programmando con visione, competenza e a lungo termine. Alla fine della stagione 2015-16 l’Atalanta occupava la tredicesima posizione in classifica e l’anno precedente, quando il Torino giocava in Europa, sfiorò addirittura la retrocessione. Poi l’avvento di Gasperini, la pazienza, la cura dei dettagli e la politica di investimento sulle squadre giovanili ha dato i suoi frutti. Il Torino persegue grosso modo la stessa strada, tutto sta nel non sbagliare gli acquisti prendendo gente motivata e adatta al credo tattico dell’allenatore e nel lanciare gradualmente i giovani facendoli entrare nei meccanismi con fiducia e senza snaturarli.

Atalanta-Torino 2-1: ecco chi sale e chi scende dopo la partita di Bergamo

CHI SALE:
SIRIGU stavolta deve fare gli straordinari. Inizia con un tuffo in uscita per deviare un traversone insidioso e poi deve compiere almeno 5-6 parate impegnative, gli attaccanti nerazzurri tirano per ben 13 volte nello specchio della sua porta. Alla fine è arrabbiato anche con i suoi compagni.
EDERA prima da titolare guadagnata di diritto dopo diversi spezzoni positivi. Ovviamente non può assicurare per tutti i 90’ giocate di qualità come quando entra a partita in corso con avversari più stanchi ma ha comunque buoni spunti e, dopo aver fatto le prove generali di intesa, mette Ljajic in condizione di segnare con un bell’assist di prima.

STABILI:
LJAJIC perde diversi palloni e tempo a rimproverare Edera (che poi lo serve con gli interessi), isolato e marcato da De Roon non riesce a legare i reparti come dovrebbe. Meglio sotto porta con il gol dell’illusorio pareggio, una girata deviata sottomisura e una punizione alta. Come al solito non è continuo ma quando si accende diventa indispensabile.
MOLINARO torna dopo due mesi e Mazzarri sceglie di non impiegarlo dall’inizio concedendogli solo l’ultimo quarto di match quando ormai il Toro, passato in svantaggio per la seconda volta, non ne ha più. Prova a spingere un po’ di più ma non va oltre un cross sballato.

CHI SCENDE:
MORETTI il meno peggio della difesa, nella prima parte di gara riesce anche ad anticipare Barrow e a leggere bene i passaggi degli avversari provando a chiudere i varchi. Nella ripresa non riesce a chiudere sul cross per il primo gol, resta comunque il granata che tocca più palloni.
BERENGUER ultima mezzora piuttosto anonima per lo spagnolo al quale sulla corsia destra viene preferito dall’inizio il giovane Bonifazi più fisico e propenso alla copertura. Un buon taglio orizzontale e una punizione guadagnata al limite dell’area orobica il suo bottino.
RINCON nei primi minuti pare indomito: rincorre e ringhia sugli avversari finché ne ha. Finisce ben presto la benzina e naufraga tra le onde del centrocampo nerazzurro ben più organizzato e creativo. Non pervenuto quanto a mansioni di impostazione che lascia non si sa a chi.
NKOULOU nonostante l’aiuto di Bonifazi non riesce a ingabbiare il Papu Gomez che gli crea non pochi problemi. In ritardo nel chiudere sulla conclusione dell’argentino nel primo tempo, fuori posizione in occasione dei gol orobici nella ripresa.
ACQUAH nel centrocampo tutto quantità e ruvidezza dei granata il ghanese fa la sua parte venendo però sovrastato dalle giocate veloci degli avversari. Benino in interdizione ma quanto ad intensità lascia molto a desiderare sebbene vada considerato che non giocava titolare da un mese.
BELOTTI gettargli la croce addosso per questa partita nella quale non ha mai tirato né provato a farlo sarebbe ingiusto così come lo sarebbe addossargli tutte le colpe per una stagione al di sotto delle aspettative generali. L’avvio all’azione del gol, un buon cross per Ljajic e qualche sponda non sono però sufficienti per salvare la sua prova e il battibecco finale con Sirigu è un brutto segnale.
BURDISSO gli tocca controllare Barrow, molto più giovane e veloce di lui. Ed infatti il gambiano gli sfugge via più volte costituendo un’autentica spina nel fianco della difesa granata. Il difensore argentino perde la bussola ed è poco reattivo sulle seconde palle.
BONIFAZI impiegato in un ruolo non suo per chiudere le linee di passaggio e aiutare i compagni per arginare Gomez, ha un buon avvio chiudendo bene in diagonale e difendendo palla. Poi però evidenzia tutti i suoi limiti nelle ripartenze e sbaglia le marcature su entrambe le reti atalantine. Divide le colpe e la brutta figura con il suo allenatore.
ANSALDI sulla sinistra non spinge come al solito, compie un bel gesto in area granata fermando Barrow in tackle pulito e bada soprattutto a difendere. A metà ripresa, con l’ingresso di Molinaro, va a fare il ruolo di interno destro ma senza successo ed anzi becca anche l’ammonizione fatale che gli farà saltare la Lazio.

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poggiardo granata69
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poggiardo granata69

al momento la nuda e cruda realtà è questa…non ci resta che ammirare la dea.quello che mi chiedo però è; perché non ci resta altro che ammirare la dea…?! chi è l’artefice di tutto ciò;forse gli allenatori? ma non credo vengono da soli.forse i giocatori? e nemmeno quelli credo vengono… Leggi il resto »

michelebrillada
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michelebrillada

che schifo vedere rincon giocatore si e no da prima categoria dilettanti e poi burdisso moretti (molto serio ma al capolinea )ansaldi ,desilvestri ,acqua ,tutti da fare fuori subito niang (pazzesco avere acquistato un non giocatore così)ma dove vogliamo andare con questa squadra?

Mauri80
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Mauri80

Non credo si possano paragonare Atalanta e Torino. Fra loro e noi esiste un divario enorme di professionalita’ ed investimenti nel settore giovanile. Il Toro, purtroppo, non sta assolutamente seguendo la strada dell’Atalanta. Abbiamo una squadra vecchia, un monte ingaggi piu’ alto e giocatori piu’ scarsi, frutto di scelte sbagliate… Leggi il resto »

GoBull (Franco)
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GoBull (Franco)

Fari spenti è uno yesman che nessuno cerca, per cui si rinnova. Bava avrà detto qualche yes di meno e sollevato qualche dubbio. Se poi consideri che lo vogliono le m3rd3 le conclusioni sono praticamente ovvie e lampanti. Redazione, così vi piace di più? visto che l’altro uguale è in… Leggi il resto »

Mauri80
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Mauri80

Mi sa che hai ragione: In effetti la politica di lasciar andare quelli buoni e tenere il ciarpame contraddistiungue piuttosto bene la pvesidenza, eccezzion fatta per Belotti, anche se in quel caso ho paura che non sapremo mai tutta la storia.

Mauri80
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Mauri80

Se aggiungiamo la totalita’ delle strutture in affitto, FILA compreso, la telenovela Robaldo, il marketing scadente e la totale mancanza di sinergia con la tifoseria, ad eccezione dei pretoriani prezzolati in curva, accusata di portare negativita’ e a cui si chiudono sistematicamente le porte del Fila, direi che la frittata… Leggi il resto »