Empoli-Torino, se almeno mezza squadra non ci crede... - Toro.it

Empoli-Torino, se almeno mezza squadra non ci crede…

di Carlo Quaranta - 21 Maggio 2019

Il borsino granata dopo Empoli-Torino 4-1: ecco chi sale e chi scende dopo la brutta sconfitta del Toro al “Castellani”. Si salvano in pochi

Ebbene, il Toro si è fermato ad Empoli. Appena una settimana fa la straordinaria prova di Belotti e compagni aveva galvanizzato tutto l’ambiente granata che più che mai, dopo aver ammirato l’impresa in rimonta contro il Sassuolo, ha creduto nell’impresa di centrare l’Europa. Quel che è successo in mezzo, tuttavia, pare che abbia spento l’entusiasmo in modo inversamente proporzionale: la vittoria della Coppa Italia da parte della Lazio mercoledì sera e il pareggio di poche ore prima della Roma hanno avuto lo stesso effetto della vittoria della Juventus sull’Inter per le speranze tricolori del Napoli un anno fa. Allo stesso tempo i toscani sono stati incoraggiati dal mezzo passo falso del Genoa contro il Cagliari maturato sabato pomeriggio. Ciò oltre a riproporre la discussione sulla questione della contemporaneità delle partite almeno negli ultimi turni evidenzia ancora una certa fragilità nervosa.

Probabilmente è così che può spiegarsi l’approccio molle (non è però la prima volta) dei granata che da subito sono stati aggrediti dai padroni di casa apparsi più motivati e convinti nonostante i 25 punti di distacco in classifica e la folta presenza di tifosi torinisti sugli spalti. I toscani hanno subito imposto una certa supremazia a centrocampo e sono stati incoraggiati dall’atteggiamento superficiale di molti giocatori granata tradottosi nello scellerato disimpegno al limite dell’area con il quale Aina ha servito su un piatto d’argento il gol del vantaggio. Il copione non è cambiato nemmeno dopo il gol e solo una scossa estemporanea dovuta più alla forza di volontà ed all’orgoglio di alcuni che ad un gioco di squadra ha propiziato qualche occasione nel finale di tempo. La chiave tattica è cambiata ad inizio ripresa con l’inserimento di Falque e di Zaza al posto degli svagati Aina e Meité (davvero inguardabili!) e il gol dello spagnolo sembrava poter cambiare anche l’inerzia della partita. Come contro il Sassuolo però si è subito il secondo sorpasso proprio nel momento di maggiore forcing ma stavolta è sembrata mancare più la voglia che la qualità, le distanze tra i reparti sono aumentate e si è prestato il fianco alle ripartenze veloci degli empolesi che hanno trovato praterie nella trequarti granata. 

Insomma è pesato l’aspetto psicologico, si è fatta sentire l’assenza di Ansaldi ma anche la presenza di qualcun altro che sembrava sceso in campo al Castellani giusto per onor di firma e già mentalmente in vacanza. Domenica pomeriggio il Torino non è stato un blocco unico come una settimana prima ed in queste condizioni si passa dall’essere una squadra che può vincere contro chiunque ad una che può perdere contro chiunque. E così è stato.

Empoli-Torino 4-1: stabili

BELOTTI       il Capitano ci prova anche stavolta ma non sempre i miracoli riescono. Quando la squadra si affaccia dalle parti di Dragowski e lo cerca in area lui c’è e per tre volte fa venire i brividi ai difensori empolesi che lo marcano in due-tre: un’altra girata spettacolare e due colpi di testa a pochi centimetri dal bersaglio. Come sempre generoso anche in difesa, poi solo le lacrime a fine partita.

SIRIGU       per un portiere essere tra i migliori della propria squadra dopo aver subito quattro gol dalla terzultima in classifica può rappresentare un motivo di vanto ma anche una condanna. Evita un passivo più pesante con grandi risposte sui tentativi di Farias e Traoré ma non può far granché sulle conclusioni ravvicinate.

IZZO      si arrende solo nel finale quando è già passato ad occupare la posizione di terzino e dopo aver cercato di rimediare alla svogliatezza dei suoi compagni andando a contrastare alto e tentando anche di rendersi pericoloso. Prezioso in avvio quando mura di schiena un tentativo di Farias.

