Torino, il borsino di Carlo Quaranta sulla sfida contro il Sassuolo

Solo casualità?

di Carlo Quaranta - 22 Gennaio 2020

Ecco chi sale e chi scende dopo la sfida con il Sassuolo, persa in rimonta dopo un primo vantaggio, in attesa della sfida di sabato contro l’Atalanta

È vero che il Torino uscito sconfitto dal Mapei Stadium non ha demeritato: lo dicono i dati ma anche l’onestà intellettuale di chi ha visto la partita. Il Sassuolo non ha dominato o schiacciato i granata se non in quei minuti del secondo tempo nei quali gli uomini di Mazzarri hanno abbassato il baricentro. Allo stesso modo, però, nemmeno il Bologna una settimana fa o il Genoa in Coppa Italia (tanto per rimanere alle sfide più recenti) si può dire che siano state travolte dall’onda granata al punto che non avrebbero meritato anch’esse di uscire dal Grande Torino con un risultato positivo o la qualificazione in tasca. E ciò ci riporta al discorso di sempre: questa squadra vive troppo di episodi ed è spesso salvata dalle prodezze di Sirigu e Belotti che trasformano in oro ciò che toccano o viene penalizzata da errori marchiani di singoli, complice comunque una fase difensiva non all’altezza di quella di un anno fa. 

È pur vero che nel panorama nazionale anche certe squadre più forti risolvono le partite grazie a dei pezzi di bravura dei singoli, grandi campioni acquistati per questo, per fare gol e punti anche quando il gioco latita. Ma, preso atto che il Torino non si può permettere fuoriclasse e augurando lunga vita granata al portiere ed all’attaccante, resta comunque qualcosa di misterioso ed inspiegabile: com’è possibile dilapidare tanti punti contro squadre in grave difficoltà, derelitte, provenienti da sconfitte in serie e occupanti i bassifondi della classifica? Il Sassuolo, che aveva inanellato tre sconfitte di fila e non riusciva ad ottenere i tre punti da oltre due mesi, è solo l’ultimo della lista che già annoverava Lecce, Sampdoria, Udinese e SPAL, tutte squadre resuscitate dallo spirito filantropico e caritatevole dei granata. Peraltro nelle ultime due circostanze la sconfitta è maturata in rimonta, dopo esser passati in vantaggio abbastanza presto e dunque con una partita incanalata nei binari giusti. E se contro i ferraresi c’è stata l’espulsione di Bremer ad inguaiare il Torino, contro i neroverdi Mazzarri, che predilige gli allenamenti a porte chiuse al Filadelfia per non svelare chissà quali misteri tattici, ha pensato bene di effettuare lo stesso identico cambio di una settimana prima contro il Bologna. Possibile che pensasse che ciò che è andato bene una volta potesse ripetersi anche una seconda pur senza l’effetto – sorpresa? O magari si è semplicemente voluto rendere protagonista di un gesto di altruismo? Dal momento che non crediamo che aspiri ad una carriera monastica o ecclesiastica una volta terminata quella di allenatore possiamo dire che si è trattato di una scelta sbagliata tanto quanto l’altra volta si era rivelata azzeccata. Ma torniamo al solito discorso della casualità. 

CHI SALE: 

MILLICO      il baby gioiello granata da tutti invocato entra col Torino già rimontato nel tentativo di dare una scossa: si presenta con un bell’assist in area per Berenguer e un tiro a giro che scheggia la traversa dimostrando di meritare chances in questa squadra. 

STABILI: 

SIRIGU      non si fa mancare la paratona di giornata riuscendo a deviare a mano aperta un tiro da due passi di Caputo. Compie anche un altro paio di interventi e non può nulla sulla spingardata di Boga e sull’esecuzione da due passi di Berardi. 

BELOTTI     gioca la consueta gara generosa non solo da terminale offensivo (un bel tiro di sinistro respinto da Consigli e uno straordinario tiro a giro fuori di un soffio dopo un sontuoso controllo di tacco) ma anche da uomo assist (suoi alcuni cross invitanti tra cui quello al bacio per Verdi a fine p.t.). 

LAXALT      Mazzarri pensa di ripetere la stessa mossa fatta contro il Bologna e lo mette in campo al posto di Verdi ad inizio ripresa. L’uruguaiano, sempre piazzato alla mezzala, intercetta qualche pallone ma non riesce a far ripartire la squadra e fallisce, di testa, l’occasione finale per il pari. 

NKOULOU      dirige con classe la difesa ed annulla Caputo tranne nell’occasione fortuita sulla quale è miracoloso Sirigu. Si oppone col corpo alle conclusioni di Boga e Berardi, si esibisce in interventi in anticipo e aerei ma la sconfitta annacqua un po’ tutto. 

IZZO      conferma di essere in ripresa dal punto di vista delle prestazioni. Va anche in gol con una puntuale incornata di testa ma gli viene annullato per colpe non sue. Dietro si distingue per sbrogliare alcune situazioni ingarbugliate in area e soprattutto nei felici raddoppi su Boga. 

DJIDJI      autore di una prestazione diligente, mette pezze qua e là fermando efficacemente i pericolosi tentativi di Toljan, Berardi, Djuricic. Sembra essersi ripreso il posto da titolare considerato che è stato schierato nonostante gli acciacchi settimanali. 

LUKIC      come al solito piuttosto scolastico nei disimpegni, non osa e non si fa notare molto. Svolge un costante lavoro di pressing cercando di impedire l’avvio dell’azione neroverde ma rimane anche lui imbrigliato nella ripresa pur recuperando qualche pallone. 

VERDI      protagonista di un buon avvio, supera agevolmente Obiang, batte  un intelligente corner che porta al vantaggio e recupera in velocità al limite dell’area granata. Poi, sul gol incredibilmente divorato al 45’ si spengono le luci fino alla solita sostituzione. 

CHI SCENDE: 

DE SILVESTRI       nella prima parte di gara, seppur in difficoltà sull’intraprendente Boga, quantomeno cerca di proporsi in attacco ed è protagonista di un paio di buone diagonali difensive. Nella seconda parte cede al francese che punisce i granata. Forse avrebbe necessitato della sostituzione. 

BERENGUER      partita insipida e priva di spunti per il navarro che stavolta non incide e compie un passo indietro rispetto alle ultime gare. Qualche tocco lezioso andato a buon fine non può bastare e stavolta non giocava nemmeno al Grande Torino… 

RINCON      partita dai due volti per el general che dapprima fa sentire la sua presenza in mezzo al campo e firma il gol dell’illusorio vantaggio grazie ad uno schema da calcio d’angolo e poi è costretto a rimediare il giallo che ne limita l’esuberanza e gli impedirà di esserci contro l’Atalanta. 

AINA      crollano sempre più le quotazioni del nigeriano scuola Chelsea che, come Rincon, sarà squalificato per la prossima gara. Nei 90’ si contano poche azioni positive in fase offensiva e tante lacune in quella difensiva con Berardi che lo irride più volte e gli sfugge sul gol del 2-1.