Belotti, anima di un gruppo che ci crede

di Carlo Quaranta - 15 Maggio 2019

Torna l’appuntamento con il Borsino di Carlo Quaranta: ecco chi sale e chi scende dopo l’incredibile Torino-Sassuolo 3-2 di domenica

La strepitosa rimonta confezionata contro il Sassuolo quando tutto sembrava ormai irrimediabilmente compromesso testimonia quanto questa squadra vorrebbe e meriterebbe l’Europa nonostante le occasioni gettate al vento nel corso del campionato. Al di là delle qualità tecniche, balza agli occhi l’idea di gruppo che trasmette questa squadra, di una coesione ed un’unità di intenti che traspare e che non si vedeva da tempo, che appare agevolata anche dalla rosa corta che se da un lato può rappresentare un handicap dall’altro può essere sinonimo di maggior spirito di appartenenza e minor numero di musi lunghi. Tali caratteristiche possono permettere di firmare certe imprese e regalare la convinzione di crederci quando sembra che tutto sia ormai perduto.

Tutti quindi sembrano ora inseriti in un progetto in cui credono, disposti a sacrificarsi, a gettare il cuore oltre l’ostacolo per il raggiungimento di un obiettivo comune e l’emblema di questa recuperata idea di Toro è – manco a dirlo – proprio il Capitano Andrea Belotti che incarna l’essenza del giocatore mai domo che corre per 90’ a tutto campo per prendersi il pallone e portarlo avanti fin nell’area avversaria, di colui che dà l’esempio e suona la carica, che si prende la squadra sulle spalle, che può far innamorare del Toro i più piccini, che trova la forza di reagire dopo un rigore sbagliato rifacendosi con due gol e provando per due volte il gesto più bello e più spettacolare del calcio annullando il fardello dell’errore con la purezza di un bambino che gioca in un cortile, che si impegna sempre al massimo per superare i propri limiti tecnici proprio come faceva il grande Pulici di cui oggi il Gallo è l’erede proprio per quel rigore sbagliato e per quella rabbia nel rifarsi e quella gioia scagliata contro tutto e tutti davanti alla propria gente.

Il Gallo rappresenta oggi i valori genuini del Toro che sembravano ormai smarriti e l’anima di un gruppo che non vuole smettere di crederci e di sognare nonostante i risultati avversi delle rivali dai quali continua a dipendere il destino europeo a partire dalla finale che fra poche ore Lazio ed Atalanta disputeranno all’Olimpico ed il cui esito dirà tanto riguardo le speranze granata.

Fra un paio di settimane si tireranno poi le somme e si saprà se quel gesto atletico superbo con cui Belotti ha rovesciato il risultato contro il Sassuolo sarà servito a ribaltare anche il destino di una stagione che potrebbe essere esaltante e se rimarrà nei ricordi indelebili dei piccoli tifosi di oggi che non hanno potuto godere di quelle rovesciate di Pulici o di Torrisi ancora nitide negli occhi dei tifosi di ieri.

Torino-Sassuolo: chi sale

BELOTTI più che mai trascinatore e simbolo di questo Toro, firma una vittoria di importanza capitale con un gol di straordinaria bellezza che rovescia risultato e situazione di classifica. Giocatore universale dalla generosità e dalla forza di volontà incredibili, è presente in ogni zona del campo, tira in porta, offre assist preziosi a Zaza ed ha la forza di essere uomo partita dopo un rigore sbagliato. Stellare.
DE SILVESTRI ottima gara tanto per l’impatto tecnico che per quello psicologico: si propone con continuità, sfiora il gol con un colpo di testa, fa da sponda e regala tre assist magnifici per Belotti. Padrone della fascia fermato solo dal guardalinee e migliore in campo con Belotti e Consigli. Anche lo scorso anno regalò uno splendido finale di campionato.
ZAZA un tempo e tanti palloni a disposizione per l’ex di turno il quale, dopo aver sprecato diverse occasioni (anche piuttosto semplici) davanti a Consigli, scattando sul filo del fuorigioco realizza il gol che riaccende la speranza di un Toro che stava ormai per deporre le armi per l’assalto europeo. Dà quantomeno un segnale positivo in una stagione ben al di sotto delle aspettative.
FALQUE dopo sei turni da spettatore, viene gettato nella mischia prima del previsto a causa dell’infortunio di Ansaldi. Non può essere in condizione e nel primo tempo fatica a mettersi in luce. Meglio nella ripresa coi granata a trazione anteriore, parte da destra e si accentra per cercare l’assist ai compagni fornendone uno smarcante per Zaza.

