Toro, i risultati della sofferenza

di Carlo Quaranta - 20 Febbraio 2019

Ecco chi sale e chi scende dopo Napoli-Torino, ultima gara giocata valida per la 24^ giornata, terminata 0-0: il borsino granata

La capacità di soffrire (ma anche di far soffrire) come mezzo per ottenere i migliori risultati possibili. Potrebbe sembrare la filosofia granata dell’anno ma in realtà è anche pragmatismo. Sarebbe stato impensabile, infatti, tornare dalla difficilissima trasferta partenopea con un punto in tasca e mantenendo l’inviolabilità della propria porta contro un attacco atomico senza far ricorso ad una buona dose di sofferenza, una qualità che racchiude in sé sacrificio e coesione. Se il Torino non fosse davvero una squadra
non sarebbe riuscito a mantenere per oltre quattro partite la propria porta inviolata, non a caso record del genere appartengono a squadre a loro modo epiche quali quelle di Mondonico e Radice. Di questo va dato pieno merito a mister Mazzarri e ai ragazzi che pur segnando appena due gol in quattro partite hanno ottenuto ben otto punti, il massimo possibile, grazie alla loro concentrazione, alla loro abnegazione, alla loro propensione al sacrificio della quale il capitano Belotti ne rappresenta l’emblema più folgorante.

Napoli-Torino, obbiettivo centrato con una grande fase difensiva

I granata sono scesi in campo con l’elmetto ed il preciso obiettivo di fare densità in mezzo al campo per contrastare la fisicità dei mediani e soffocare a monte la dinamicità degli attaccanti avversari. Il tema tattico si è sviluppato secondo le aspettative con i partenopei che hanno provato a trovare gli spazi giusti per affondare e i granata che hanno cercato di chiudere ogni spiraglio stringendo le maglie, rimanendo corti, facendo leva su una consolidata compattezza e lasciando a Berenguer (preferito a Falque e Zaza
proprio per le sue caratteristiche) il compito di tentare la giocata a sorpresa con veloci ripartenze. Al resto ci hanno pensato Sirigu ed anche un briciolo di fortuna, essenziale anche quando si profonde il massimo impegno: tutto sarebbe stato vanificato se il tiro a giro di Insigne anziché sul palo fosse carambolato in porta ad esempio.

Ma anche contro l’Udinese i granata hanno dovuto soffrire fin troppo per portare a casa il bottino pieno, stesso discorso per l’ultima mezzora in inferiorità numerica contro la SPAL e nella partita prima contro l’Inter. Ma questa è la dimostrazione che con un pizzico di fortuna e una buona dose di sofferenza si possono raggiungere i migliori risultati possibili: se sono bastati appena due gol in quattro partite a portare in dote 8 punti allora vale anche la pena soffrire, la ricompensa sarà ancora maggiore e ci si ritroverà ancora più forti ed uniti. A questo punto mantenere la porta inviolata almeno per un’altra partita significherebbe suggellare con un’impresa la propria posizione e avere la possibilità di giocarsi con pieno diritto le chances europee.

Napoli-Torino: chi sale

N’KOULOU: la sua presenza al centro della difesa si sente più che mai. Dopo aver scontato il turno di squalifica, è tornato più forte di prima sfoderando una serie di interventi difensivi da manuale: estrema sicurezza, anticipi provvidenziali, acrobazie per allontanare il pallone dalla propria area e giocate sempre efficaci nonostante provochi qualche brivido ai tifosi uscendo dall’area in modo apparentemente lezioso.
LUKIC: ancora una volta (ed ancor più a sorpresa date le caratteristiche degli avversari) viene preferito a Baselli e Meité in mediana: inizia bene strappando palloni sulla trequarti e innescando ripartenze in tandem con Belotti. Poi anche lui perde qualche contrasto rischiando qualcosa, in generale non si nota molto ma se la cava ponendo un altro tassello alla sua autostima.

