Il borsino granata: un Toro al top

di Carlo Quaranta - 6 Marzo 2019

Ecco chi sale e chi scende dopo la sfida tra Torino e Chievo Verona e in vista della trasferta di Frosinone di domenica alle 15

Il Toro rimane sul pezzo: pur soffrendo maledettamente ottiene un’altra vittoria fondamentale in chiave europea. Nella giornata in cui il calendario presentava un turno sulla carta favorevole ai granata, tuttavia, tutte le concorrenti più dirette hanno vinto lasciando la situazione invariata: superfluo sottolineare come sarebbero stati auspicabili dei pareggi nel derby romano e tra orobici e viola e come il peso specifico della vittoria dei blucerchiati a Ferrara sia assai importante per la squadra di Gianpaolo. Il Toro però ha vinto – e si è visto come ciò non fosse affatto scontato –, Belotti è tornato al gol e Sirigu ha mantenuto ancora la porta inviolata migliorando il proprio record e superando Castellini.

Torino-Chievo 3-0: forma, risultati, convinzione

I motivi per sorridere dunque, al netto della sofferenza e dei risultati altrui, ci sono e mancare la vittoria ieri avrebbe potuto parzialmente vanificare quanto di buono fatto nelle gare precedenti. Questo per ciò che concerne l’aspetto più strettamente pragmatico. Poi c’è il gioco, anche quello molto prosaico per la verità. In fondo si sa che Mazzarri non lascia molto spazio alla poesia ma anche stavolta bisogna riconoscergli meriti importanti per le sostituzioni che hanno cambiato il corso del match: Rincon e Zaza non solo hanno siglato secondo e terzo gol ma il primo è subito entrato in partita conferendo sostanza alla mediana, il secondo ci ha messo un po’ a carburare ma è stato importante nell’aprire varchi dando il suo contributo anche al gol di Belotti.

Inoltre il tecnico toscano ha dimostrato coi fatti che chi subentra è spesso più importante degli stessi titolari perché chiamato ad “aggiustare” la partita con le proprie caratteristiche e la freschezza necessaria in certi frangenti delicati.

In generale è evidente che il Torino in questo periodo sta toccando il picco di forma, risultati e autoconvinzione, occorrerà battere il ferro finché è caldo e cercare di durare il più possibile anche perché se le altre adesso non lasciano punti ed arriveranno più in forma allo sprint finale sarà molto dura centrare l’obiettivo. Ma oggi bisogna solo godersi il momento ed essere ottimisti.

Torino-Chievo: chi sale

BELOTTI il Gallo è tornato a cantare e lo ha fatto nel momento più opportuno, ad un quarto d’ora dalla fine di una partita che non voleva saperne di sbloccarsi e con un gran tiro dalla distanza carico di convinzione e rabbia. Dopo un primo tempo vissuto in posizione quasi costantemente defilata, fa la differenza nella ripresa con la solita generosità, provocando l’ammonizione di tre avversari e con il gol liberatorio.

SIRIGU entra nella storia del Toro superando il record di imbattibilità dello scudettato Castellini in un pomeriggio non propriamente tranquillo: Djordjevic mette tutto a repentaglio proprio ad una manciata di minuti dall’obiettivo ma il portierone granata si supera con un doppio intervento ravvicinato.

ZAZA cambio indispensabile per cercare di assaltare il fortino clivense: trova pochi sbocchi, così cerca il colpo direttamente da calcio di punizione andandoci molto vicino. Poi lo scambio che porta al gol Belotti e il gol ancora nei minuti finali, ancora contro il Chievo per la sua seconda rete stagionale. Così potrebbe essere decisivo nel finale di stagione.

RINCON il suo è uno di quegli ingressi dirompenti che cambiano il volto di una partita: tosto in interdizione, mura tentativi, svelle palloni e si permette anche il lusso di impostare e concludere con un gran tiro nel sette l’azione con cui fulmina Sorrentino e mette il punto esclamativo sul match. Decisivo.

