Un sospiro di sollievo / Il borsino dopo Spal-Torino - Toro.it

Un sospiro di sollievo / Il borsino dopo Spal-Torino

di Carlo Quaranta - 28 Luglio 2020

Ecco il consueto appuntamento con Il borsino di Carlo Quaranta: ecco chi sale e chi scende dopo Spal-Torino, la partita della salvezza

Senza nemmeno aver tagliato il traguardo dei fatidici 40 punti e con due giornate di anticipo il Torino si è assicurato il diritto a disputare il prossimo campionato di serie A: inutile nascondersi dietro un dito, un traguardo che non veniva nemmeno preso in considerazione inizialmente per una squadra interamente confermata che, giungendo settima con un record di punti, si era conquistata fiducia e la possibilità – causa autoesclusione del Milan – di potersi giocare l’accesso all’Europa League. Tuttavia un obiettivo nient’affatto scontato per come si erano messe le cose nel periodo pre Covid con la caduta libera che ha travolto Mazzarri e che rischiava di bruciare anche il subentrato Longo.

Pareggio a Ferrara e salvezza per il Toro

Pertanto, il pareggio di ieri, oltre ad interrompere la serie di otto sconfitte esterne consecutive, ha consentito ai granata di centrare la salvezza matematica grazie anche e soprattutto alla sconfitta del Lecce a Bologna. Un risultato che fa tirare un grosso sospiro di sollievo ma che non placa il malcontento dei tifosi e la ridda di voci che si susseguono da mesi ormai circa l’avvicendamento societario. Anche perché nemmeno in casa di una squadra già retrocessa questo Torino ha brillato, anzi è stato brutto ed ha tenuto tutti col fiato in gola fino al 94’ quando l’arbitro Abisso col triplice fischio ha finalmente posto fine ad una stagione straziante con pochissime soddisfazioni e tantissime recriminazioni che affondano le radici nell’agosto scorso quando venne a galla la grana N’Koulou con l’ammutinamento contro il Wolverhampton o, se vogliamo, anche prima con l’addio al veleno di Petrachi.

Alla fine Moreno Longo è l’unico che da tutta questa storia ne esce da vincitore avendo accettato una scommessa difficile ed avendola vinta pur senza dare una nuova identità alla squadra tanto che, saggiamente, non ha stravolto i già precari equilibri continuando ad utilizzare, salvo rare eccezioni, il 3-5-2 mazzarriano e cercando di lavorare principalmente sulla testa dei calciatori. Le prestazioni collettive non sono state convincenti, i punti si sono strappati più con i nervi che con la qualità, ed anche a livello individuale non si può dire che qualche singolo sia cresciuto nelle proprie performance (a parte Belotti che ha ritrovato per sette partite la vecchia confidenza col gol e qualche sprazzo di Verdi) ma resta la soddisfazione di Longo che, da quest’esperienza, ne esce più gratificato ed accreditato ovunque gli si permetta di cimentarsi nel prossimo futuro.

Spal-Torino 1-1: chi sale e chi scende

CHI SALE:

VERDI     anche se a intermittenza nel finale di campionato sta dando qualche segnale positivo e nel secondo tempo sale in cattedra dapprima sfiorando il gol e poi incastonando una gemma sotto il sette con un tiro da fuoriclasse.

STABILI:

ZAZA       sembra che il gol segnato contro il Verona lo abbia sbloccato mentalmente sebbene sbagli un gol di testa in apertura. Ma ci prova più di una volta e, quando deve, è pure altruista. Anche meno falloso del solito, gli manca però il sigillo.

SIRIGU      esce dal campo coi guanti intonsi, non compie nessuna parata e non può nulla sulla fucilata ravvicinata di D’Alessandro.

BREMER      non deve svolgere compiti proibitivi ma se la cava con una sicurezza che un anno fa non era certamente scontata.

BELOTTI     ha perso la confidenza col gol e stavolta anche quella con i pali. Non perde invece la generosità che lo porta anche a prendersi un giallo su un ripiegamento difensivo.

BERENGUER    sembra in partita, intercetta Fares, riparte e mette qualche buon traversone in mezzo sfiorando anche lui stesso il gol di testa. Si muove anche senza palla ma non riesce comunque ad essere decisivo.

IZZO    attento su Di Francesco che non gli ha creato grossi grattacapi, ha avuto anche il tempo per appoggiare azioni offensive tentando persino la conclusione.

LUKIC      il suo ingresso passa quasi inosservato, Longo lo sostituisce con Rincon già ammonito per evitare altri guai ma il serbo non riesce a contenere il finale in crescendo degli estensi.

CHI SCENDE:

ANSALDI       disputa una prestazione in linea con le ultime. Poco cercato nella prima parte, mette in mezzo un paio di traversoni bassi molto interessanti ma si prende pure qualche rischio di troppo.

EDERA       gioca appena una manciata di minuti ma riesce a commettere una montagna di falli e quasi riesce a combinare qualche pasticcio per degli errori evitabili.

MEITE’        pur volendo giudicarlo positivamente per alcune buone cose, non può passare inosservata la macchia dell’errore che costa il gol per un pallone perso malamente e superficialmente. E siccome non è nemmeno la prima volta…

RINCON      più positivo e propositivo del solito, difende e smista il pallone ed in più verticalizza con precisione per gli attaccanti. Il giallo però gli farà saltare la Roma.

NKOULOU    serata normale che sarebbe potuta essere positiva per quel pallone strappato a Petagna preludio all’azione del gol di Verdi; ma lo condannano il rigore causato e il ritardo nella chiusura sempre su D’Alessandro, episodi che riportano la memoria ad agosto.

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poggiardo granata69
poggiardo granata69
12 giorni fa

è finito finalmente questo strazio.

Alberto Fava ( Gigi Marengo for President)
Alberto Fava ( Gigi Marengo for President)
13 giorni fa

Tutto vero e tutto giusto, non fa una piega.
Manca solo un “ grazie” a Sinisa per l’aiuto , sebbene involontario.
Ma tant’è.