Il borsino granata dopo Benevento-Torino 2-2: ecco chi sale, chi è stabile e chi scende dopo il pareggio alla prima ufficiale di Nicola

Diciamolo chiaramente: cogliere tre punti a Benevento, dopo averli falliti già una settimana fa ed in superiorità numerica contro lo Spezia, avrebbe costituito un’iniezione di fiducia maggiore e più utile per una classifica che resta deficitaria ed allarmante e che in questo momento, con appena 14 punti al giro di boa, decreterebbe la retrocessione. E, seppur consapevoli che i risultati passano attraverso il gioco per questa prima partita del nuovo corso si sarebbe volentieri chiuso un occhio sulla prestazione. Ma, evidentemente, il pareggio acciuffato al 93’ rimontando un doppio svantaggio e due gol non convalidati regala comunque un buon segnale e se proprio non rappresenta il pieno nel serbatoio del morale quantomeno porta la lancetta sul segno più.

Benevento-Torino, il borsino

Che ci siano stati segnali positivi lo dicono poi le statistiche della partita che raccontano di una superiorità nel possesso palla e nella precisione nei passaggi ma anche nei tiri in porta e totali (sebbene nel primo tempo non se ne ricordino) ed anche la percezione che si è avuta osservando la partita: rispetto alle precedenti e nonostante sia rimasto invariato l’impianto tattico si è notata una maggiore aggressività nel pressing e un baricentro più alto agevolati anche dal fatto che gli avversari preferivano aspettare nella propria metà campo; le punte hanno giocato più vicine all’area di rigore avversaria, sgravate da compiti difensivi e di smistamento di gioco mentre gli esterni hanno attaccato con continuità mettendo in area tanti cross che hanno valorizzato le caratteristiche soprattutto di un rivitalizzato Zaza.

Insomma, finito il girone di andata, cambiato l’allenatore e magari adeguando la rosa calciatori a disposizione in questi ultimi giorni di calciomercato, si riparta consapevoli del fatto che serve un’impresa e tantissime motivazioni ed un entusiasmo che in qualche modo la prima partita con Nicola in panchina ha portato. Purché si resti fuori da ogni retorica sul cuore Toro, sullo spirito recuperato, sulla fatidica svolta, sulle solite frasi trite e ritrite tipo quella secondo cui “tempo fa questa partita l’avremmo persa”…

Toro, chi sale

ZAZA: mattatore assoluto un po’ a sorpresa, realizza tre gol (uno glielo annullano senza sue colpe) e altrettanti ne sfiora. Ora, dopo questa prestazione, nella quale ha dimostrato una tantum anche coesistenza col Gallo le sue chances di permanenza risalgono.

BASELLI: torna in campo dopo 11 mesi e ciò rappresenta senz’altro un’ottima notizia. In pochi minuti non ha paura nel provare il tiro, la lotta e l’anticipo. Buoni segnali.

SINGO: entra in entrambi i gol granata imbeccando direttamente Zaza e innestando l’azione del 2-2. Sfiora anche un gol con un bel tiro al volo ed è tra i più vivaci e convincenti.

ANSALDI: si notano le differenze con qualche settimana fa. Più avanzato e propositivo, sfodera una buona prestazione mettendo ottimi cross sul secondo palo a beneficio soprattutto di Zaza.

RINCON: bene nei raddoppi, meno nel giro palla e nei rinvii (uno innesca il raddoppio giallorosso). Comunque lotta fino alla fine e quasi va a segno con un tiro ben indirizzato al 95’.

BUONGIORNO: sostituisce bene Izzo anche se di fatto prende il posto di Lyanco al centro della difesa senza sbavature. È il segnale che anche Nicola crede in lui.

Toro, gli stabili:

BELOTTI: resta a digiuno per la settima gara di fila. Occupa posizioni di campo un po’ diverse rispetto al solito e, anche se sbaglia qualche scelta, azzecca un pallone meraviglioso da trequartista puro per il gol di Zaza. Unica costante immutabile sono le botte che prende.

IZZO: condizionato dallo scontro con Tuia al 9’, gioca 45’ con i postumi di una brutta botta in testa senza forzare e resta negli spogliatoi nell’intervallo.

VERDI: il suo ingresso sposta ancora più in avanti il baricentro della squadra anche se lo si vede pure in difesa a dar man forte e ripartire. Dà il suo contributo anche per l’azione del pari.

LYANCO: qualche sbavatura nel rilancio e nel controllo propiziano gol e azioni pericolose avversarie. Nel complesso però tiene sia al centro che da “braccetto” destro.

RODRIGUEZ: sfortunato nel deviare la conclusione di Lapadula di quel tanto che serve a spiazzare Sirigu ma in altre circostanze anticipa bene l’attaccante.

Toro, chi scende:

SIRIGU: dopo esser stato protagonista contro lo Spezia, praticamente non tocca palla per tutta la partita e si sarebbe potuta evitare quell’uscita su Lapadula causando il rigore.

LUKIC: galleggia nella sua zona senza fornire alcun sussulto. Da trequartista aveva iniziato bene la stagione, un assist come quello di Belotti al 93’ dovrebbe farlo lui. Non è calmo.

LINETTY: mantiene lo stesso posto in campo che aveva col suo mentore Giampaolo ma purtroppo anche la (scialba) prestazione rimane invariata. Spesso impreciso.

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ultimo aggiornamento: 24-01-2021


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poggiardo granata69
poggiardo granata69
8 mesi fa

Certo che essere contenti si aver pareggiato con il Benevento è davvero umiliante. però quest’anno va cosi e quindi il punto è loro. Di buono è che finalmente ho visto la squadra correre,lottare e forse ai punti avremmo anche meritato di vincere. Mi auguro che Nicola ci tiri fuori da… Leggi il resto »

poggiardo granata69
poggiardo granata69
8 mesi fa

Ovviamente volevo dire che il punto è oro

bombereleven
bombereleven
8 mesi fa

Linetty scende? Ma se è mai salito….

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