N’KOULOU       prova più che sufficiente per almeno tre quarti di gara da parte del camerunense che è autore di straordinari interventi in chiusura su Caputo in area e capitola solo nel finale quando ormai l’esito della partita è irrimediabilmente compromesso.

FALQUE        il suo ingresso in campo ravviva i granata. Appena entrato prova un assist d’esterno per Belotti e dopo appena 3’ trova il gol con un bel tiro a giro sul secondo palo. Dà lì l’impressione che la sua verve possa risolvere la partita a favore della squadra di Mazzarri ma il gol di Brighi taglia le gambe a tutti, anche a lui che non si accende più.

DE SILVESTRI        si propone con costanza nel momento di maggior forcing granata e dal suo piede nascono ancora una volta i cross più interessanti per Belotti. Come tutti i suoi compagni cala alla distanza e in fase difensiva è talvolta poco reattivo.

ZAZA      viene mandato in campo con l’intento di provare a vincere ma fatalmente i granata subiscono subito il colpo del KO non riuscendo più a rialzarsi. Servito in profondità come piace a lui, ci prova in un paio di occasioni cercando di impensierire Dragowski ma senza la necessaria pericolosità. 

Ola Aina of Torino FC in action during the Serie A football match between AC Milan and Torino FC.

Empoli-Torino 4-1: chi scende

MORETTI         patisce molto gli scambi di posizione di Farias e Caputo e molte iniziative degli avversari provengono dalla sua zona di competenza. Tiene botta finché è possibile ma nel finale va in bambola anche lui, a vuoto su Di Lorenzo e poco reattivo su Farias. Avrebbe meritato di festeggiare una seicentesima da professionista ben diversa.

BASELLI        leggermente meglio di Berenguer in posizione di trequartista a supporto di Belotti se non altro per le giocate semplici e per il recupero delle seconde palle. Prova anche a rendersi pericoloso in area ed effettua un tiro di poco alto nella ripresa, tuttavia anche la sua prova resta insufficiente ed è corresponsabile per i varchi che si aprono sulla trequarti granata.

RINCON       forse la squalifica della scorsa settimana gli ha fatto perdere il ritmo e contro i toscani ha patito anche la scarsa collaborazione da parte dei compagni nel pressing. Superato più volte agevolmente da Traoré, viene travolto dalle ripartenze dei padroni di casa ed affonda pure lui.

BERENGUER        molle ed impreciso nei passaggi, non offre spunti degni di nota a parte un assist in area in verticale per Falque. Per lunghi tratti della gara gira a vuoto e perde i pochi palloni che gioca certificando un senso di impotenza che pian piano diviene rassegnazione. Un tantino meglio quando passa sulla fascia.

MEITE’        manifesto dell’indolenza e dell’approssimazione. Per l’atteggiamento in campo a tratti riesce a ricordare il peggior Niang, sembra un corpo estraneo che vaga a vuoto. Zero dinamismo, zero orgoglio, si limita ad occasionali contrasti e passaggi scolastici: da far rabbrividire l’apertura al calcio di avvio della ripresa, quasi una sentenza sull’esito del match.

AINA      conferma ancora una volta la sua inettitudine alla fase difensiva con diversi errori (anche di concetto) culminati nel passaggio sbagliato che porta al gol di Acquah. Se non sprigiona i suoi cavalli con progressioni sulla fascia risulta piuttosto inutile se non dannoso.

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poggiardo granata69
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poggiardo granata69

il TORO visto a Empoli è stato a dir poco imbarazzante.non so se sia dipeso dal fatto che la Lazio abbia vinto la coppa o dal pareggio della Roma,fatto sta che prendere 4 gol dall’Empoli è alquanto umiliante.vero che le motivazioni erano ormai scese,ma si poteva è si doveva credere… Leggi il resto »

T
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T

Punti deboli tanti, come sempre. Ma quello più debole in assoluto per me è sempre il centrocampo. Meitè e Baselli sono il più grande fallimento dell’anno. E la cosa ridicola è che a sostituirli c’era il solo Lukic! È lì che da sempre bisogna trovare gli uomini giusti, ma non… Leggi il resto »

Giankjc (più Toro e meno guinzagli&collari)
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Giankjc (più Toro e meno guinzagli&collari)

Hanno ricevuto tanti applausi e l’ambiente ci credeva. L’ottimismo ha fatto la sua parte ma poi, in fondo, conta il campo.
Una novità.