Stabilità piatta - Toro.it

Stabilità piatta

di Carlo Quaranta - 19 Febbraio 2020

Il borsino granata dopo Milan-Torino: ecco chi sale e chi scende dopo la sfida di San Siro contro i rossoneri, terminato 1-0 per i padroni di casa

L’esercizio di aggrapparsi a qualche barlume di speranza di pronta guarigione dopo il quinto KO di fila in campionato e l’eliminazione dalla Coppa Italia resta senz’altro encomiabile e persino doveroso per non deprimersi ulteriormente o, peggio ancora, accanirsi contro i responsabili, veri e presunti. Con effetto prevedibilmente ancor più devastante. 

Quei piccoli segnali di reazione intravisti ad inizio ripresa, il mancato ricorso al pallottoliere per contare i palloni finiti alle spalle di Sirigu, qualche dato confortante su possesso, passaggi e recuperi non possono certo essere sufficienti per affermare di essersi risollevati tanto più che anche in Coppa contro la squadra di Pioli i granata avevano dato segni di ripresa dopo l’umiliante débacle contro l’Atalanta salvo poi precipitare a Lecce. La partenza contratta, i tanti errori nei disimpegni e in uscita dalla propria trequarti, le ripartenze subite che sarebbero potute costare un’altra sconfitta più pesante, la mancanza di fluidità della manovra, di velocità di pensiero e azione, la carenza ormai atavica di lucidità nell’ultimo passaggio e la sterilità offensiva restano sintomi tanto irrisolti quanto preoccupanti. 

Tuttavia l’impiego di Edera e Millico, il rientro dei vari Lyanco, Ansaldi, Zaza e (si spera) a breve di Baselli possono ristabilire una fisionomia ad una squadra che ha bisogno di cambiare più volti per ritrovarsi e produrre un gioco non più basato soltanto sull’avversario ma più attivo e propositivo, magari con dei correttivi tattici in modo che ad una maggiore stabilità difensiva si coniughi anche una maggiore prolificità di azioni da gol e di tiri in porta perché una bella azione De Silvestri – Edera con tiro alto di Berenguer e un colpo di testa di Belotti non potrebbero assolutamente bastare per invertire la rotta nelle prossime gare. 

Per ora dunque il Torino è ancora un (lungo)degente sotto osservazione e la condizione complessiva è da considerarsi stabile. 

Milan-Torino: stabili

SIRIGU     per il meno colpevole della crisi granata meno lavoro del solito da svolgere tra i pali: una bella parata impegnativa sul rasoterra velenoso di Paquetà, poi viene graziato da Ibrahimovic e Castillejo. Non può assolutamente nulla sul gol di Rebic. 

BREMER      prezioso nel fermare in scivolata un pericolosissimo filtrante di Paquetà in area granata e nel ribattere alcuni cross potenzialmente pericolosi, non sempre apprezzabile nei disimpegni. In quella rossonera ci prova anche stavolta (dopo la doppietta in Coppa) ma senza fortuna. 

LYANCO      prende il posto di Izzo quale centrale di destra nel terzetto difensivo. Inizia con qualche errore che procura grattacapi ai compagni ed è in ritardo su Rebic sul gol. Poi si riprende intercettando qualche filtrante in area e salvando su Ibrahimovic. 

NKOULOU    come al solito ben piazzato, respinge di testa alcuni traversoni in area e controlla con eleganza. Riesce a contenere Ibrahimovic al quale concede una sola grande possibilità. Ora però è chiamato a dimostrare continuità. 

EDERA      gioca da titolare per la prima volta in questa stagione. Utilizzato quasi da seconda punta non dà il sostegno necessario a Belotti anche se compie qualche bella giocata in tandem con De Silvestri. Comunque appare attivo, anche in ripiegamento, fino alla sostituzione a metà ripresa. 

BELOTTI     continua il suo momento no ed appare più sfiduciato. Prende sempre tanti falli ma non reagisce e non carica i suoi compagni come al solito. Trova pochi spazi e ha solo un’occasione con un colpo di testa dalla distanza per impensierire Donnarumma. Deve ritrovare presto la via del gol per riprendersi tutto. 

ANSALDI    al rientro da titolare dopo quasi due mesi, disputa un primo tempo davvero opaco macchiandosi anche di qualche errore non da lui in disimpegno. Cresce nella ripresa nella quale si fa notare per qualche buona azione, ciò fa ben sperare in vista delle prossime partite. 

ZAZA     anche l’attaccante lucano torna in campo dopo l’infortunio. Per lui una mezzoretta in campo ma è l’unica buona notizia perché, di fatto, non si vede mai. In questo finale di stagione è chiamato a far vedere tutto ciò che non ha dimostrato finora aiutando se stesso, il Gallo e tutto il Toro. 

LUKIC     né carne né pesce per lunghi tratti del primo tempo, sbaglia anche giocate semplici e non dà alcun contributo nella fase di costruzione. Meglio in quella di disturbo, è protagonista di un paio di recuperi eccellenti in velocità su Rebic. 

DE SILVESTRI      ha un buon avvio, innesca intelligentemente Berenguer a termine di un’azione con  Edera e si fa trovare in area avversaria sui cross da sinistra. Lui invece non ne fa ed in fase difensiva, nonostante il pressing apportato, soffre un po’ Theo Hernandez e Rebic. 

RINCON     piuttosto lento e discontinuo. Paquetà gli sfugge più volte ed è costretto a commettere falli ed a farsi ammonire per interventi in ritardo. A parziale scusante la botta alla caviglia rimediata a fine primo tempo da Bennacer che ne pregiudica il rendimento nella ripresa. 

BERENGUER     posizionato alla mezzala, non incide e non dà segnali di intesa coi compagni, tarda spesso il passaggio e sbaglia la giocata. In più pesano gli errori fatali nelle azioni clou (tiro alle stelle al 17’ e palla persa malamente che porta al gol rossonero). 

più nuovi più vecchi
Notificami
poggiardo granata69
Utente
poggiardo granata69

l’unica cosa da tifosi che ci resta da fare è sperare che i giocatori ci mettano impegno,per farci uscire da questa situazione.

Ultrà
Utente
Ultrà

effetto Longo?