Il borsino di Lazio-Torino: una vittoria meritata

di Carlo Quaranta - 14 Dicembre 2017

Torna il consueto appuntamento con il Borsino Granata: ecco come sono andati i  granata nella sfida dell’Olimpico di Roma contro la Lazio

Che bello il sapore dei tre punti che fanno compiere il balzo in classifica, che bello vincere in casa della Lazio dopo ventiquattr’anni, che bello che ad andare in gol siano stati l’oggetto misterioso Berenguer, il fin qui mai decisivo Rincon e il baby della Primavera Edera, che bello essere smentiti positivamente! Ed è altrettanto bello cambiare e poter prescindere una volta tanto dalle proprie convinzioni e anzi vincere e convincere rinunciandovi così come capitato a Mihajlovic che ha fatto a meno in un colpo solo dei suoi pupilli Ljajic e Niang e ha rispolverato, dopo averlo bocciato, Valdifiori in cabina di regia. Scelte audaci, in linea col carattere del serbo che finalmente ha avuto ragione ed ha ridisegnato una squadra in grado di far vedere scampoli di quel calcio aggressivo e tenace dell’inizio della sua avventura in granata. L’inattesa quanto importante affermazione in casa della Lazio ha diverse spiegazioni e molti meriti: la solidità della difesa che ha visto in Burdisso e N’Koulou due leoni mai domi pronti a sbranare qualsiasi pallone si avvicinasse alla porta del solito reattivo Sirigu, anch’egli sugli scudi in più di un’occasione, assieme alla discreta prova dei terzini De Silvestri e Molinaro aiutati da Falque e Berenguer che appena potevano davano una mano e poi riprendevano a sprintare sulle fasce come indemoniati; lo stesso Belotti che combatte ancora contro la sfortuna (stavolta leggasi palo interno!) che dopo nemmeno 5’ di gioco gli ha tolto la soddisfazione del ritorno al gol prima di tornare a incupirsi, il giovane Edera che subentrando a partita in corso ci mette una manciata di minuti prima di affondare definitivamente la flotta biancoceleste con un mancino a girare sul secondo palo degno di tanti celebrati campioni; e poi un centrocampo grintoso ed ordinato che ha visto in Valdifiori il tanto atteso “verticalizzatore” in grado anche di lottare, un Baselli a tutto campo e meno lezioso del solito ed un Rincon mai ancora ammirato nella posizione di interno in un centrocampo a tre e nelle vesti del mastino rubapalloni nonché in quelle di tiratore scelto.

E poi i meriti di Sinisa Mihajlovic che ha tratto il meglio ancora una volta nella situazione più difficile, rivoltando la squadra come un calzino e disponendola con un assetto nuovo ma dal gusto antico, quello di aggredire e non far ragionare gli avversari, creando tanto e punendoli con i “tagli” degli attaccanti, gli inserimenti dei centrocampisti e la partecipazione di tutti. E, nota non meno importante, interpretando bene la gara con i cambi giusti ed imprimendo ai suoi ragazzi la giusta dose di coraggio ed accortezza nel non cadere nelle solite varie trappole psicologiche. In tutto questo gli eventuali meriti di Giacomelli – semmai ce ne siano stati considerato che ha applicato forse un po’ troppo alla lettera il regolamento – sono stati di gran lunga inferiori. Con buona pace di tutti.

CHI SALE:

EDERA: ha grandi meriti nel sigillare la partita che era tornata in bilico nonostante la superiorità numerica. Invece il ragazzo con la sua verve, la sua freschezza e una voglia di dimostrare finanche eccessiva (commette ben cinque falli in 21’) quasi inconsapevolmente cancella le paure dei granata. Giornata memorabile.

RINCON: trova la sua collocazione ideale nella quale può dare sfogo alle sue qualità di catalizzatore di palloni e alla capacità di aggredire e ripartire tentando per ben tre volte la conclusione dal limite prima di fare centro con un gran tiro. Gara da incorniciare, da migliore in campo.

