Come sempre dopo una partita del Torino, torna Il Borsino di Carlo Quaranta: ecco chi sale e chi scende dopo il derby

Nessuna sorpresa. L’ha persa il Torino. Il filo conduttore che collega la maggior parte delle gare fin qui disputate in questa stagione è stato seguito anche stavolta. Non c’è differenza con tanti altri derby persi sul filo di lana né con altri due terzi di partite di quest’avvio di campionato: Torino rimontato e/o punito alla fine. Dopo un inizio compassato, l’inatteso gol di N’Koulou alla prima sortita in attacco ha incoraggiato i granata che si sono scrollati di dosso la soggezione verso gli avversari ed hanno controllato agevolmente la partita mancando il raddoppio a causa delle solite motivazioni: mancanza della necessaria autostima, determinazione, cinismo, poca convinzione nelle ripartenze mai finalizzate a dovere, croniche lacune nell’effettuare l’ultima giocata. Viceversa la vittoria non sarebbe mancata anche e soprattutto perché questa Juventus, con Ronaldo e Dybala sottotono e ben imbrigliati dalla difesa a cinque, non è stata mai effettivamente temibile, ha tirato in porta appena quattro volte ed in due di queste ha trovato i gol che hanno permesso di vincere una sfida in cui già il pareggio sarebbe sembrato un bel regalo.

Ha ragione Giampaolo a sottolineare come il rapporto tra occasioni concesse e gol subiti in queste dieci giornate sia incredibilmente alto e superiore al 50% (dato, anche questo, confermato nella stracittadina). Ma dal momento che sarebbe impensabile concedere ancora meno di quanto fatto ad una squadra che gode di qualità ben superiori, ecco che a pesare ed a far mangiare le mani ai granata è la dinamica dei gol subiti, entrambi evitabili e praticamente in fotocopia, con una difesa a zona che in alcuni interpreti fallisce una facile lettura per attuare il fuorigioco (soprattutto sulla rete di McKennie) e il portiere che dimentica di essere il padrone dell’area piccola e non esce a far suo il pallone (soprattutto sul secondo gol).
Le rimonte subite, intanto, stravolgono la classifica del Torino che sarebbe secondo in classifica con 20 punti se le partite durassero la metà mentre sarebbe ultimissimo se si considerassero solo i secondi tempi (appena 2 punti). Per spiegare questo triste andazzo si è spesso avanzata l’ipotesi, tutt’altro che azzardata, della precaria tenuta mentale ma ciò da sola non basterebbe a spiegare qualcosa che non è ascrivibile esclusivamente alla testa o magari alla malasorte; si deve considerare anche l’aspetto fisico con l’inevitabile stanchezza che si impadronisce dei granata nei minuti finali dopo partite dispendiose per via del tipo di gioco e delle pressioni avversarie. E spesso Giampaolo non ha effettuato i cambi per dare nuova linfa o l’ha fatto tardivamente così com’è avvenuto anche sabato scorso: ma tra assenze per infortunio, reduci da covid e ritardi di condizione vari non è facile dargli torto nemmeno in questo. Resta il fatto che il derby che fino a un quarto d’ora dalla fine avrebbe potuto risollevare l’umore e il campionato dei granata probabilmente sarà stato utile solo a rilanciare i bianconeri. Ma anche questo è già accaduto in passato e non costituisce certo una sorpresa.

