Il borsino di Carlo Quaranta: ecco chi sale e chi scende dopo la sfida tra Torino e Udinese, ennesima sconfitta dei granata

Bisognava vincere e si è perso. Quella contro l’Udinese era una partita da prendere in mano e condurre dall’inizio, una di quelle partite “da fare” poco inclini a questa squadra costruita più per distruggere che per costruire gioco nonostante l’avvento di un allenatore che predica un altro credo. E che rischia di pagare per tutti dopo aver provato a dare un’impronta di gioco propria e ad aver avuto anche l’umiltà di tornare ad un modulo non suo pur di mettere a proprio agio i giocatori abituati al 3-5-2. Senonché nemmeno questo aiuto ha funzionato poiché il gruppo dei superstiti dello scorso campionato ha ancora nella testa le scorie di una stagione disastrosa, di un anno che – anche “torinisticamente” parlando – si è rivelato deprimente, angosciante, da cancellare.  

Sarebbe stata molto più utile una rivoluzione della rosa per non rendere vano e problematico il lavoro della guida tecnica che continua a dover fare i conti con un materiale diverso da quello richiesto e poco malleabile, soprattutto in alcuni elementi ed in un reparto, il centrocampo, incapace di essere collante tra difesa e attacco, inadatto al cambio di passo quando serve, alla lettura dei tempi della partita, a contribuire con idee, qualità, concentrazione perenne e uniforme. La rosa è invece rimasta pressoché inalterata, non sono arrivati centrocampisti funzionali (regista e trequartista in primis) ed il solo Linetty (comunque sin qui deludente) non può da solo invertire una rotta tecnica e mentale. Perché al di là del tasso tecnico è ben visibile anche dall’esterno uno sfilacciamento nello spogliatoio sul quale impera quell’alone di malumori della passata stagione e del quale non ci si è voluti liberare per offrire nuova linfa e ripartire davvero.  

Restano encomiabili il gesto di capitan Belotti di radunare a centrocampo i compagni per caricarli prima dell’inizio del secondo tempo e la determinazione di Giampaolo a tirare avanti dritto “come un treno” a dispetto dei santi (leggasi in questo caso Cairo e Vagnati) che non hanno saputo o voluto capire che determinate scelte (o non scelte) avrebbero portato inevitabilmente a tale situazione. 

Torino-Udinese: chi sale

BONAZZOLI       finalmente volitivo e incisivo, firma un assist e un gol in due minuti: nella prima circostanza una giocata di forza per sradicare il pallone a Samir, nella seconda una di qualità per superare il suo diretto avversario e battere Musso con un bel sinistro. Ora dipenderà tutto se sarà in grado di sfruttare il momento e trovare continuità. 

BELOTTI     non basta la solita prestazione generosa e il centesimo gol in granata per rianimare questo Torino. Come al solito lotta, prova a motivare i compagni ed entra nelle azioni pericolose anche con assist di grande qualità.  

Torino-Udinese: stabili

LUKIC     appena entrato sembra in palla e cerca di cucire il gioco tra centrocampo ed attacco ma non trova il guizzo e nel finale è nervoso e sbaglia alcune giocate come già successo nel derby. 

RODRIGUEZ       messo sovente in difficoltà da Pussetto (che gli va via anche sul gol) nella prima parte di gara, sbaglia anche facili passaggi orizzontali. Meglio il suo bilancio in avanti con il lancio da cui nasce il gol di Bonazzoli e una punizione che coglie l’incrocio. 

RINCON      sporadiche aperture sugli esterni e contrasti vinti con De Paul il quale però lo beffa in tandem con Pereyra nell’azione del secondo gol. Rischia di snaturarsi e di non essere né carne né pesce… 

LYANCO      più volte chiude le linee di passaggio al limite dell’area, pressa alto trovando qualche buon anticipo e prova a lanciare i compagni saltando il centrocampo. Ma non contrasta adeguatamente Pereyra su secondo e terzo gol bianconero. 

NKOULOU      tagliato fuori spesso nelle azioni in cui i friulani verticalizzano. Se la cava bene invece sui passaggi orizzontali e sui traversoni ma non basta. Viene sostituito a metà gara. 

GOJAK       Giampaolo lo inserisce a metà ripresa cambiando modulo e passando al 4-3-1-2 ma il bosniaco non incide e si fa notare solo per un pallone conquistato sulla destra ed un conseguente fallo subito su tentativo di percussione. 

IZZO      schierato a sorpresa ad inizio ripresa, non fa granché per riguadagnarsi la stima di Giampaolo e tifosi ed è fuori posizione sul gol di Nestorovski.  

SINGO      un passo indietro rispetto alle precedenti prestazioni. Non è colpa sua perché è spesso raddoppiato quando cerca di proporsi ma Zeegelaar vince il confronto diretto e nel finale appare un po’ giù di corda. 

Torino-Udinese: chi scende

SIRIGU       restando alle vicende strettamente inerenti la partita, è costretto a raccogliere per altre tre volte il pallone in fondo alla rete senza aver potuto mai opporre la minima resistenza. Si prende qualche rischio coi piedi, per il resto non pervenuto. 

LINETTY      cerca la giocata di prima intenzione ma è impreciso nei passaggi e talvolta in ritardo sugli avversari come su Bonifazi nell’azione del raddoppio udinese. Finora non sta nemmeno contribuendo a cambiare il volto del centrocampo granata. 

VOJVODA      vista la situazione di emergenza, viene impiegato come esterno sinistro per la prima volta. Tuttavia si vede che non è a suo agio, cerca sempre il cross col destro e sbaglia anche gli appoggi più semplici. Giornata no. 

MEITE’      cerca di impostare alternando come sempre buone giocate ad errori. Forse subisce fallo quando Walace ha la meglio in occasione del vantaggio friulano ma l’ex Bordeaux non è mai sufficientemente reattivo ed arcigno. Giustamente sostituito. 

ZAZA      non entra mai in partita, tocca pochi palloni e non è nemmeno attivo (né fumoso) come al solito. Ha un’occasione in area ben servito da Belotti ma l’impatto col pallone non è dei migliori e fallisce l’occasione. Avulso. 

Karol Linetty
Karol Linetty
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ultimo aggiornamento: 15-12-2020


Decisivi demeriti ed errori individuali

Il borsino granata / Quelle scosse necessarie