BERENGUER: lo spagnolo si riprende ciò che l’arbitro Massa gli aveva negato nella partita di esordio a Bologna siglando una rete frutto di grande caparbietà. Fino al gol non ingrana pienamente sebbene con Molinaro e Baselli cerchi di imbastire qualche azione sulla sinistra, dopo acquista una fiducia che lo trasforma in positivo.

VALDIFIORI: sarà un caso che lui era in campo pure nelle migliori performances granata dello scorso anno? Quando gira al meglio dimostra di essere un giocatore importante per la sua capacità di giocare di prima e verticalizzare (lo ha fatto quasi ad ogni pallone toccato). Non è considerato un giocatore molto dinamico ma ha corso più di tutti in questa partita.

N’KOULOU: altra partita eccezionale per il centrale camerunense che sta diventando sempre più elemento cardine della difesa. Pronto nelle chiusure, straordinario un suo salvataggio su Immobile in avvio, sempre brillante nei disimpegni. Si fa apprezzare per la sua lucidità ed eleganza che fa ricordare un certo Thuram.

MOLINARO: l’esperto terzino è un altro di quelli che smentisce tutti, in primis chi gli avrebbe preferito Barreca. Disputa una partita accorta nella quale è protagonista di un’ottima chiusura su Leiva in area e di una efficace diagonale su Milinkovic-Savic. Supporta con continuità Berenguer e va vicino al gol con un diagonale a fil di palo dopo un’incursione intelligente. Rivalutato.  

BURDISSO: costringe gli attaccanti laziali a girare al largo e a dover provare conclusioni dalla distanza. Si fa beffare sull’azione che precede l’espulsione di Immobile (di cui è co – protagonista) e su quella del gol di Luis Alberto. Per il resto è impeccabile ed anche lui si fa valere nel ballottaggio col più giovane Lyanco.

STABILI:

SIRIGU: ancora una volta compie diverse parate importanti: sul tiro radente di Marusic, sulla punizione ingannevole di Luis Alberto, sulle conclusioni di Basta, Milinkovic-Savic, Lulic. Puntuale in uscita alta, dà sicurezza ai compagni di reparto e si conferma portiere con la P maiuscola.

BASELLI: gioca col piglio giusto, supportato anche dalla serata di vena dei propri compagni che una volta tanto lo offuscano persino. Guadagna qualche pallone, qualcun altro lo perde, fa vedere lampi di classe che però vanifica in zona calda.

FALQUE: autore di una buona prestazione, in assenza di Ljajic è colui che si prende il compito di dare fantasia all’attacco: subito un bell’assist intelligente per Belotti in area, poi alterna generosità ed individualismo. Suo malgrado è protagonista anche del discusso episodio in area granata che denota la poca dimestichezza nel difendere.

DE SILVESTRI: meno appariscente del suo omologo di sinistra, si limita a chiudere bene gli spazi e a non concedere nulla ai suoi avversari. L’uscita di Immobile che agiva spesso dalle sue parti, poi, gli agevola il compito. Comunque contro il suo primo amore fa bella figura.

BELOTTI: la sua gara sarebbe potuta subito virare e prendere una piega positiva se al primo acuto quel suo tiro che ha colpito il palo interno fosse carambolato in rete (come il più delle volte accade) anziché fuori. Poi si fa notare per una capocciata ed un altro tentativo dalla distanza oltre che per una bella sponda a Rincon. E per la palla persa sulla trequarti che costa il gol laziale. Così, nel finale torna ad incupirsi ma basterebbe un episodio fortunato.

più nuovi più vecchi
Notificami
poggiardo granata69
Utente
poggiardo granata69

complimenti a sinisa che ha saputo mettere in campo una squadra molto ben organizzata

McKenzie
Utente
McKenzie

Direi proprio!

gix
Utente
gix

secondo me la più bella partita della stagione,anche 11 vs 11 bravi tutti