Il borsino granata / Ecco chi sale e chi scende dopo la sfida tra Inter e Torino terminata con la vittoria nerazzurra

La solita sconfitta di misura contro una big non cambia di una virgola il giudizio sul Torino di Juric a metà stagione, anzi semmai lo conferma e lo consolida. Il bilancio granata di fine anno – che poi coincide con quello della fine del girone di andata – è nettamente positivo se raffrontato con quello di un anno fa (11 punti in più in classifica e 18 gol in meno subiti con conseguente balzo di ben nove posizioni in classifica), andrebbe invece analizzato più a fondo in termini assoluti perché certamente il lavoro di Juric dopo sei mesi si sta facendo vedere ed apprezzare ma più in ottica futura poiché, nonostante tutto, finora ha lasciato la sensazione di qualcosa di ancora incompiuto, migliorabile dal punto di vista del gioco, della continuità, dei risultati innanzitutto.

Le statistiche raccontano infatti di una squadra solida, che se la gioca con tutti (nel bene e nel male) poiché la costante che più risalta è quella di risultati sempre in bilico: le partite dei granata quando non finiscono in parità si vincono o si perdono sempre con un gol di scarto (a parte con Salernitana e Sampdoria che però ha eliminato Bremer e compagni dalla Coppa Italia), il che tendenzialmente significa che contro squadre abbordabili non si riesce a chiudere mai la partita mentre contro le più forti non si riesce mai a recuperare. 

Quello delle difficoltà a ribaltare un risultato di svantaggio resta un tabù da sfatare così come quello delle sconfitte regolari contro le prime sette in classifica e più generale quello del cammino in trasferta (appena 5 punti conquistati lontano da Torino). I numeri possono dare diversi spunti di lettura per capire come e dove intervenire per cercare di risolvere le criticità. Assodato che questo staff a metà campionato è in linea con le legittime aspettative in termini di risultati e soprattutto nel ricostruire un’identità, è evidente che, nonostante la presenza di trequartisti dai piedi educati arrivati quest’estate, ancora manca quella qualità necessaria per aprire le difese avversarie soprattutto quando sono chiuse e ci sono pochi spazi, manca tanto Belotti e manca anche qualità nelle retrovie laddove l’azione riparte così come chiede spesso Juric in partita. Molto deludente, poi, l’apporto dato sulle fasce da dove non soltanto non arrivano tanti gol ma nemmeno tanti assist e gli interpreti, chi per un motivo chi per un altro, stanno rendendo al di sotto delle aspettative.

Intanto se i giocatori si sono meritati queste brevi vacanze natalizie, si auspicano invece giornate di lavoro alla ricerca di tasselli per migliorare la rosa (ma anche di soluzioni per sistemare coloro che restano ai margini del progetto) per il ds Vagnati che tra le altre cose dovrebbe anche cercare di ascoltare di più Juric e di costruire con lui un rapporto migliore giàcché i grandi progetti ed il futuro di una società passano anche da tali alchimie. D’altra parte la speranza per i granata è che questo staff possa riuscire a compiere ciò che avevano iniziato a fare Ventura e Petrachi che – guarda caso – avevano feeling e stessa visione di fare calcio. 

Non sarà facile ma a questo occorre puntare anche perché attualmente la rosa di questo Torino sarebbe da nono posto (e se non avesse gettato via due punti contro l’Empoli ora sarebbe proprio lì) ma anche un obiettivo minimo non si raggiunge per diritto divino, ci vuole impegno e costante lavoro per migliorarsi. Per di più il girone di ritorno per le caratteristiche fin qui dimostrate dai granata sarà più complicato di quello di andata per cui, oltre al calendario, servirebbe anche un Torino asimmetrico.

Inter-Torino: chi sale

WARMING    spariglia le carte in attacco con la sua vivacità allargandosi ed accentrandosi e crea le condizioni per potenziali pericoli. Preferito a Zaza, lascia l’impressione che la sua fresca incoscienza potrebbe tornare utile in futuro.

PRAET    con un quarto d’ora a disposizione non si vede granché ma è protagonista soprattutto di un recupero lampo quasi insperato dopo l’abbandono nel finale contro il Verona.

