Quando il risultato incide sulla prestazione - Toro.it

Quando il risultato incide sulla prestazione

di Carlo Quaranta - 18 Dicembre 2019

Il borsino granata / Ecco chi sale e chi scende dopo la sfida del Bentegodi tra Verona e Torino, terminata col punteggio di 3-3

Domenica scorsa il Torino, dopo aver ben giocato per circa un’ora, ha deciso di lasciare generosamente due punti al Bentegodi di Verona. Trovarsi, per propri meriti, in vantaggio di tre gol fino ad una ventina di minuti dalla fine e farsi riprendere (rischiando anche di perdere!) costituisce un’impresa al contrario di indubbia rilevanza, tanto che tale harakiri mai era accaduto nell’ultracententenaria storia granata.   

Eravamo ormai tutti pronti a celebrare la terza vittoria consecutiva con tanto di balzo in classifica, un’insolita verve offensiva, gli evidenti segnali di rinascita di molti giocatori e della squadra in generale ed invece… Spesso si dice che la prestazione incide sul risultato ma in questo caso è più vero il contrario: innegabilmente mai come stavolta, infatti, il risultato annacqua la prestazione convincente sfoderata soprattutto nel primo tempo ed apre i soliti cahiers de doléances nei quali vengono appuntate recriminazioni arbitrali, malasorte e soprattutto errori propri. 

Appellarsi a variabili esterne solitamente non produce alcun effetto per il futuro, riflettere sui propri errori per cercare di eliminarli o quantomeno ridurli ha invece senso: Mazzarri ha detto che ora i suoi ragazzi sono al top della forma eppure nei minuti finali delle ultime partite hanno sempre palesato affanno. Quindi è solo un problema di tenuta mentale? Di maturità? Ma come si può fare a inculcare concentrazione, mentalità vincente, nervi saldi ad una squadra? A chi spetterebbe il compito di farlo? Si dovrebbe attendere pazientemente che i calciatori trovino tutto da sé o è compito di Società e staff tecnico? 

E se Juric sarà stato bravo e fortunato nel pescare in panchina i cambi giusti (i tre subentrati sono stati fatalmente gli autori dei gol scaligeri), Mazzarri è stato solo sfortunato nell’effettuare i propri? Il Torino ha funzionato quando ha impiegato uomini tra le linee a fare da collante tra i reparti, togliere Berenguer e Verdi ha eliminato questa possibilità e allungato la squadra. La partita di Verona ha certificato che attualmente, a fronte di un attacco che dà segnali di risveglio, il punto debole della squadra è diventato la difesa: a cosa è dovuta l’inversione di tendenza rispetto allo scorso campionato? 

A queste domande si dovrebbe trovare risposta al di là delle note liete che meritano comunque di essere sottolineate: dal rientro del Gallo ad Ansaldi bomber, dai progressi nel gioco offensivo a quelli di Verdi, dalla prima volta che si ottengono tre risultati utili consecutivi in questo campionato alle buone prestazioni di Berenguer e Zaza in campo dal primo minuto…  

Insomma, di buoni motivi ce ne sarebbero e nell’analizzare le partite e le prestazioni dei singoli abbiamo sempre cercato di non esser influenzati dal risultato ma mai come stavolta quest’esercizio è davvero difficile. In definitiva, dopo questa partita, nonostante tutto, forse parlare di calice amaro può apparire esagerato ma quantomeno il bicchiere resta mezzo vuoto. 

Verona-Torino: chi sale

BERENGUER stavolta incide anche dall’inizio e non a partita in corso, una piacevole eccezione impreziosita da una bellissima rete a termine di un’azione personale. Mette lo zampino anche sulla prima rete di Ansaldi ed in tante trame offensive e si vede annullare anche un altro gol. Pimpante in una partita congeniale alle sue caratteristiche. 

