Torino-Atalanta: un barlume di Toro - Toro.it

Torino-Atalanta: un barlume di Toro

di Carlo Quaranta - 26 Febbraio 2019

Ecco chi sale e chi scende dopo la partita contro l’Atalanta vinta dai granata 2-0 e in vista della gara tra il Torino e il Chievo Verona di domenica

Il Toro sta cambiando. Non subisce gol da cinque partite consecutive e finalmente affronta le sfide più importanti con la giusta mentalità, senza paura di sbagliare, contando sulla propria compattezza e continuando il proprio percorso alla ricerca di un equilibrio e di un’identità più definita, al di là di chi scende in campo. I risultati poi aumentano l’autostima e rendono efficace la semina di questi mesi densi di alti e bassi, di possibili svolte spesso solo immaginate. La vittoria nello scontro diretto contro l’Atalanta è senz’altro un passo importantissimo e costituirà la pietra angolare della scalata europea se nelle prossime partite non si sprecherà tutto.

Torino-Atalanta: Moretti è sempre affidabile

La politica mazzarriana finora si dimostra efficace, non tanto e non solo per la famosa fase difensiva ma anche per il discorso della rosa corta e degli equilibri nello spogliatoio: premiare e provare a infondere autostima ai singoli e dar loro, a rotazione, fiducia per alcune partite per tenerli comunque sempre pronti e sulla corda si sta rivelando una soluzione azzeccata. L’ultimo esempio è quello di Lukic che, entrato per necessità, pur non essendo tra le gerarchie iniziali un titolare, sta giocando da cinque partite di fila (guarda caso quelle del clean sheet) nonostante la disponibilità dei suoi pari ruolo.

Per non parlare di Moretti che a dire il vero non sarebbe nemmeno annoverabile nelle statistiche trattandosi quasi di un alieno sulla cui affidabilità non ci sarebbe da avere il minimo dubbio: il 37enne ha giocato le ultime quattro gare ed in queste i granata non hanno subito nemmeno un gol. In tal modo il sempiterno Emiliano può sentirsi utile alla causa e Djidji può recuperare con tranquillità.

Torino-Atalanta: il ritorno al gol di Falque

Lo stesso Falque che stava vivendo un periodo di appannamento ed era stato accantonato in panchina per qualche partita è stato riproposto titolare ed è tornato ad essere decisivo con la sua qualità. Non ha ancora dimostrato il proprio potenziale Zaza ma siamo certi che toccherà presto anche a lui, magari a partire dalle prossime partite, sentirsi protagonista ed essere gratificato magari con qualche gol.

Una citazione a parte la merita il giovanissimo Millico, il ragazzo simbolo della squadra Primavera fresca trionfatrice della Supercoppa contro l’Inter che ha fatto il suo esordio in serie A. A proposito di buona semina…

Torino-Atalanta: chi sale

MORETTI ormai è difficile trovare complimenti e parole d’encomio per questo esempio sportivo. Onnipresente, svelle palloni, “accompagna” intelligentemente gli attaccanti fuori dalla zona tiro, lancia i compagni e si rende protagonista di una discesa fino al limite dell’area avversaria. Titolare da quattro partite nelle quali i granata non hanno mai subito gol. Voluto da Ventura nel 2013 meriterebbe un’altra soddisfazione europea. Monumentale.

FALQUE si riprende il Toro con un rientro da protagonista come tutti, Mazzarri in primis, speravano. Ci mette un po’ a carburare e difatti il primo tempo è piuttosto balbettante con tentativi puntualmente strozzati. Diventa decisivo però nei momenti che contano: suo il tiro da cui scaturisce il vantaggio granata e suo il raddoppio con un colpo da biliardo. In fondo è ciò che si chiede ai giocatori di qualità.

IZZO non solo arcigno difensore difficile da superare, ora anche goleador: dopo aver realizzato gol da tre punti contro Genoa e Inter si ripete contro l’Atalanta sbloccando il match con un gol di rapina, da vero attaccante. Ma in difesa mostra le sue doti di “fame” e concentrazione anticipando gli avversari in ogni zona del campo e chiudendo ogni varco in area.

