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Reazione fondamentale imparando dalla storia

di Carlo Quaranta - 11 Luglio 2020

Il borsino granata dopo Torino-Brescia: ecco chi sale e chi scende dopo la sfida vinta al Grande Torino

Alla fine il Torino è riuscito a portare a casa il risultato pieno nella sfida contro il Brescia ma dopo il primo tempo qualche tifoso più maturo non ha potuto fare a meno di vedere gli spettri e le analogie con la nefasta stagione 1988-89. Anche allora i granata avevano sfiorato pochi mesi prima la qualificazione in Coppa Uefa (uscirono sconfitti nel derby-spareggio dopo i calci di rigore!) e, dopo essersi rinforzati, partirono con conclamate ambizioni europee finendo invece in serie B nella sorpresa generale dopo un campionato molto travagliato nel quale si avvicendarono tre diversi allenatori (Radice, Sala, Vatta). E chissà se a Moreno Longo siano fischiate le orecchie in quell’intervallo nel quale la sua squadra si è fortunatamente ritrovata sbloccandosi psicologicamente ed esorcizzando quella stagione sciagurata di 31 anni fa.
Certo, la vittoria non mette ancora al riparo i granata ma quell’intervallo potrebbe rappresentare un crocevia importante sulla strada della salvezza proprio per quell’aspetto psicologico che ha condotto a compiere una rimonta ben otto mesi dopo l’ultima volta (su tre totali) anziché subirla come troppo spesso capitato ultimamente (Samp, Parma, Lazio le più recenti).
Ma questo non è l’unico elemento: accanto a ciò vi sono altre note liete quali la prestazione di Verdi e Meité (tra i più deludenti finora), la ritrovata prolificità del Gallo, la prima volta insieme del trio d’attacco Verdi-Belotti-Zaza nel tabellino dei marcatori, anche se non mancano tuttavia le solite zone d’ombra quali le difficoltà in difesa e l’incapacità di interpretazione dei tempi della partita da parte del centrocampo.
Ora però testa all’Inter: pur consapevoli della qualità superiore degli avversari si deve provare coi fatti a fare punti contro chiunque, non si può confidare esclusivamente negli scontri contro le avversarie più abbordabili nell’illusione di vincere le partite solo grazie al pedigree: proprio quell’accomodamento, difatti, risultò fatale ai granata nella stagione 1988-89.

CHI SALE:
VERDI questo è il giocatore che il Torino ha cercato in tutti i modi l’estate scorsa per il famoso salto di qualità. E lui di qualità dimostra di averne colpendo una traversa, siglando un gol liberatorio e dispensando assist. Si confida in un finale di stagione in ascesa.
BELOTTI trascina moralmente e con la consueta voglia i granata da inizio campionato. Ora è decisivo anche con i gol giacché va a segno con costanza da cinque partite consecutive e con moduli e compagni diversi. Solita garanzia.
MEITE’ altra nota lieta di serata. Conferma il momento positivo giocando la sua miglior partita stagionale: sfortunato sul gol bresciano ma decisivo in due granata ed in mezzo gioca una gara di qualità e sostanza in ogni parte del campo.
LYANCO dopo un derby così non poteva che risalire: una prestazione gagliarda con qualche sbavatura nel controllo ma con ottimi anticipi. Più a suo agio sul centrodestra.
ANSALDI leggermente in crescita anche se non riesce a effettuare giocate decisive anche perché costantemente raddoppiato.
STABILI:
NKOULOU guida la difesa con autorità ma sembra più in affanno del dovuto a centro area, regala qualche corner e non è puntuale nelle chiusure.
DE SILVESTRI attento su Bjarnason, riesce a dare fastidio in avanti rubando palloni, facendo da sponda sul secondo palo e mettendo qualche traversone in mezzo. Poi cala.
BREMER sulle palle aeree meglio nell’area avversaria che nella propria dove Torregrossa lo sovrasta rischiando anche di siglare il secondo gol. Benino negli anticipi.
ZAZA una prova volitiva nella quale cerca l’uno-due con Belotti e Verdi ed impensierisce Joronen con un paio di tiri dal limite e un colpo di testa. Il giudizio su di lui è la risultante della ciliegina del gol e della sciocchezza dell’ammonizione con conseguente squalifica.
SIRIGU anche stavolta subisce gol ed è costretto a evitarne altri. Reattivo, anche se non stilisticamente perfetto, sul colpo di testa di Mateju e di piede su tiro deviato di Donnarumma.
AINA pochi minuti conditi dal pallone recuperato che propizia il 3-1 e con qualche amnesia dietro. E la sensazione che abbia perso posizioni nelle gerarchie di Longo.
CHI SCENDE:
RINCON perde una gran quantità di palloni, non riesce a contrastare efficacemente gli avversari e fa tanti errori anche nella misura dei passaggi eccetto che sul lancio per Belotti all’inizio e nell’azione del 2-1.

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poggiardo granata69
poggiardo granata69
23 giorni fa

leggendo l’articolo mi sono venute le sudate,pensando alla stagione 88’89.mi auguro di cuore che questa finisca diversamente.