Torino-Sassuolo: i stabili

BASELLI dimostra di sapersi rendere utile in fase di contenimento (affinata sempre più ultimamente) e al tempo stesso di non aver perso l’attitudine a creare gioco smistando bene il pallone nelle giocate corte e calibrando anche dei palloni in area che fruttano un rigore e il gol del temporaneo 1-1.
SIRIGU poco impegnato eppure è costretto a raccogliere il pallone in fondo alla rete per due volte nonostante nella seconda circostanza faccia di tutto per evitare il gol opponendosi brillantemente alla conclusione ravvicinata di Boga. Bene in uscita, da un suo rinvio non felicissimo coi piedi invece nasce il primo gol neroverde.
IZZO non disputa la gara gladiatoria di altre occasioni ma il suo contributo lo dà sempre sia dietro dove ribatte qualche cross basso pericoloso che in avanti dove ci prova ad impensierire Consigli con un colpo di testa. Date le attitudini dimostrate in altre partite, nella ripresa viene dirottato nella posizione di esterno sinistro non sfigurando.
BERENGUER abbastanza bene nella posizione di trequartista nella quale si dimostra attivo ed è protagonista di buone azioni ed un cross al bacio per De Silvestri in area. Poi si allarga sulla fascia prendendo la posizione dell’infortunato Ansaldi e appare sacrificato e poco pericoloso.
MEITE’ si rifà con l’imbucata in profondità che manda in gol Zaza. Per il resto una partita piuttosto discontinua nella quale alterna qualche buon contrasto alla consueta lentezza col pallone tra i piedi che gli impedisce di trovare giocate risolutive anche al limite dell’area.
NKOULOU il punto di riferimento della difesa granata va un po’ in difficoltà quando Mazzarri decide di passare dalla difesa a tre a quella a quattro e lo testimonia l’azione del gol di Lirola nella quale si fa trovare fuori posizione. In genere soffre le ripartenze veloci degli avversari, nel primo tempo aveva chiuso bene gli spazi invece.
MORETTI piuttosto nervoso, si oppone ai tentativi di cross avversari e fa ripartire l’azione granata. Nella ripresa anche per lui maggiori difficoltà che culminano nella carente opposizione a Boga sul gol ma si riscatta con la scivolata ad anticipare Babacar da cui ha origine il gol di Zaza.
LUKIC chiamato a sostituire Rincon ha un buon avvio con un bel recupero ed un’apertura intelligente, poi prende un’ammonizione severa e deve stare attento sulle ripartenze ospiti tanto che ad inizio ripresa Mazzarri dapprima lo avanza e poi lo sostituisce con Zaza.

Torino-Sassuolo: chi scende

ANSALDI non fa in tempo ad incidere ed a farsi notare che si fa male dopo appena 20’ ed è costretto a lasciare anzitempo il campo per un guaio muscolare ai flessori della coscia destra. Rischia di saltare gli ultimi 180’ decisivi di campionato privando lo scacchiere granata di una pedina molto importante.

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poggiardo granata69
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poggiardo granata69

logico,comprensibile e doveroso elogiare il nostro capitano,ma allo stesso tempo, bisogna anche elogiare il nostro condottiero in panchina. checché se ne dica,bisogna dargli atto di aver inculcato nei ragazzi lo spirito,di chi non deve mollare mai,di chi anche davanti alle ingiustizie bisogna andare avanti. diciamo la verità;siamo stati in tanti… Leggi il resto »

ColorG
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ColorG

Per me salgono tutti, compreso un Bremer che gioca 5 secondi. Tutti stanno dando il 101% di quanto potrebbero, anche se siamo ormai a fine stagione.

Scende il solo Ansaldi; ma solo perchè lo vorrei integro e arruolabile.

gix
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gix

ultimamente tutti sembrano metterci quel qualcosa in più,questa è una cosa che gratifica e che tutti auspicavamo,al di la del risultato finale

leonardo (Cairo,le scuse sono finite)
Utente
leonardo (Cairo,le scuse sono finite)

Sicuro….proprio tutti????🤣🤣🤣