Il virus della sconfitta - Toro.it

Il virus della sconfitta

di Carlo Quaranta - 4 Marzo 2020

Il Borsino dopo Napoli-Torino: ecco chi sale e chi scende secondo Carlo Quaranta dopo la sconfitta rimediata contro i partenopei

Certo, a Napoli ci stava pure di perdere, poteva essere messa in preventivo una sconfitta sul campo di una squadra che lo scorso anno è arrivata seconda in classifica e che ultimamente pare rigenerata dalla cura Gattuso. In preventivo sì, ma non da ritenere scontata perché comunque i partenopei, anche recentemente, qualche passaggio a vuoto con squadre che lottano per non retrocedere lo avevano fatto e in più provenivano dalla battaglia di quattro giorni prima contro il Barcellona. E perché il riposato Torino, che intanto è giunto alla sesta sconfitta consecutiva, non ha sempre giocato contro il Liverpool o il Real Madrid e quindi da qualche parte dovrà pur ricominciare a fare punti, magari anche su campi apparentemente proibitivi.

Il punto, tuttavia, non è la sconfitta. O quantomeno non solo la sconfitta. Ma la difficoltà a cambiare marcia, a dimostrare progressi sia dal punto di vista del gioco e dello stare in campo che da quello della determinazione e della voglia di reagire che pure non si sono viste. Longo sotto l’aspetto delle risorse umane ha cercato di mettere tutto in discussione dando una chance a tutti, a rotazione, e facendoli sentire parte del progetto, non sappiamo quanto abbia inciso sul piano psicologico – motivazionale e quanto su quello fisico anche se i risultati non si stanno vedendo, non ha invece stravolto l’assetto di gioco, in particolare quello difensivo, che presenta numerose crepe alle quali occorre porre rimedio: la fase difensiva rimane il problema principale atteso che se Sirigu ha effettuato oltre cento parate vuol dire che gli avversari arrivano facilmente alla conclusione e che se i granata restano la squadra che in serie A ha subito più gol da palla inattiva ci sarà qualche problema di piazzamenti e di concentrazione. Al sistema difensivo a tre (che pare ormai inappropriato) va aggiunta la scarsa protezione offerta dai centrocampisti ed in particolar modo da Rincon il quale quest’anno sembra la controfigura del giocatore ammirato nel corso della scorsa stagione.

E anche il gioco sulle fasce sabato sera ha latitato con Ansaldi e De Silvestri troppo prudenti ma al tempo stesso non impeccabili nella fase difensiva.
In attacco, poi, gli esperimenti non producono alcun effetto: Con Belotti ormai spuntato da due mesi, Verdi accantonato dopo il gol che sembrava liberatorio contro la Samp, Berenguer con qualche problema fisico rimandato, spazio al redivivo Zaza che è tornato come lo si era lasciato (falloso e inconcludente). Come dire che cambiando l’ordine degli addendi la somma non cambia giacché risultato è sempre una mancanza di occasioni ed imprevedibilità e il gol resta quasi un incidente di percorso. Meno male che a tempo ormai scaduto ci ha pensato l’ex Primavera Edera a salvare parzialmente l’onore. Che sia un segnale per dare una rinfrescata magari lanciando definitivamente Millico ed aggrappandosi a forze nuove per non affondare? Sta di fatto che occorre trovare al più presto un vaccino al virus della sconfitta altrimenti la quarantena della serie B sarà inevitabile.

Napoli-Torino 2-1: chi sale

EDERA pur con pochi minuti a disposizione si fa trovare nel cuore dell’area per indirizzare, con un intelligente colpo di testa, il pallone alle spalle di Ospina. Torna al gol in campionato dopo due anni (e poche presenze). In fase di rilancio.
SIRIGU ennesima prestazione sopra le righe per il portierone granata che non è servita a portare punti come accaduto la maggior parte delle volte per un anno e mezzo. Provvidenziale su Milik, Insigne, Di Lorenzo, commette un solo errore in uscita su Politano, incolpevole sui gol ed autore già di oltre cento parate in campionato.
BASELLI il rientro dopo due mesi e mezzo di stop costituisce senz’altro una buona notizia. La sua prestazione è piuttosto sottotono ed è visibilmente in ritardo di condizione. Peraltro dopo pochi minuti rischia un nuovo infortunio e probabilmente si limita inconsciamente.

Napoli-Torino 2-1: gli stabili

N’KOULOU leggermente al di sopra delle ultime prestazioni considerato il coefficiente di difficoltà dell’avversario. Milik è cliente ostico ma, seppur con qualche affanno, riesce a imbavagliarlo. Di testa le prende quasi tutte ma non ci arriva sulla traiettoria della punizione che porta il Napoli in vantaggio.
LUKIC è il più attivo tra i centrocampisti granata. Soprattutto nel primo tempo si propone cercando anche una deviazione acrobatica in area azzurra. Lotta in fase di interdizione ed esce bene palla al piede dopo il recupero. Dà una mano ai compagni finché può, poi cala.
BREMER preferito a sorpresa a Lyanco, è protagonista di alcuni anticipi efficaci al limite dell’area granata e di altre buone giocate ma è in difficoltà nella marcatura sull’uomo: anche Manolas lo beffa su azione da palla inattiva.
ANSALDI ancora lontano dalla sua condizione tipo. Il gioco sulle fasce fatica a svilupparsi, lui commette diversi errori in fase di controllo, soprattutto in difesa, in attacco i granata si vedono poco ma lui effettua il cross assist per Edera rifacendosi in parte di una prestazione al di sotto delle aspettative.
BELOTTI poco incisivo, non trova la via del gol da quasi due mesi e non si sblocca nemmeno al San Paolo. Qualche sponda, l’avvio dell’azione del gol di Edera, un tiro alto dopo aver rubato un pallone e soprattutto uno strepitoso recupero su Lobotka in area granata i fotogrammi migliori della sua partita.
IZZO segue Insigne cercando di limitarne la verve che, per sua fortuna, non è ai livelli più alti. Riesce a trovare il tempo per sganciarsi e per effettuare qualche buona chiusura, non senza qualche rischio in una circostanza.
DE SILVESTRI come al solito il suo ruolo gli richiede tanto nella doppia fase, soprattutto con questo modulo. Lui si fa vedere in avanti sfiorando il gol in apertura ed aiuta dietro su Insigne ed Hysaj sul quale gli riesce un importante recupero nonostante il debito di ossigeno.

Napoli-Torino 2-1: chi scende

ZAZA il reset dovuto all’avvicendamento Mazzarri – Longo costituirebbe per lui una buona possibilità viste anche le idee tattiche del giovane tecnico. Tuttavia si mette in evidenza solo per i falli commessi (uno costa il primo gol, un altro l’inevitabile giallo).
RINCON poco reattivo, svagato, è l’emblema della netta differenza di rendimento della squadra rispetto ad un anno fa. Oppone una timida resistenza ai centrocampisti avversari ed è visibilmente distratto nell’azione del secondo gol partenopeo. Inammissibile per uno con le sue credenziali.

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poggiardo granata69
poggiardo granata69
8 mesi fa

mi auguro che facciamo presto i punti necessari per salvarci. poi a bocce ferme si deciderà il da farsi.

ardi06
ardi06
8 mesi fa

Ma prenere almeno un terzino ed un centrocampista svincolati, no è? Rischiamo di fallire…. la retrocessione

jerry
jerry
8 mesi fa
Reply to  ardi06

Se è vero che il nano in assemblea oggi non si è presentato io lo giudico come un buon segnale, forse sta staccando la spina.