Il borsino granata di Torino-Sassuolo: ecco chi sale e chi scende dopo la sfida vinta grazie alla doppietta di Zaza e al gol di Mandragora

Ci sarebbero tanti modi per celebrare la vittoria contro il Sassuolo, tutti potenzialmente validi: dalla tanto auspicata prima vittoria in casa della stagione alla rimonta finalmente piena con tanto di gol a tempo scaduto (quanti ricordi al contrario purtroppo!), dall’amarcord dell’ultima analoga rimonta nel derby dell’83 all’exploit di Zaza, dal sorpasso al Cagliari con conseguente uscita fuori dalla zona rossa finanche a scomodare il famoso quarto d’ora granata ecc.  

Oppure dando uno sguardo alle statistiche che hanno visto i granata avere il predominio sugli avversari sia nel possesso palla che nei tiri in porta o nelle occasioni create e soprattutto nel baricentro più alto (anche nei primi 45’ e prima del doppio svantaggio) e unire tali dati con la dimostrazione di voglia, di convinzione riscontrabile nell’atteggiamento dei giocatori in campo e dell’allenatore in panchina il quale ha rivoltato la squadra come un calzino modificando uomini e moduli esagerando persino nella fisionomia iperoffensiva. Che alla fine ha premiato per merito di tutti, dal rientrante Belotti agli altri reduci dal covid, dai nuovi innesti sempre decisivi Mandragora e Sanabria ad Ansaldi che ha sfornato una quantità industriale di cross, da Gojak a coloro che più di tutti meritavano l’occasione giusta per il riscatto: Sirigu e Zaza. Il primo, ultimamente tanto criticato, salvando il risultato all’88’ e consentendo con un intervento strepitoso di non raccontare un altro esito avverso, il secondo con una doppietta con tanto di gol decisivo a tempo scaduto che lo riabilita dopo esser stato spesso bistrattato.  È la certificazione della risurrezione di un gruppo attraverso quella dei singoli e viceversa.  

Torino-Sassuolo: chi sale

ZAZA   dire che sia stato il mattatore di giornata è un eufemismo, parlare di riscatto apparirebbe retorico per quanto entrambe le cose siano vere. Praticamente tocca tre palloni e realizza tre gol (uno annullato): re Mida. 

GOJAK    anche quello del bosniaco si è rivelato un ingresso positivo e risolutivo sia per com’è entrato in partita, con atteggiamento e tocchi giusti, che per l’iniziativa con la quale propizia il gol del momentaneo pareggio. Un’unica sbavatura in disimpegno. 

ANSALDI    dei ventidue cross contati da Nicola la maggior parte (e i più precisi e pericolosi) sono i suoi. Tra questi anche quello per l’insperato gol vittoria. Fonte principale delle azioni utili a mettere in difficoltà la difesa neroverde. 

MANDRAGORA   come diversi suoi compagni trova il modo per riscattarsi all’errore di marcatura iniziale dando pulizia alla manovra a centrocampo e provando più volte la strada del gol riuscendoci. Sempre più decisivo. 

BELOTTI    il suo rientro a tempo pieno è una risorsa capitale per questa squadra. Pur senza segnare ci prova fornendo buoni assist e tentando la conclusione, persino in rovesciata (per onorare i bei ricordi) e quasi riesce a fare ancora gol. 

SIRIGU   oltre alla bellezza del gesto ed alla difficoltà, il peso specifico della super parata su Obiang all’88’ sul risultato di 2-2 è di gran lunga più importante di quelle presunte mancanti sui due gol subiti.  

Torino-Sassuolo: stabili

IZZO   nel primo tempo gioca spesso d’anticipo su Djuricic anche se lo perde in un’occasione in area sul secondo palo. Nella ripresa con il cambio di modulo si getta spesso in avanti sfiorando il gol e contribuendo alla rimonta. 

SANABRIA    stavolta resta a secco (ci prova comunque con un colpo di testa insidioso) ma fa la cosa giusta confezionando l’assist di testa a Zaza sul primo gol. Nel complesso non sfigura anche se talvolta appare un po’ macchinoso. 

MURRU    viene sostituito a fine primo tempo dopo qualche responsabilità sui gol avversari ma anche buone iniziative in inserimento offensivo e un paio di salvataggi con chiusure decisive in area granata. 

LYANCO    su Caputo si arrabatta come può, nel primo tempo spesso lo soffre, nel secondo invece è protagonista di un grande recupero e di un salvataggio fondamentale sulla linea. Non sempre pulitissimo ma si impegna. 

VERDI    viene messo in campo per aggiungere qualità nel tentativo di vivacizzare l’attacco e fornire soluzioni diverse ai cross di Ansaldi: riesce ad avviare la rimonta recuperando un pallone che serve prontamente a Sanabria innescando il primo gol di Zaza.  

VOJVODA   stavolta è lui a sostituire un compagno anziché essere sostituito. Nello spezzone di gara a disposizione bada più a sbrogliare dietro aiutando Izzo che a mettere palloni interessanti davanti. 

RINCON   al rientro dopo il turno di squalifica non si rivela efficace per contrastare gli attaccanti neroverdi sui gol, perde il tempo in un paio di ripartenze e spreca malamente una buona occasione al limite dell’area. Viene sostituito e il Torino cambia marcia. 

LUKIC    un solo tempo per lui, quello nel quale i granata subiscono un po’ gli avversari. Non si rivela particolarmente utile a parte un velo in area e sporadici recuperi sulle seconde palle. Deve ritrovarsi. 

BREMER    non è lo stesso difensore arcigno e insuperabile di tre giorni prima e commette qualche errore di troppo: da un suo disimpegno sbagliato nasce il primo gol neroverde. Altre sbavature in impostazione. 

Rolando Mandragora
Rolando Mandragora
TAG:
home

ultimo aggiornamento: 20-03-2021


2 Commenti
più nuovi
più vecchi
Inline Feedbacks
View all comments
poggiardo granata69
poggiardo granata69
7 mesi fa

Indubbiamente c’è tanti della mano di Nicola.
Ma restiamo coi piedi x terra,che di ottovolanti nel TORO ne ho visti tanti…purtroppo.

poggiardo granata69
poggiardo granata69
7 mesi fa

* c’è tanto

Ripartire da qui per tornare a vincere al Grande Torino

Il borsino / Il Toro ed il monotono monologo