Il Borsino di Carlo Quaranta dopo Torino-Sampdoria 1-3

Prognosi riservata…

di Carlo Quaranta - 11 Febbraio 2020

Torna il consueto appuntamento con Il Borsino di Carlo Quaranta. Ecco chi sale e chi scende dopo l’ultima partita: Torino-Sampdoria 1-3

Bocciato l’accanimento terapeutico – Mazzarri culminato con i drammatici KO contro Sassuolo, Atalanta, Milan e Lecce, Belotti e compagni sono stati affidati alle cure del giovane dottor Longo da sempre amico della famiglia Toro. In quattro giorni, tuttavia, nemmeno un santone avrebbe potuto guarire un malato grave e se pure quando sembra che le cose iniziano ad andare per il verso giusto poi finiscono nel modo peggiore allora significa che il cammino verso la guarigione è ancora tutto in salita e che trovare la medicina giusta per questa squadra è davvero arduo. Nonostante la scossa – Longo abbia dato per circa un’ora l’illusione di un miglioramento se non altro nella volontà di reagire alla situazione, alle prime difficoltà i granata hanno subito un contraccolpo psicofisico molto preoccupante ripiombando nello stato di grave prostrazione. Persino il primo atteso gol di Verdi – che avrebbe potuto costituire un importante vitamina per lui e per la squadra – si è rivelato ben presto un palliativo e da preludio di un nuovo risveglio si è passati in nemmeno dieci minuti all’anticamera di un coma sportivo.

Moreno Longo non sarà un allenatore di lungo corso ma gli sono bastati pochi giorni per rendersi conto che tanto la tenuta fisica quanto quella mentale dei giocatori granata sono entrambe assai deficitarie in questo momento. Entrambe tali lacune, certamente non imputabili al nuovo staff tecnico, sono risultate evidenti sin dall’azione che ha portato alla punizione da cui è scaturito il pareggio: da lì in poi – senza voler enfatizzare – il crollo è divenuto evidente. Basterebbe analizzare la palla persa in uscita da Aina che ha propiziato il primo gol o l’intervento a vuoto di N’Koulou sul secondo gol e la esiziale indecisione di Izzo sull’azione del rigore per rendersi conto dello stato confusionale nel quale vengono frullate testa e gambe dei giocatori.

Il Torino resta ancora nel tunnel, in prognosi riservata e urgono dei correttivi a tutti i livelli: testa, gambe e anche coperture tattiche più adeguate. Passare alla difesa a quattro, cambiare sistema sui calci piazzati, motivare in ogni modo possibile i giocatori sia singolarmente che come gruppo, mettere da parte chi non garantisce il 100% sembrano quasi delle cure obbligate per nuovo allenatore e Società se non si vuole praticare un’eutanasia.

Torino-Sampdoria: chi sale

ANSALDI un rientro tanto atteso quanto sfortunato: non fa in tempo a mettere il piede in campo che i granata subiscono il sorpasso e il suo ingresso che avrebbe dovuto dare una scossa positiva è così subito vanificato.
VERDI dopo un primo tempo nel quale cerca la posizione giusta giocando più a ridosso di Belotti e toccando con alterne fortune diversi palloni, arriva finalmente il primo gol liberatorio. Questo sblocco sembra l’inizio di una bella favola ed invece si spegne anche lui.
BERENGUER ha un approccio positivo ed è l’unico a cercare la giocata nella trequarti avversaria superando spesso gli avversari. Ed è sempre lui a regalare un filtrante col contagiri a Verdi per il gol illusorio. Forse un po’ di discontinuo ma meglio rispetto agli altri.

Torino-Sampdoria: stabili

LYANCO il difensore brasiliano, che non giocava titolare da tre mesi, ha subito avuto la fiducia di mister Longo superando per ora la concorrenza di Djidji e Bremer. Per lunghi tratti la sua prestazione è stata convincente e ha fermato ferma più volte Gabbiadini.
BELOTTI la manovra offensiva granata non presenta grandi progressi e il Gallo non ha occasioni nitide per segnare né se ne procura. Appare sfiduciato ma deve ritrovare motivazioni e gol (non segna da un mese) sia per il bene del Torino che in ottica Europei.
SIRIGU il passivo è sempre troppo mortificante per un portiere come lui che nonostante le venti reti subite in cinque partite fa sempre il suo salvando il salvabile e talvolta anche di più.
LUKIC pur tra qualche difficoltà, fa il suo compito nel fraseggio e nel taglia e cuci a centrocampo allargando il gioco e decentrandosi quando necessario. Ha la colpa di non tirare di prima di sinistro finalizzando una buona opportunità a limite dell’area e di calare alla distanza.
DE SILVESTRI un’altra prova sottotono per il terzino, ex di turno. Ingaggia un duello con Murru dal quale talvolta ne esce vincitore ma sbaglia tutti i cross e in difesa anche lui è disattento nell’azione dell’1-2 che di fatto cambia definitivamente la partita.
RINCON è protagonista di alcuni break con susseguenti ripartenze e di un buon suggerimento in area per Belotti. Si dà da fare, riesce a disturbare Linetty ma ha molte responsabilità nella tenuta della fase difensiva e nella scarsa opposizione a Ramirez.
AINA poco reattivo ogni volta che deve gestire un pallone in uscita, difatti un suo errore apre la strada all’azione che porta al fallo di Rincon e alla punizione del 1-1. Molto poco in fase offensiva e la sensazione che debba lavorare molto per trovare condizione ed autostima.

Torino-Sampdoria: chi scende

NKOULOU il camerunense sotto gli occhi del CT della sua Nazionale disputa un discreto primo tempo ma crolla nella ripresa dopo aver salvato in scivolata su Ramirez. Compromette tutto cercando un anticipo aereo sull’uruguaiano ma andando di fatto “a farfalle” sul secondo gol.
IZZO uno di quelli che non c’è con la testa: inizia con un recupero su Quagliarella e chiudendo bene qualche trama avversaria in area. Poi perde la bussola e va completamente in tilt nell’azione del rigore, avrebbe avuto il tempo per commettere fallo fuori area ed invece procura penalty e si prende il rosso.

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poggiardo granata69
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poggiardo granata69

speriamo,di uscire presto da questo incubo

jerry
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jerry

Se si perde a Milano non ci resta che pregare stavolta