Napoli-Torino: gli stabili

SIRIGU: il record di imbattibilità certifica la sua bravura e il suo stato di forma. È vero che Mazzarri ha dato una certa impronta, che la difesa è coriacea e che anche un pizzico di fortuna lo abbia aiutato ma se da 377’ il Torino non subisce gol gran parte del merito è del portierone sardo e delle sue prodezze compiute anche al San Paolo sui vari Insigne e Milik che ci hanno provato da tutte le parti.
BELOTTI: sempre esemplare per spirito di sacrificio e generosità, il Capitano. È lui a contrastare Milik in area granata al primo vero pericolo della partita, è sempre lui che al 93’ costringe due napoletani a rischiare l’espulsione per inseguirlo ed evitare che possa presentarsi tutto solo di fronte a Meret e far trionfare il Toro. In mezzo tanta corsa, iniziative, sportellate…
MORETTI: l’esperto difensore fa un po’ fatica nel contenere le esuberanze di Milik e Callejon e gli si vede commettere qualche errore di rilancio e di posizione, soprattutto nel primo tempo. Poi prende le misure sul polacco sul quale interviene in anticipo e si oppone a un pericoloso tentativo di Ruiz. Peraltro si prende un’ammonizione immeritata.

Torino-Genoa 2-1: Cristian Ansaldi
Cristian Ansaldi, Torino (ph. Campo)

ANSALDI: anche la scelta di adattare l’esterno argentino in mediana come già accaduto in altre situazioni di emergenza va nella direzione di rispondere alla chiave tattica studiata prima della gara: compiti di interdizione e “capacità di gamba” per assicurare forza e dinamismo necessari per cercare di vincere i duelli. Assolve bene ai propri doveri tattici in fase di non possesso senza tuttavia trovare spunti particolarmente interessanti.
IZZO: al San Paolo si sente a casa e la sua prestazione è in linea con le aspettative: roccioso e puntuale quanto basta, attento e dominatore nel gioco aereo, soffre qualche incursione di Insigne e si fa vedere un paio di volte pericolosamente dalle parti di Ospina ma stavolta i suoi colpi di testa non sono letali come contro l’Inter.
AINA: prova in controtendenza rispetto ai suoi parametri: stavolta chiude molto bene in fase difensiva arginando Malcuit e Callejon e difatti dalla sua zona giungono pochi pericoli per Sirigu. Non sfrutta invece a dovere le sue qualità di corsa e nel finale avrebbe dovuto sfruttare meglio un suo contropiede che avrebbe potuto regalare la vittoria.
DE SILVESTRI: sarebbe stato difficile non soffrire contro clienti quali Insigne e Zielinski e difatti la maggior parte dei pericoli degli azzurri arrivano dalla sua zona di competenza. Non commette gravi errori ma può essere considerato l’emblema di giornata della sofferenza e della generosità: encomiabile sino alla fine.
BERENGUER: premiato col posto da titolare dopo la buona prova contro l’Udinese e preferito al connazionale Falque e a Zaza, ha un avvio vivace ma poi perde lucidità nelle giocate patendo la pressione dei suoi avversari e perdendo spesso palla nel cercare troppo insistentemente l’azione personale.
MEITE’: magari ci si aspettava la sua presenza in campo sin dall’inizio viste le sue attitudini alla lotta e il tema tattico della gara. Invece subentra a Rincon nei primi minuti della ripresa piazzandosi sul centro sinistra con un buon piglio e innescando anche un paio di azioni pericolose dei granata nel finale.
BASELLI: sostituisce Berenguer pressoché con lo stesso ordine tattico ma mettendo al servizio della squadra le sue qualità tecniche ed agendo per zone più centrali conferendo maggior copertura al centrocampo e cercando di supportare Belotti in fase di ripartenza. Prova aperture e cross, fa il suo.

Napoli-Torino: chi scende

RINCON: era la sua partita, quella in cui poteva esaltarsi evidenziando inopinatamente le sue doti di guerriero. Ma era anche una partita ad altissimo rischio squalifica nella quale dimostrare una maturazione anche caratteriale. Risponde bene alla prima prova, sfiora anche il gol con un diagonale appena dentro l’area, fallisce miseramente la seconda facendosi ammonire nel modo più ingenuo. La sua sarà un’assenza pesante nello scontro diretto contro la squadra di Gasperini.

più nuovi più vecchi
Notificami
poggiardo granata69
Utente
poggiardo granata69

le imprese molte volte si ottengono soffrendo.