ANSALDI    come al solito si distingue per lucidità ed intraprendenza: è lui che porta i maggiori pericoli alla porta di Silvestri e, dopo aver fatto le prove generali, con’azione personale conclusa con un tiro centrale, firma la prima doppietta con due bolidi. Piccola macchia sul secondo gol gialloblu. Comunque determinante. 

ZAZA    non segna ma stavolta è autore di una bella prestazione: entra col piglio giusto, lotta, cattura e ripulisce tanti i palloni, dialoga bene con Verdi e Berenguer al quale fa da sponda in occasione del suo gol e la sua ritrovata fiducia si nota da come tenta conclusioni difficili. 

VERDI     in evidente crescita, aiutato sia dalla condizione psicofisica crescente che dalla giusta posizione in campo che gli consente di fungere da collante tra le linee aiutato da Berenguer. Sfiora il gol su punizione e dispensa buoni assist (tra cui quello per il primo gol). 

BELOTTI      da salutare con entusiasmo il suo rientro dopo l’infortunio al fianco che lo ha tenuto fuori per tre partite. Viene mandato in campo nel periodo peggiore dei granata e in tandem con Zaza imbastisce un bel triangolo con conclusione però fuori misura. 

Verona-Torino: stabili

IZZO   nel pacchetto arretrato è quello che commette meno errori ma non sfodera più quelle prestazioni maiuscole tutto cuore e grinta dello scorso anno. Ad ogni modo contiene Di Carmine impedendogli la conclusione e cerca di mettere toppe qua e là. 

RINCON     combatte a centrocampo dove ingaggia un duello intensissimo con Amrabat che innervosisce e fa ammonire. Riesce a trovare il tempo per buoni affondi sulla sinistra ma nel finale eccede in foga causando la punizione da cui nasce il pari. Potrebbe essere più leader in alcuni frangenti delicati. 

BREMER     episodio del rigore a parte (nel quale sembra faccia comunque il possibile), disputa un’altra gara all’altezza ed è protagonista di buone diagonali e soprattutto di un recupero stratosferico nel finale su Stepinski. Con La Penna non è fortunato però. 

SIRIGU    a parte qualche incertezza nei rinvii coi piedi, non gli si possono imputare colpe specifiche sui gol ed anzi è bravo su un colpo di testa di Di Carmine, sulla parabola velenosa di Veloso da corner e in uscita bassa su Stepinski. 

BASELLI     un gol come quello che fallisce a tu per tu con Silvestri in altri tempi lo avrebbe fatto ad occhi chiusi, segno anche questo che non ha la mente sgombra. Infatti commette diversi falli rischiando il giallo. Potrebbe fare molto meglio. 

Verona-Torino: chi scende

NKOULOU      troppa insicurezza e diverse sbavature in disimpegno per uno con la sua classe. Nel primo tempo tiene botta su Di Carmine, nella ripresa è molto più in affanno con Stepinski sul quale sbaglia i tempi un paio di volte. 

AINA     per gran parte della gara alterna cose buone ad altre meno (soprattutto in fase difensiva). Sulla destra cerca di scappare un paio di volte ed in una di queste mette un buon pallone al centro per Baselli. Ma ha sulla coscienza il gol del pareggio scaligero e non è la prima volta che si addormenta. 

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poggiardo granata69
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poggiardo granata69

certo stona un po’ parlare di una grande partita quando poi ti fai rimontare 3 gol,ma è così però,per quasi 70 minuti ho visto un gran bel TORO,mettendo sotto il Verona,annichilendolo.
poi,non so cosa sia potuto succedere.
le domande sono tante,ma le risposte devono trovarle società e tecnico.

Vegeta
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Vegeta

Parlare di ottima prestazione quando si prendono 3 goal in dieci minuti mi sembra sempre inappropriato…

tattolo2001
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tattolo2001

Belotti sale? Ma dove? Forse al terzo piano con l’ascensore del palazzo di un suo amico. Belotti a me piace, é un gran lottatore e bene o male in doppia cifra ci va sempre. Ma domenica in quei minuti che ha giocato, ha fatto pena.