Aumenta l’autostima ma il derby era da vincere: il borsino granata

di Carlo Quaranta - 8 Maggio 2019

Ecco chi sale e chi scende dopo la sfida tra Torino e Juventus, in vista del match casalingo con il Sassuolo in programma per domenica alle 12.30

Cristiano Ronaldo con il suo gol nel finale ha fatto svanire i sogni dei granata che in un colpo solo hanno perso l’occasione, forse irripetibile, di celebrare l’anniversario di Superga da freschi vincitori del derby contro una delle squadre bianconere più forti di sempre, di firmare per la prima volta l’impresa di espugnare l’Allianz Stadium, di gettarsi definitivamente alle spalle una soggezione psicologica che non dovrebbe trovare mai residenza nel dna granata ed infine di poter continuare a cullare il sogno qualificazione Champions fino in fondo.

Il Torino in campo con l’atteggiamento giusto

Il Torino è entrato in campo con lo spirito giusto, è stato determinato e combattivo tanto da trovare il gol del vantaggio proprio grazie ad un’azione di sfondamento dell’uomo che non ti aspetti, quel Lukic spesso rimproverato di essere leggero nei contrasti e di difettare in personalità, e tenendo con autorità il campo per tutto il primo tempo. Tale atteggiamento che ha impedito ai bianconeri di Allegri di ragionare è via via scomparso nel secondo tempo probabilmente a causa di vari fattori tanto che, abbassando il baricentro, inevitabilmente si è subito il gol del pareggio nei minuti finali come troppo spesso accaduto in queste partite. E ciò nonostante la gara superlativa di N’Koulou e soprattutto di Izzo, difensore ovunque.

Torino, c’è rammarico per la mancata vittoria al derby

Per “la partita” Mazzarri ha rimpiazzato Moretti con il quasi esordiente Bremer preferendo non cambiare assetto e certificando, di fatto, una forte identità di squadra al di là degli interpreti. La solidità e la consapevolezza raggiunta gradualmente in questo campionato con un girone di ritorno disputato con i giri del motore più alti sono senz’altro delle qualità che stanno consentendo ai granata di occupare una posizione prestigiosa di classifica e di rimanere in corsa – a tre giornate dalla fine – per l’obiettivo Europeo.

Tuttavia, proprio in virtù di tali considerazioni e di quelle iniziali, oltre che per le motivazioni mai tanto sbilanciate a favore del Torino negli ultimi 25 anni, resta il rammarico per non aver portato a casa un derby giocato da Toro solo a metà e, tutto sommato, non così diverso da altri disputati nel recente passato.

Juventus-Torino: chi sale

IZZO    miglior interprete granata di questo derby, si dimostra da Toro per grinta, continuità, impegno. Stratosferico negli interventi, nelle chiusure in area, nell’anticipare le intenzioni degli avversari soffocando sul nascere le azioni pericolose. È onnipresente e viene giustamente osannato dai tifosi.

LUKIC      sceglie la serata più propizia per il primo gol in granata con un’azione che (da lui) non ti aspetti: prende alla lettera la consegna di seguire Pjanic ovunque e va ad aggredirlo con aggressività al limite dell’area sorprendendo bosniaco e Szczesny. Poi una partita “ad elastico” con il solito giudizio ora a supporto di Belotti e Berenguer, ora con Meité e Rincon. 

Juventus-Torino: gli stabili

SIRIGU     non delude le aspettative compiendo una parata impegnativa su un tiro ravvicinato di Matuidi e bloccando con sicurezza due conclusioni non irresistibili di Ronaldo e Kean. Bene nelle uscite (anche rischiose), maluccio nei rinvii. Niente di nuovo insomma.

N’KOULOU          vedersela con l’attacco della capolista piuttosto che con quello di qualsiasi altra squadra per lui non fa alcuna differenza. Ostenta la consueta tranquillità, puntuale negli interventi e nel murare le conclusioni di Ronaldo e compagni.

