Più coraggio per un ultimo sforzo: il borsino granata - Toro.it

Più coraggio per un ultimo sforzo: il borsino granata

di Carlo Quaranta - 24 Luglio 2020

Il borsino granata di Carlo Quaranta dopo Torino-Hellas Verona 1-1: ecco chi sale, chi resta stabile e chi scende dopo il pareggio con i gialloblu

Contro il Verona, privo a sua volta dei due gioiellini Kumbulla e Amrabat, Longo ha dovuto schierare una formazione obbligata date le numerose assenze: tra squalifiche (Lukic), permessi (Djidji) ed infortuni (Baselli, Izzo) ai granata mancavano pedine essenziali per poter fare i cambi necessari a partita in corso sia in difesa, dove l’infortunio dopo pochi minuti di De Silvestri ha ulteriormente complicato le cose, che a centrocampo, reparti per i quali in panchina all’occorrenza sedevano cinque giovani della Primavera. Eppure quattro assenze (due in difesa e due a centrocampo) non dovrebbero costituire un problema nel 2020, un’era in cui le rose in Serie A sono composte da una media di 25 calciatori ed invece Longo ha dovuto far fronte ad una rosa ristrettissima per disputare una partita ogni tre giorni e proporre in campo una squadra raffazzonata.

Toro, l’andata tra le migliori prestazioni della stagione, a differenza del ritorno

Nella partita di andata Belotti e compagni disputarono una delle migliori prove della stagione, almeno per tre quarti di gara, ma non è stato così al Grande Torino dove non si è espresso alcuno spettacolo e si è assistito ad un gioco spezzettato da numerosi falli ed a poche iniziative per vincere
(complice verosimilmente la paura di perdere). Tanto che i granata si sono svegliati solo dopo il gol subito e l’intuizione di Longo di passare al 4-2-4 togliendo un difensore (Lyanco) ed inserendo un trequartista (Berenguer) per alzare il baricentro di una squadra fin lì eccessivamente compassata.
I risultati provenienti dagli altri campi non mettono ancora in salvo il Torino il quale deve interrompere la striscia di otto sconfitte consecutive in trasferta e vincere a Ferrara in casa della già retrocessa SPAL magari attingendo anche a qualcuno di quei giovani della Primavera facendo di
necessità virtù ed onorando la memoria del mago delle giovanili il cui prezioso contributo negli anni 80 ha lasciato una traccia indelebile nella memoria del Club.

Toro, chi sale e chi scende: il borsino

CHI SALE:

ZAZA siccome il gol non è mai un dettaglio banale ma l’essenza di questo sport è giusto che si prenda i
titoli e gli si perdoni un’altra partita “brutta e sporca”.

BREMER appare sempre più consapevole ed autoritario. Buoni interventi in salvataggio (anche in
acrobazia) ed uscite con personalità. Solido.

STABILI:

RINCON nell’ultima partita ha fatto vedere un pizzico di personalità in più, quella caratteristica che ha
assicurato nella scorsa stagione ma che gli è mancata in questa. E la differenza si è sentita.

BERENGUER leggermente meglio rispetto all’ultima volta ma in pochi minuti, sebbene vivacizzi un po’
l’azione e partecipi anche in quella del gol, non si può dire che abbia lasciato un segno tale da poter
affermare che sia in rialzo.

MEITE’ lui non ha le caratteristiche da leader ed anzi, pur disponendo di buoni mezzi fisici e tecnici,
appare molto fragile psicologicamente. Stavolta non commette gravi errori ed ha qualche buona intuizione.
Comunque discontinuo.

SIRIGU anche stavolta non è chiamato ad interventi miracolosi, dimostra di avere riflessi pronti sul tiro
di Verre deviato. Per il resto solo ordinaria amministrazione.

ANSALDI vale praticamente lo stesso discorso fatto per Zaza, la sua prestazione è salvata dall’assist
decisivo. Per il resto poco cercato e non certamente in serata di gran spolvero.

VERDI troppo intermittente, ha qualche buona giocata ma non riesce a fare da collante tra i reparti.
Innesca Belotti solo due volte, di cui una dalla bandierina (come spesso accade).

BELOTTI un’altra partita di sacrificio ma anche di errori ed incomprensioni coi compagni. Cerca
affondi, strappi e assist da sinistra ma gli riesce poco e infine è sfortunatissimo poiché colpisce un altro
legno, ancora con un colpo di testa.

AINA parte in panchina ma deve entrare subito a causa dell’infortunio di De Silvestri e si trova a
battagliare con Lazovic che lo mette in difficoltà più volte. Si riprende un po’ nel s.t.

N’KOULOU alcuni preziosi interventi a centro area da giocatore ritrovato ai quali fanno da contraltare
un errore su Lazovic a fine p.t. e il rigore procurato su un’azione ormai morta.

Moreno Longo, head coach of Torino FC, speaks with Nicolas Nkoulou of Torino FC during the Serie A football match between Torino FC and Genoa CFC. Torino FC won 3-0 over Genoa CFC.

CHI SCENDE:

LYANCO continua a non sembrare all’altezza della situazione con la sua irruenza e le sue entrate fuori
tempo che gli costano cartellini e procurano rischi inutili. Giustamente sacrificato nel s.t.

DE SILVESTRI il referto medico parla di lussazione acromion claveare di secondo grado, il che significa
due settimane di riposo assoluto e dunque chiusura anticipata della stagione e forse anche dell’avventura
granata. Ha sempre dato ciò che poteva.

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poggiardo granata69
poggiardo granata69
16 giorni fa

se non si vince con la spal è giusto andare in b