Mimmo75
Ospite
Mimmo75

Bravo Quaranta, analisi puntuale che condivido. A questa squadra manca solo la capacità di produrre qualche occasione nitida in più. Ci arriveremo perché Mazzarri non è uno sprovveduto. Nel frattempo carattere e grinta non mancano e l’organizzazione difensiva è di ottimo livello. Se a questo aggiungiamo un signor portiere in… Leggi il resto »

GranataDentro
Utente
GranataDentro

Con Udinese e napoli siamo stati fortunati, è evidente. innegabile per chi ha gli occhi per vedere. ma certe qualità ci sono. Nel lungo e sui grandi numeri, il cubo o la xfiga perdono importanza. Se possiamo scrivere che siamo 4° come gol subiti scriviamo una cosa importante. Che qualcuno… Leggi il resto »

mauri
Utente
mauri

Io capisco poco di calcio ma secondo me la difesa funziona perché la squadra è decisamente squilibrata all’indietro. Sicuramente il mercato è stato sbagliato, ma la mancanza di schemi offensivi e l’ostracismo verso un vero attacco a 3 oltre la mancanza di un equilibrio tra fase difensiva e fase offensiva… Leggi il resto »

GranataDentro
Utente
GranataDentro

mazzarri non mi sta entusiasmando. Gli riconosco buone cose fatte e caxxate. Guarda che se fosse facile dire: adesso mi difendo e cosi non prendo gol e me ne frego dell’attacco, lo farebbero tutte. o meglio, tutte provano a farlo ma non sempre riescono. Abnche registrare una difesa è un’arte.… Leggi il resto »

mauri
Utente
mauri

Se registri la difesa scompensando centrocampo e attacco non hai fatto un buon lavoro

GranataDentro
Utente
GranataDentro

d’impatto direi che hai fato una lavoro a metà. In realtà temo che allenatore aparte, che ha parte delle responsabilità, scontiamo la scarsa qualità davanti con soriano zaza e iago poco o per niente pervenuti, che dovevano essere le nostre frecce principali, oltre al Gallo naturalmente. essendo venute a mancare… Leggi il resto »

mauri
Utente
mauri

Dove lavoro io un lavoro fatto a metà non è un buon lavoro poi ognuno la vede come vuole. Per come la vedo io questo modo di intendere il calcio (se si puo’ definire calcio) ha il sapore della muffa.

Gianluca
Utente
Gianluca

Vero, ma è squilibrata all’indietro perché quando ha provato a fare qualcosa di diverso (le due sconfitte contro Parma e Fiorentina, sanguinose per i nostri obiettivi) …è andata malissimo. Abbiamo capito di non avere la qualità per imporci, quindi dobbiamo mirare a vincere 1-0. E comunque stare coperti e provare… Leggi il resto »

Casao92
Utente
Casao92

Spesso il migliore in campo e’ sirigu.da inizio campionato ha fatto molte parate decisive.

GranataDentro
Utente
GranataDentro

Sirigu non proviene da Marte. E’ stato preso dal buon Petrachi per parare. E da come para è stato un bell’acquisto.

Casao92
Utente
Casao92

Giusto.se il portiere fa’ molte parate.la fase difensiva non funziona bene.

GranataDentro
Utente
GranataDentro

Non proprio! Se un portiere fa molte parate significa che è bravo. Potrebbe fare anche una sola parata all’inctrocio. Voto 7 comunque . Non esiste una squadra che non prende tiri contro. Gobba compresa. Che non a caso ha ben 2 portieri di lusso. Sirigu fa parte degli 11… come… Leggi il resto »

Casao92
Utente
Casao92

Giocando con 3 centrali difensivi,3 esterni difensivi,2 centrocampisti,un’esterno offensivo ed 1 punta e’ difficile prendere gol.

GranataDentro
Utente
GranataDentro

fosse cosi banale la medicina, lo sapessero fare tutti, molte altre squadre avrebbero i nostri stessi gol subiti. Non è così evidentemente

Casao92
Utente
Casao92

Altre squadre prendono più gol.ma ne fanno anche di più.

Casao92
Utente
Casao92

Per fase difensiva intendo quante palle gol ha una squadra avversaria a partita.

X