Il triste risveglio del Torino da trasferta: il borsino - Toro.it

Il triste risveglio del Torino da trasferta: il borsino

di Carlo Quaranta - 21 Luglio 2020

Il borsino di Carlo Quaranta dopo Fiorentina-Torino 2-0: ecco chi sale e chi scende dopo la sconfitta in trasferta, l’ottava consecutiva

Dopo la partita di Firenze, rispetto a quanto analizzato appena tre giorni prima, i granata confermano solo i dati negativi: l’unica continuità della squadra di Longo è quella data dalle sconfitte in trasferta, oltre che dai gol subiti e dalle prove opache nelle partite dal coefficiente di difficoltà più alto. Nessun pareggio preannunciato e stop alla prolificità offensiva mentre il sogno di Belotti di raggiungere  il record di otto giornate consecutive in gol stabilito da Ossola si schianta tristemente sul palo colpito al 71’.

Il Torino si porta dietro solo i difetti

La mancanza di qualità, soprattutto dove serve maggiormente, si è vista tutta e subito tanto che dopo nemmeno 2’ di gioco Ribery ha dato un saggio servendo un assist d’oro a Kouamé che con un pizzico di fortuna ha messo la gara dei granata subito in salita. Non è stata certo solo quella la dimostrazione della cifra tecnica del transalpino che ha irretito un nervoso Lyanco ed ha continuato a dispensare palloni e ad insegnare calcio rendendo improponibile ogni possibile confronto con l’omologo Berenguer che pure si è impegnato.

Al di là della cifra tecnica dei viola, Belotti e compagni, che probabilmente non avevano recuperato pienamente le energie lasciate nello scontro decisivo contro il Genoa, hanno giocato a ritmi bassi e non sono riusciti ad imbastire trame tali da impensierire la retroguardia gigliata. Nemmeno il Gallo stavolta, nonostante il sogno – record, ha sprigionato i soliti cavalli e la partita si è trascinata stancamente fino a quando Longo non ha pensato di passare al 4-2-4: a quel punto qualcosa è cambiato tanto che Belotti ha scheggiato il palo, Millico ha “negato” un gol praticamente fatto a Lukic, Verdi e Ansaldi hanno dato un po’ di vivacità in più. Sul più bello l’errore di Meité ha però tagliato le gambe definitivamente ai granata a cui manca ancora una manciata di punti per chiudere il discorso salvezza. Certo, giocando così male non sarà facile ma almeno la prossima sarà in casa…

Chi sale e chi scende nel Toro

CHI SALE:

ANSALDI      l’unico in grado di dare una leggera scossa mettendo dei traversoni precisi sulla testa del capitano. Un barlume di qualità sebbene non costante.

STABILI:

N’KOULOU         responsabile sul primo gol con un controllo sbagliato di petto, si rifà nel prosieguo della gara chiudendo diverse volte ed in varie posizioni i tentativi offensivi avversari.

VERDI     gioca metà tempo con dedizione, recupera e smista qualche buon pallone, prova a imbastire ripartenze e a crossare per Belotti. Dignitoso.

BELOTTI      a lungo fuori dal gioco, si fa vedere nella ripresa andando vicino al record di Ossola con un palo scheggiato su incornata. Alcuni palloni persi a centrocampo testimoniano che non era proprio serata.

BERENGUER       torna titolare e sembra animato da buoni propositi nella posizione di trequartista. Una buona progressione ed un paio di tentativi di assist a Belotti ma non accende il Toro.

BREMER      corresponsabile sul gol a freddo di Kouamé, non è efficace nelle chiusure e negli anticipi neanche in altre circostanze ma clienti come Chiesa, Ghezzal e Cutrone non sono certo facili.

SIRIGU     incolpevole sui due gol subiti, è sempre sicuro quando è chiamato in causa per addomesticare una conclusione di Chiesa e respingere un tiro di Cutrone. Non ha fatto gli straordinari stavolta.

ZAZA     cerca di rendersi utile con dei movimenti andando incontro al pallone per smistarlo e cercando di liberare spazi per Belotti ma i risultati non sono all’altezza delle intenzioni.

EDERA     come già accaduto nel recente passato contro l’Udinese si mette in evidenza per un gol annullato da un fischio arbitrale non del tutto tempestivo e appropriato.

MEITE’     disputa una buona prova, prende l’iniziativa, esce bene e lancia con precisione aprendo il gioco. Ovviamente pesa però l’errore marchiano che propizia il raddoppio viola.

AINA      preferito dall’inizio ad Ansaldi, si fa vedere in attacco con un buon cross ed un colpo di testa fuori misura. Dietro soffre Chiesa ma nel complesso è troppo svagato.

LYANCO      ancora troppo ruvido e falloso, rischia più di una volta per la sua irruenza. Sull’autogol a freddo paradossalmente è il meno colpevole.

Vincenzo Millico
Vincenzo Millico, Torino-Genoa, Coppa Italia 2019 2020

CHI SCENDE:

LUKIC      avrebbe potuto bissare il gol di tre giorni prima ma è stato penalizzato dall’ostruzione di Millico. Autore di buone chiusure su Ghezzal ma l’ammonizione rimediata lo costringerà ai box contro il Verona.

MILLICO      la peggior prestazione in prima squadra di sempre: la smania di mettersi in evidenza costa palloni persi malamente ed una serie di egoismi inutili culminati nell’intralcio in area a Lukic che poteva rappresentare la svolta della gara.

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Giankjc (più Toro e meno guinzagli&collari)
Giankjc (più Toro e meno guinzagli&collari)
22 giorni fa

Articolo dedicato a chi si era addormentato.

Fender69
Fender69
22 giorni fa

Rubrica anacronistica, inutile.

poggiardo granata69
poggiardo granata69
22 giorni fa

La stagione purtroppo è andata così.