Inter-Torino: stabili

BREMER     si conferma uno dei migliori difensori in circolazione anche contro l’attacco nerazzurro riuscendo a tenere Dzeko lontano dall’area e annientando di fisico Lautaro. In tanti busseranno a gennaio.

PJACA     sua l’occasione più ghiotta di tutto il match dei granata, si procura un pallone al limite e cerca di piazzarlo di giustezza sul secondo palo, sfiorandolo. Offre qualche sprazzo ad intermittenza ma deve riuscire a fare la differenza.

DJIDJI    se la vede con Lautaro (che in un’occasione gli ruba il tempo in area) e con Dzeko duellando con qualche errore in disimpegno ma vendendo sempre cara la pelle.

MANDRAGORA   da subentrante prova a dare un po’ di verve in più nel finale e gli riesce qualche inserimento. Non ce la fa a liberare pure il suo sinistro dalla distanza ma accumula qualche minuto per riacquistare il ritmo partita.

MILINKOVIC – SAVIC    buon piazzamento tra i pali, graziato in avvio dopo un’uscita a farfalle, blocca un tiro facile e l’unica parata difficile è viziata da offside. Girone d’andata al di sopra delle aspettative.

BREKALO    torna titolare dopo due gare iniziate in panca, non riesce a riscattarsi anche perché Bastoni gli dà fastidio anche salendo con pericolosità. Bene nel fraseggio ma gli manca lo spunto.

ANSALDI    Juric lo manda in campo nell’ultimo quarto d’ora per alzare il livello di qualità sulle fasce, troppo poco però per riuscire ad incidere. Intanto le sue assenze prolungate pesano non poco nell’economia del torneo.

LUKIC    segue Calhanoglu che tuttavia nel primo tempo riesce ad essere decisivo. La sua partita non è di alto livello nonostante un bel recupero su Brozovic e una crescita nella ripresa.

RODRIGUEZ    prende il posto di Buongiorno nel finale e cerca di dare il suo contributo in impostazione e sfruttare il suo sinistro. Tuttavia è infilato da Sensi – Sanchez in fase difensiva. 

POBEGA    segue Brozovic come un’ombra per cercare di limitarne le invenzioni. Così facendo, ovviamente, ha meno libertà di proporsi come al solito e la sua prestazione appare un po’ sottotono.

BUONGIORNO    si sgancia quando può come richiesto da Juric e cerca di impostare, ha anche una buona occasione in area avversaria ma è troppo altruista. Dietro non soffre. Si sta facendo le ossa.

Inter-Torino: chi scende

SINGO     senza dubbio Perisic è un cliente ostico ma quando si propone sbaglia spesso la gestione del pallone e i tempi del cross (mai in corsa). In ritardo soprattutto rispetto alle premesse dell’anno scorso.

AINA    viene impiegato a sinistra a causa della defezione di Vojvoda. Teoricamente con Dumfries avrebbe compito più facile invece l’olandese gli sfugge diventando l’uomo partita. Commette diversi altri errori tra cui tenere in gioco Lautaro al 39’. Un po’ meglio a destra ma serve ben altro.

SANABRIA     certamente il suo compito tra Skriniar e De Vrij non è dei più semplici ma forse è un po’ troppo statico per potersi procurare delle occasioni e poi controlla male alcuni palloni o li perde. Si presentò con una doppietta nel derby ma quest’anno non ha mai segnato contro le big.

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ultimo aggiornamento: 24-12-2021


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poggiardo granata69
poggiardo granata69
7 mesi fa

Condivido in pieno il borsino.
Analisi azzeccatissima.

Mario Marino
Mario Marino
7 mesi fa

Innanzi tutto Buon Natale a tutti. Il Toro è migliorato grazie ai nuovi arrivati, su questo non mi pare che ci sia alcun dubbio. E fra i nuovi ci metto anche Sanabria e Mandragora. Quindi Juric li utilizzi tutti con continuità e non faccia troppo affidamento su quelli che nelle… Leggi il resto »

Pobega, i rischi, i punti

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