Juventus-Torino: gli stabili

BELOTTI come al solito dispiace per lui e per la sua prestazione generosa (sebbene non impreziosita dal gol numero 100 in granata) che non porta punti in classifica. Nei panni di assist man serve due palloni straordinari in profondità per Zaza e Linetty e in area ha a disposizione solo un tiro in spettacolare mezza rovesciata che da sola sarebbe valsa il prezzo del biglietto.
SINGO anche nel derby gioca con la personalità di un veterano tanto che è Cristiano Ronaldo che deve fermare lui. Si prende responsabilità quando sale e non sbaglia quasi mai la giocata ma paga una distrazione fatale quando non è reattivo a contrastare o mettere in offside McKennie sul primo gol bianconero.
NKOULOU ritorna titolare e si fa subito trovare al posto giusto per la zampata vincente al 9’. Il gol lo galvanizza e in difesa riesce quasi sempre a chiudere tutti i varchi, respingere cross ed anticipare Ramsey ad un passo dal gol. Nel finale si smarrisce anche lui non leggendo bene i movimenti di Dybala e Chiesa.
RINCON non lesina impegno ed interventi anche ruvidi sugli avversari. È presente in area granata ed esce alto per prendere Kulusevski; difende bene il pallone col corpo ma non dà mai profondità e non aiuta la squadra a salire.
RODRIGUEZ come molti suoi compagni, dopo una buona prova nella quale riesce a fermare Kulusevski e Chiesa e a rendersi utile in alcune situazioni di gioco, cede nel finale quando non ostacola per ben due volte i cross provenienti dalla sua zona che decretano la disfatta.
LYANCO una prova strepitosa nella quale annulla Ronaldo, salva su Dybala, intercetta cross, aiuta Singo e Meitè in impostazione e fa tutto bene tranne che sui due gol subiti quando “si dimentica” di salire in tempo coi compagni per mettere in fuorigioco gli avversari.
LINETTY più volte intercetta e fa ripartire la squadra rivelandosi utile nella fase di non possesso ma purtroppo anche lui si iscrive nella folta schiera di coloro che non sono lucidi nell’ultimo passaggio e nella decisione finale.
MEITE’ è sempre il calciatore capace di belle giocate, di qualità e non sempre fini a se stesse. Collabora bene con Singo ed entra, quasi a sua insaputa, nell’azione del gol. Ma è anche il solito nelle distrazioni in marcatura e nei palloni sanguinosi persi con leggerezza.
ZAZA non è attivo come altre volte anche se talvolta lo si trova anche in difesa a dare man forte sui calci piazzati. Sulla sua prestazione e la sua fiducia incide tuttavia quel pallone che avrebbe cambiato le sorti della gara ed avrebbe portato i granata sul 2-0. Ma il fatto di portarsi la palla sul sinistro a tutti i costi lo danneggia.
ANSALDI anche nel suo caso si tratta di una stabilità “negativa”, sulla scia delle ultime prestazioni. Parte bene e si fa vedere con qualche buon pallone in avanti ma poi si autolimita e consente a Cuadrado di far male.

Juventus-Torino: chi scende

LUKIC viene impiegato nel finale per aiutare la squadra in una fase di ripartenza che stava diventando sempre più complicata per la stanchezza e la pressione avversaria. Ma si mette in mostra solo per dei falli che gli sarebbero potuti costare l’espulsione.
SIRIGU compie una sola parata su un diagonale di Chiesa ma stavolta è quantomeno corresponsabile sui gol subiti. Lui dovrebbe essere il padrone dell’area piccola ed invece, soprattutto sul gol di Bonucci, rimane piantato sulla linea di porta. E sono 24 in 10 partite.

Simone Zaza
Simone Zaza
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ultimo aggiornamento: 08-12-2020


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poggiardo granata69
poggiardo granata69 (@poggiardo-granata69)
11 mesi fa

Certo che prendere gol sempre negli ultimi minuti contro questi qua…e che cavolo!!!

Bartolomeo Pestalozzi
Bartolomeo Pestalozzi (@hamilton-granata)
11 mesi fa

Quanto a Sirigu, dopo aver rivisto le immagini, sul primo gol non gli si può dar colpe particolari. Certo col senno di poi, sapendo l’esito, tutto è possibile ma onestamente sarebbe stato troppo complesso uscire in quella circostanza. In compenso, in occasione del secondo gol, ha tante, tante, tante colpe.

Bartolomeo Pestalozzi
Bartolomeo Pestalozzi (@hamilton-granata)
11 mesi fa

@ Carlo 40 – Ma veramente secondo te Rodriguez sarebbe dovuto uscire su Quadrado?

Il borsino granata / Servono più determinazione e capacità di adattamento

Scorie, centrocampo, Cairo e Vagnati…