Un Toro da cardiopalmo

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Tomas Rincon of Torino FC competes for the ball with Jens Stryger Larsen of Udinese Calcio during the Serie A football match between Torino FC and Udinese FC.

Il borsino granata: ecco chi, tra i granata, sale, scende e resta stabile dopo Torino-Udinese, la sfida terminata 1-0 per la squadra di Mazzarri

Effetti collaterali del VAR: discesa all’inferno e ritorno per la squadra di Mazzarri specializzata nel complicarsi la vita da sola. Sceso in campo dall’inizio con una sorta di 3-4-3 comunque piuttosto coperto con Berenguer che all’occorrenza agiva da mezzala a sostegno dei centrocampisti e Belotti che come al solito si sacrificava a tutto campo svolgendo di fatto più ruoli, il Torino ha dato l’impressione di voler aggredire l’avversario e chiudere la pratica prima possibile. Un intento, tuttavia, frustato dalla solita penuria di palle gol prodotte: nonostante la contemporanea presenza dall’inizio di Berenguer, Falque e Belotti, infatti, sono state prodotte appena tre chiare azioni gol tutte respinte dall’estremo difensore friulano Musso (colpo di testa di Belotti su zione da calcio d’angolo, tiro di Berenguer e deviazione in scivolata di Falque su invito dello stesso connazionale).

Ed anzi alla fine i granata hanno dovuto ringraziare la buona sorte se sono riusciti, tra mille patemi, rigore parato, gol annullati e auto-traversa, a portare a casa tre punti soffertissimi che consentono di mantenere invariata la distanza dal sesto posto. Certo, se il risultato incoraggia a cullare ancora sogni europei, non altrettanto si può dire del gioco sempre troppo sparagnino, che tiene sempre in vita gli avversari ed espone a beffe finali Sirigu e compagni.

Torino-Udinese 1-0: il borsino

Contro l’Udinese è andata bene (anche grazie al VAR) ma rischiare di perdere punti essenziali gettando alle ortiche il lavoro di un anno sarebbe un peccato capitale. Non sempre il portiere può compiere miracoli e sarebbe il caso di sfruttare il periodo di straordinaria forma di Belotti più sotto porta che a metà campo in attesa che Falque torni ad essere quello di sempre e magari Zaza inizi a dimostrare di non essere quello che fin qui è stato.

La caratura delle prossime avversarie, poi, sconsiglia ogni tipo di speculazione perché non saranno consentiti errori, rilassamenti a partita in corso, cambi tardivi, tremarelle. Saranno altre due gare di sofferenza e contro i partenopei bisognerà giocare anche con un occhio alla partita successiva: Belotti e Rincon, essendo in diffida, devono stare particolarmente attenti a non pagare la propria generosità, contro l’Atalanta ci sarà bisogno di loro due.

Torino-Udinese: chi sale

SIRIGU vive una giornata da assoluto protagonista: sin da subito è chiamato agli straordinari con un’uscita disperata su Pussetto per rimediare ad un’ingenuità di Djidji, poi vola a ricacciare dall’incrocio una punizione velenosa di De Paul ed è più che mai decisivo nel parare il rigore al n. 10 argentino blindando la vittoria granata.

BELOTTI solito spirito guerriero, da capitano vero per l’attaccante di Calcinate che si sta abituando sempre più a giocare a tutto campo: stavolta però va vicinissimo alla marcatura con un colpo di testa respinto d’istinto da Musso e mette lo zampino sul gol di Aina recuperando un pallone sulla fascia. Ci crede sempre, non a caso è il granata che recupera più palloni di tutti, si procura punizioni e provoca ammonizioni: lui però deve evitare di prenderla contro il Napoli altrimenti toccherà clonarlo.

MORETTI l’onorificenza di ambasciatore dello sport è quanto mai adatta per un professionista esemplare come lui che fa dei valori della dedizione, del sacrificio, della correttezza la propria bandiera. Puntuale nei rilanci, fa buona guardia sugli avversari ed è prezioso nel convulso finale risultando ancora una volta tra i migliori in campo.

LUKIC Mazzarri premia le prestazioni incoraggianti precedenti concedendogli fiducia e minutaggio utile anche alla sua autostima. Nel primo tempo i compagni gli affidano l’impostazione della manovra e non lesina la verticalizzazione appoggiando spesso su Falque. Nella ripresa si limita più al controllo e, complice il cartellino giallo sul groppone, viene sostituito da Baselli dopo un quarto d’ora.