ANSALDI l’infortunio muscolare di Aina nel riscaldamento gli regala una maglia da titolare in una giornata in cui Mazzarri aveva immaginato di farlo rifiatare. Ciononostante è uno dei più attivi sin dai primi minuti, sulla sinistra affonda con continuità, supera l’uomo, mette palloni in mezzo all’area. Pochi errori e talvolta chiude anche in difesa.

Torino-Chievo: stabili

MORETTI non delude le (ormai alte) aspettative né smentisce se stesso. Sempre puntuale ed efficace negli interventi difensivi, contrasta con calma Leris, De Paoli, Djodjevic e chiunque si presenti dalle sue parti. Chiamato anche all’impostazione e ad accompagnare l’azione nella trequarti avversaria, assolve anche a quei compiti.

BASELLI gioca troppo arretrato e spesso resta fuori dal gioco. Il primo tempo è sottotono e lo testimonia anche un calcio di punizione battuto malamente. Esce con grinta e caparbietà nella ripresa quando lo si vede recuperare tanti palloni sulla trequarti granata fermando sul nascere le azioni avversarie con buona scelta di tempo e di posizione. Sempre più esperto.

NKOULOU pure lui si fa sorprendere dalle veloci ripartenze clivensi che i granata concedono nella prima parte di gara. E anche Djodjevic ad inizio ripresa grazia la solida retroguardia piemontese. Il camerunense tuttavia, piccoli episodi a parte, è il solito muro invalicabile che esce da situazioni intricate con la solita classe ed eleganza, talvolta persino con eccesso di sicurezza.

IZZO nelle vesti di attaccante aggiunto nelle situazioni di palla inattiva in area avversaria si produce in un paio di colpi di testa insidiosi ma stavolta non va in gol. Nella fase difensiva non fatica tanto, esce bene su Stepinski e non sbaglia in impostazione anche se costantemente pressato.

DE SILVESTRI più che colui che deve fare i cross, a tratti sembra l’attaccante che deve raccoglierli, tanto che più di una volta è l’unico nel cuore della difesa gialloblu sui traversoni di Ansaldi. Poi torna al suo ruolo originario difendendo con ordine e sovrapponendosi sulla fascia. Più che sufficiente.

MEITE’ impiegato in posizione più offensiva, a ridosso di Belotti, non fa emergere le sue capacità di inserimento e di tiro. Ok quando dimostra le qualità di palleggio e nei contrasti aerei però nei suoi tentativi di costruzione porta troppo palla o appare oltremodo lezioso e approssimativo nell’approccio. Se avesse la grinta di Rincon…

Torino-Chievo: chi scende

FALQUE un altro passo indietro dopo la prestazione incoraggiante contro l’Atalanta. Non incide, sembra avere i riflessi appannati sia al momento di andare al tiro che nella gestione dei palloni che gioca (e che talvolta perde pericolosamente). Un paio di buoni cross non bastano. Forse condizionato da problemi fisici già prima che chiedesse il cambio.

BERENGUER dei tre cambi effettuati da Mazzarri è senz’altro quello che incide di meno, non solo perché non va in gol ma perché resta fuori dalla manovra e non fa intravedere qualità altre volte dimostrate. Un buon cross sul secondo palo per Belotti, una palla persa che innesca una pericolosa ripartenza avversaria. La freschezza dei subentranti deve portare ben altro.

LUKIC fa davvero troppo poco il centrocampista serbo per meritarsi la fiducia. Sembra timido, bada a non sbagliare più che a cercare di creare ma non bastano i passaggi scolastici in una partita da vincere. In più perde il duello con Giaccherini che gli crea non pochi grattacapi e gli procura un’ammonizione e nel secondo tempo è giustamente il primo ad esser richiamato in panchina.

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poggiardo granata69
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poggiardo granata69

che non sarebbe stata una partita facile lo si era immaginato.si è sofferto tanto,ma alla fine quello che conta sono i 3 punti,che ci consentono di stare lì attaccati al treno dell’Europa League.
è anche vero che il gioco espresso non sia spumeggiante,ma finché porta punti va bene.

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