Che Toro…e che Gallo!

di Carlo Quaranta - 13 Marzo 2019

Il borsino granata dopo la vittoria in rimonta sul Frosinone per 2-1: ecco chi sale e chi scende (e chi resta stabile) in attesa del Bologna

Quella conquistata sul campo del Frosinone è stata una vittoria diversa rispetto alle precedenti poiché ottenuta in rimonta, cosa che ai granata – riusciti a mantenere inviolata la porta di Sirigu per ben seicento minuti – non capitava dalla partita casalinga contro il Genoa più di tre mesi fa. E soprattutto ha certificato che questo Toro ha sviluppato un’abitudine a vincere che prima non aveva e che sta dimostrando e dovrà continuare a dimostrare partita dopo partita. Dopo un primo tempo inguardabile nel quale i granata sono stati irriconoscibili e sono rientrati negli spogliatoi giustamente in svantaggio contro un Frosinone più determinato nel voler raggiungere il proprio obiettivo – salvezza, nell’intervallo il Toro ha scelto la strada della convinzione di voler restare in corsa per l’Europa: Baselli ha spiegato che è bastato guardarsi negli occhi per capire che non si potevano vanificare i sacrifici fin qui fatti e trovare così la scossa giusta per tornare in campo più famelici.

Frosinone-Torino: la scossa dell’intervallo

Non potremo mai sapere quanto abbia inciso quest’aspetto sulla rimonta ma sappiamo che certamente sono stati determinanti i cambi operati da Mazzarri il quale ha gettato nella mischia dapprima Iago Falque (autore del primo assist) e poi Ola Aina (autore del secondo assist) al posto degli spenti Meité e De Silvestri.

E poi c’è lui, Andrea il Gallo. Dopo mesi di sacrificio, di corse e di recuperi a tutto campo, Belotti ha ripreso ad essere anche Re Mida trasformando in gol ogni pallone utile e dimostrandosi capitano e trascinatore a tutto tondo. Non v’è dubbio che il completo contributo di Belotti alla causa sia la chiave di volta della stagione e che da questo rapporto osmotico creatosi tra lui e i tifosi e l’ambiente in generale possano dipendere le sorti europee di questo Torino che ora non può più nascondersi.

Anche se non sono bastate le tre vittorie e i sette risultati utili consecutivi per raggranellare un margine di vantaggio sulle avversarie che a loro volta continuano a macinare punti, ora la lotta per i primi sei/sette posti è entrata nel vivo e, seppur attraverso un gioco non propriamente divertente, il Toro c’è e non si può certo dire che non ci si diverta guardando la classifica.

Frosinone-Torino: chi sale

BELOTTI il capitano è il protagonista assoluto, colui che sveglia i compagni dal torpore del primo tempo, suona la carica e dà sostanza alla fondamentale rimonta granata con una doppietta da manuale: primo gol di testa (da quanto tempo…), secondo in acrobazia. Ma fa anche tutto il resto, difendendo nella propria area e offrendo anche un prezioso assist a Zaza.

ANSALDI uno dei più costanti della squadra granata, nel primo tempo è l’unico che cerca costantemente di costruire qualcosa saltando l’uomo e mettendo palloni al centro. Sua anche l’unica occasione granata con una punizione che lambisce il palo. Nel secondo tempo passa a destra cavandosela comunque meglio di De Silvestri.

FALQUE ingresso – chiave per scardinare la difesa del Frosinone e dare la svolta alla squadra: appena entrato imbecca direttamente da calcio di punizione il Gallo per il gol del pareggio e sempre su punizione sfiora il gol con una battuta magistrale che si spegne sul palo. Per il resto qualche peccato di leziosità evitabile.

AINA altra sostituzione azzeccata da Mazzarri: non era al meglio per problemi addominali ma ha il merito di alzare subito il baricentro della squadra, sfiorare dapprima il gol di testa e poi, sempre per vie aeree, servire al Gallo Belotti il pallone del sorpasso. Decisivo.

Frosinone-Torino: stabili

NKOULOU fatta eccezione per un errore in disimpegno nel finale e per un giro palla non sempre impeccabile, il regista difensivo di Mazzarri sfodera un’altra prestazione delle sue con interventi puliti e giocate di classe superiore chiudendo ogni varco (soprattutto per vie aeree) nella propria area.

SIRIGU l’invulnerabilità della sua porta cede dopo 599’ senza sue responsabilità. Anzi lui la allunga il più possibile distendendosi in tuffo per salvare sia su Gori che su Paganini in un primo tempo nel quale i ciociari sono spesso dalle sue parti. Al contrario della ripresa vissuta senza patemi. Ma ormai il patatrac era successo.

ZAZA ancora titolare, nel complesso non delude le aspettative e, sebbene non riesca a battere Sportiello nella chance offertagli con una buona imbucata in profondità da Belotti, è piuttosto attivo anche in fase di non possesso e di aiuto ai compagni. Deve essere più tranquillo e freddo in zona gol.

MORETTI conserva il posto da titolare nonostante la disponibilità di Djidji comportandosi diligentemente come al solito: bada al sodo allontanando delle minacce al limite dell’area, anticipa spesso Pinamonti nonostante la differenza di età e solo nel finale accusa un po’ di stanchezza.

RINCON coinvolto nel nulla del primo tempo, è piuttosto balbettante e prende il cartellino subito dopo esser stato graziato. Poi è uno di coloro che dimostra di crederci di più e, oltre a sfiorare un altro gol, si distingue per essere il più pugnace in mediana offrendo persino qualche giocata di fino.

BASELLI parecchio in ombra nei primi 45’, non fa filtro e non imposta e in generale non appare tranquillo. Centra qualche pallone in area ma, come tutti i suoi compagni, sembra non crederci abbastanza. Nella ripresa è più prezioso in interdizione, in particolare su Chibsah.

Frosinone-Torino: chi scende

IZZO l’emblema della pochezza del Torino nel primo tempo: commette un errore concettuale quando di testa nella propria area lascia il pallone nel vivo offrendo una grossa occasione a Gori ed uno di marcatura sul corner che Paganini trasforma in gol. Di solito rimedia agli errori altrui, stavolta avviene il contrario.

DE SILVESTRI non vince il confronto con l’ex Molinaro che lo costringe alla difensiva. Sbaglia qualche uscita in disimpegno e nelle poche occasioni in cui si affaccia in avanti i suoi cross sono sporcati o intercettati dai difensori avversari. Sa essere molto più presente e determinante. Non in giornata.

MEITE’ dopo aver toccato bene il primo pallone innescando Zaza in profondità, si perde nella sua inconcludenza infarcita di giocate leziose e di falli evitabili. Poco determinato e per niente determinante, i granata cambiano volto dopo la sua uscita. Ora dovrà tirare fuori il carattere per tornare a dimostrare al più presto di non esser stato sopravvalutato.

più nuovi più vecchi
Notificami
poggiardo granata69
Utente
poggiardo granata69

come già scrissi la volta scorsa il nostro gioco non sarà di certo divertente,però porta i punti. e poi finalmente anche il nostro GALLO ha trovato già da due partite consecutive il gol,e questo ci fa sperare per il proseguo del campionato.certo la lotta x andare in Europa non è… Leggi il resto »