Torino-Udinese: stabili

IZZO reduce dallo stage con la Nazionale, il difensore campano apre e chiude col brivido (disimpegno sbagliato sulla trequarti e carambola fortunosa finale) una partita sofferta ma disputata con una prestazione complessivamente sufficiente duellando con Okaka e respingendo Lasagna.

BERENGUER è lui ad accendere le azioni più insidiose dei granata con la sua imprevedibilità mettendo in mezzo begli assist per Aina e Falque. Si divide fra il ruolo di terzo attaccante a sinistra e quello di trequartista e nel primo tempo sparisce per lunghi tratti dal match per riemergere con giocate da applausi ad inizio ripresa. Almeno un po’ di luce, seppur a sprazzi lui la dà.

AINA impiegato sulla corsia destra, si fa trovare spesso in area avversaria accentrandosi per raccogliere i cross provenienti da sinistra e su un’azione del genere riesce a cogliere di testa il gol partita. Ha il merito di non risparmiarsi e di giocare una partita ad alta intensità che sporca però nel finale quando perde con troppa sufficienza il pallone che porta al gol di Okaka poi annullato.

ANSALDI torna a ricoprire il suo ruolo naturale di esterno: riesce ad andare spesso sul fondo e nella prima parte di gara mette in mezzo diversi cross trovando su uno di questi l’incornata vincente di Aina. Non è sempre preciso nei disimpegni e cala alla distanza ma, seppur stremato, termina la partita senza particolari patemi.

BASELLI ancora una volta da subentrante si cala con lo spirito giusto nella partita ricoprendo la posizione occupata da Lukic con giocate di qualità mai fini a se stesse. Sempre più esperto nel capire i tempi della giocata sia essa di alleggerimento che di anticipo. Prova anche il tiro e commette pochi errori.

MEITE’ una manciata di minuti a disposizione per l’ex Bordeaux (che Mazzarri sta dosando dopo la squalifica) sfruttati con un buon piglio nella distruzione della manovra avversaria e nella catalizzazione di palloni, soprattutto aerei sui quali ha sempre la meglio. Trova il modo di provare anche un tiro, troppo centrale.

RINCON non è onnipresente come ci aveva abituato in recenti partite, non tocca palloni importanti e spesso si decentra per offrire il proprio contributo alla manovra. Dietro cerca di reggere l’urto controllando De Paul ma soffre nel finale come tutti. A proposito, non prende nemmeno stavolta l’ammonizione che gli farebbe scattare la squalifica, ci sarà a Napoli ma sarà a rischio Atalanta…

FALQUE ancora lontano parente del giocatore continuo e talentuoso che spaccava le partite con le sue giocate intelligenti. Anche contro l’Udinese gira un po’ a vuoto, spreca qualche ripartenza, non è incisivo negli ultimi metri e nelle conclusioni verso la porta avversaria. Il tutto giocando nella sua zona di campo preferita e non sfiancandosi nei recuperi.

DJIDJI partita costellata da diversi errori per il francese che inizia con quello grossolano col quale concede dal nulla in area un’occasione a Pussetto al rigore procurato con un intervento in colpevole ritardo. Lo assolvono l’attenuante della posizione inedita di centrale al posto del titolare NKoulou e due salvataggi decisivi nei finali di tempo.

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poggiardo granata69Giankjc (una testa di ghisa si fida solo di soldatini dai piedi di ferro)GranataDentrogiagnoni Recent comment authors
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poggiardo granata69
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poggiardo granata69

è stata una partita infinita,sembrava d’essere su di un ottovolante.per fortuna gli episodi questa volta ci hanno detto bene.abbiamo vinto ok,ma pensare di giocare così contro Napoli e Atalanta è un suicidio.

Giankjc (una testa di ghisa si fida solo di soldatini dai piedi di ferro)
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Giankjc (una testa di ghisa si fida solo di soldatini dai piedi di ferro)

Una cairese da sedativo.

GranataDentro
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GranataDentro

Sirigu l’avrei messo negli stabili. Ormai non fa più notizia. Si ha parato un rigore, embè? ne ha già parati tanti. Semplicemente stiamo parlando cel portiere a più alto rendimento medio di tutta la A. siamo già nell’olimpo, altro che salire. Belotti è ciò che deve essere un giocatoere granata.… Leggi il resto »