SIRIGU mette qualche toppa per tenere vivo il record che ora contende al giaguaro Castellini. Dimostra ancora una volta le sue qualità sulle conclusioni ravvicinate e potenti di Mancini e di Zapata nel finale e punta a superare anche il suo record personale di 900’ di imbattibilità nel PSG. Indispensabile.

Salvatore Sirigu, Torino
Salvatore Sirigu, Torino (ph Campo)

Torino-Atalanta: stabili

NKOULOU impeccabile nell’arco dell’intero match nella marcatura di Zapata, uno degli attaccanti più in forma del campionato anche se è fortunato nel finale nell’unica occasione in cui fa girare il colombiano dentro l’area. Ottimi interventi, straordinaria una chiusura in scivolata ad impedire un’azione gol pericolosissima. Sempre in ottima forma psicofisica.

BASELLI un grave errore in uscita dall’area di rigore granata ha macchiato la sua prova generosissima nella quale si è spesso distinto per interventi coraggiosi e per un contributo incessante nella doppia fase. Bravo nel controllo, cerca di mettere ordine a metà campo provando anche ad aprire il gioco e, errore a parte, è molto utile anche in difesa.

MEITE’ talvolta sembra indisponente, troppo lezioso nei disimpegni e sufficiente nei contrasti. Tuttavia recupera alcuni palloni importanti ed è sempre pronto a prolungare di testa a beneficio degli attaccanti. Protagonista di una buona giocata con tiro finale alto e dell’assist del raddoppio. Partita in crescendo anche se sostituito.

BELOTTI rischiamo di essere ripetitivi lodandone le qualità di grinta e sacrificio di vero Capitano che si carica i compagni sulle spalle. Anche stavolta lotta continuamente contro i difensori avversari subendo diversi falli ed arma buone ripartenze. Rispetto alle ultime uscite gioca un po’ più da punto di riferimento avanzato fungendo talvolta da torre ma nemmeno stavolta timbra il cartellino.

LUKIC impiegato nella posizione di playmaker per sostituire Rincon (seppur con caratteristiche diverse), disputa una partita in crescendo. Dopo qualche distrazione iniziale che favorisce i centrocampisti orobici, si rende utile anche in fase di non possesso. Talvolta non dimostra ancora personalità in zona offensiva.

AINA prova complessivamente sufficiente per il nigeriano che rende innocuo un cliente scomodo come Hateboer pur senza affondare spesso. Rare ma positive le sue sortite in attacco, anche stavolta incappa in un errore sulla trequarti che innesca un’azione pericolosa di Ilicic.

ANSALDI entra a dar man forte nell’ultimo quarto di gara nel quale il Toro deve serrare le fila provando tuttavia a tenere alto il baricentro: l’argentino assolve bene alle proprie mansioni liberando lo spazio per Belotti su una ripartenza, rubando tempo e palloni agli avversari e immolandosi su un tiro di Barrow.

DE SILVESTRI mantiene le giuste distanze e si oppone a Gosens e Castagne chiudendo con tempestività. Non trova lo spazio per scorribande sulla fascia anche perché frenato dal tipo di spartito tattico richiesto, trova comunque il modo di farsi trovare in area avversaria concludendo anche di testa. Nel gioco aereo c’è sempre, anche in difesa e sui rilanci di Sirigu.

Torino-Atalanta: i nuovi

MILLICO l’esordio in serie A, seppur nell’ultimo minuto, ma in una partita clou vinta contro l’Atalanta rappresenta il giusto tributo per l’icona della squadra Primavera nella quale appena qualche giorno prima aveva alzato la Supercoppa. Ad maiora.

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poggiardo granata69
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poggiardo granata69

sara’ pur vero che non faccia un gioco spumeggiante,ma alla fine quello che conta sono i risultati,che al momento danno ragione al mister.domenica sara’ un’altro esame,speriamo bene.

Denis-Joe
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Denis-Joe

resta l’interrogativo a che livello sarebbe questa squadra con un allenatore competente e capace. Me lo chiedo ormai ad ogni partita. Con l’Atalanta un buon secondo tempo, ma il gioco ancora non c’è.

giagnoni
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giagnoni

Non ci sarà mai un allenatore competente e capace. Almeno non quanto il tifoso medio che ha digerito male.

Mimmo75
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Mimmo75

Il tempo è sempre galantuomo e pare che anche con Mazzarri stia iniziando a confermarsi tale.