BERENGUER        ha delle buone iniziative e finché ne ha il Torino fa la partita; nella ripresa esce fuori dal gioco, fallisce qualche promettente ripartenza e tutta la squadra ne risente. Anche in precedenza però sbaglia la giocata decisiva (per Belotti ed Ansaldi) al limite dell’area dopo aver imbucato bene in avvio proprio per il Gallo.

BELOTTI       anche il Capitano è volenteroso e molto attivo nel primo tempo quando ha un’occasione fortuita ed un’altra dopo un bel taglio su assist di Berenguer, poi, dopo aver combattuto (e preso botte) praticamente da solo contro Bonucci e Chiellini, ha un calo vistoso nella seconda parte della ripresa. Dopo una stagione ad alta intensità ora è un po’ in riserva.

ANSALDI     preoccupato per lo più di assistere al meglio Bremer parte molto contratto perdendo un pallone pericoloso e non riuscendo a prendere le misure tra Cuadrado e Cancelo. Poi pian piano si propone con maggiore autorità ed alla fine dalla sua fascia provengono i pericoli minori.

AINA        il suo ingresso sembra quasi un fulmine a ciel sereno che squarcia la difesa bianconera e per poco non fa saltare il banco con il gol del raddoppio: il tiro però è impreciso e il suo contributo in fase di contenimento in aiuto a De Silvestri non dà gli esiti sperati.

MEITE’      gioca anche il derby con le solite caratteristiche: riesce a catturare e sporcare diversi palloni con le sue lunghe leve ma senza mordere le caviglie agli avversari. Talvolta appare svagato ed in ritardo in copertura, nel complesso però assicura una presenza necessaria a metà campo.

BREMER       il destino (leggasi squalifica di Moretti e infortunio di Djidji) lo chiama ad esordire dall’inizio proprio nella partita più attesa: l’inizio è un po’ da brivido su Cuadrado e soprattutto su Kean che fatica a contenere, nel finale invece avrebbe potuto dar più fastidio a Ronaldo sul gol. In mezzo una partita dignitosa tutto sommato.

BASELLI        a sorpresa resta fuori all’inizio e quando entra non fa in tempo a trovare la posizione ed il tempo della giocata che Ronaldo pareggia. Non incide nel finale, si limita a contrastare Bernardeschi ma non riesce a far ripartire l’azione. Contro il Sassuolo dovrebbe giocare rimpiazzando Rincon.

DE SILVESTRI        piuttosto balbettante per quasi tutto il match su Spinazzola che crea più di un grattacapo e confeziona l’assist decisivo per Ronaldo. Sciorina un paio di palloni interessanti in area avversaria e nella propria si distingue per buone chiusure aeree.

Juventus-Torino: chi scende

RINCON tanta corsa ed aggressività per tenere lontani gli avversari dalla propria area ma anche lucidità nell’amministrare i palloni giocati non sprecandone. Segue ad uomo Matuidi che però gli sfugge pericolosamente al 20’, autore di un ottimo recupero su Spinazzola ma anche di un fallo sullo stesso terzino che gli costa ammonizione e squalifica.

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poggiardo granata69
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poggiardo granata69

dispiace aver pareggiato nei minuti finali,ma il TORO visto venerdì mi è piaciuto molto.
chiaro che una vittoria sarebbe stata il massimo,ma è andata così,e perciò mi tengo stretto questo pareggio

mas63simo
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mas63simo

Bravi ma da tarare con la carenza di stimoli e dai numerosi infortunati dei gobbi.

Troposfera Granata
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Troposfera Granata

Tra Milan e gobbi abbiamo fatto 4 punti, che avrebbero potuto essere 6.
Nessuno osava immaginarlo.
Direi che l’allenatore ha fatto un ottimo lavoro mentale sui giocatori, compattando lo spogliatoio, eliminando chi remava per se stesso e non per il gruppo.
L’anno prossimo due-tre innesti MIRATI, e la squadra ci potrà dare soddisfazioni.