Come sempre dopo una partita, torna l’appuntamento con Il Borsino di Carlo Quaranta: ecco chi sale e chi scende dopo Inter-Torino 4-2

Anche stavolta il Torino ha giocato a testa alta a San Siro rischiando di approfittare delle ataviche lacune interiste al cospetto di squadre meno attrezzate. Per un’ora – tra meriti granata e demeriti nerazzurri – la possibilità di cogliere il bottino pieno è stata più di una semplice ipotesi e magari si sarebbe potuta concretizzare se Rincon e compagni fossero riusciti a gestire per qualche minuto il doppio vantaggio. Ed invece ancora una volta ci ritroviamo a commentare la pazza Inter e i limiti mentali (alias pollaggine) del Torino secondo un copione che si sarebbe già potuto scrivere prima del match. Le assenze in serie (causa covid) alle quali si è aggiunta quella grave di Belotti che ha accusato fastidi al solito ginocchio in fase di riscaldamento e quella di Verdi a partita in corso sono risultate troppo difficili da sopportare soprattutto in considerazione delle sostituzioni imparagonabili rispetto a quelle messe in campo da Conte. Ma probabilmente hanno consigliato a Giampaolo ed al suo staff di rivedere le proprie convinzioni tattiche tanto che a sorpresa i granata si sono “messi a specchio” rispetto agli avversari tornando al modulo 3-5-2 di mazzarriana memoria e valorizzando in tal modo soprattutto le caratteristiche degli esterni Singo ed Ansaldi che hanno messo in difficoltà gli interisti.
Tuttavia tale buona intuizione, accompagnata da sana umiltà e da saggia adattabilità, non ha fatto i conti con il DNA di questo gruppo che continua a dimostrare fragilità mentale (anche e soprattutto tra i più esperti) e che continua ad imbarcare reti e collezionare record negativi in serie: 20 gol subiti in 8 gare non si vedevano da quasi un secolo (1929) e fa specie che a subire tale onta sia il secondo portiere della Nazionale italiana evidentemente mal protetto. E così la partita si è svolta secondo una direzione già segnata confermando l’Inter come la squadra italiana specializzata in rimonte effettuate (ben 7 punti conquistati in tale modalità) ed il Torino quale capolista europea di rimonte subite (già 14 i punti gettati partendo da situazione di vantaggio).

Torino: chi sale

SINGO migliore in campo in assoluto, non è più una sorpresa e dimostra di poter duellare senza timori reverenziali con un avversario esperto come Young con il quale vince il confronto in entrambe le fasi inducendolo pure al fallo da rigore.
ANSALDI a parte qualche sbavatura in fase di disimpegno difensivo, dimostra di averne ancora e di poter recitare un ruolo da protagonista soprattutto per le sue abilità balistiche in proiezione offensiva. Suo un tiro che incoraggia i suoi e l’assist per il rigore che lui stesso trasforma.
ZAZA rientro col botto per l’attaccante lucano che in più di un’occasione si fa trovare nell’area nerazzurra e firma un bel gol a termine di una bella azione. Come al solito non disdegna i duelli e stavolta ha la meglio su Ranocchia.

Torino: gli stabili

MEITE’ il colpo di tacco a smarcare Zaza è da playstation e la sua qualità tecnica si nota anche nelle ripartenze. Il problema è sempre lo stesso: si specchia troppo (difatti con altri colpi di tacco regala palloni preziosi agli avversari) e non ha la necessaria “garra” quando serve.
VERDI benino nei minuti in cui resta in campo, da seconda punta sembra integrarsi bene con Zaza al quale offre un bel cross sul secondo palo. Non ha demeritato per il resto, però è da valutare l’entità dell’infortunio.
LYANCO prova piuttosto dignitosa a livello individuale nonostante i quattro gol subiti. Fa valere il suo fisico su Sanchez ma il più delle volte esce bene in anticipo pulito con lucidità.
SIRIGU l’unica vera bella parata la compie su Lukaku in fuorigioco. Poi sembra un po’ impacciato sul primo gol ed in un’uscita che Ranocchia non capitalizza.
BREMER nel primo tempo contiene bene Lukaku (prodigioso quanto inutile il suo recupero con il belga in fuorigioco al 15’), nella ripresa alcuni errori di posizione e in disimpegno.
LINETTY ha qualche buona intuizione come quella su corner per il tiro di Ansaldi, raddoppia, pressa, resiste alle cariche e cerca di ripartire. Poi cala alla distanza e non riesce più a contenere Barella e company.

Torino: chi scende

NKOULOU la scelta della difesa a tre impone l’impiego del camerunense al centro: bene nei salvataggi aerei, più di qualche pasticcio sui gol subiti. Sul rigore procurato non è da colpevolizzare in assoluto ma certamente un paio d’anni fa avrebbe fatto meglio.
RINCON nel complesso i palloni recuperati pesano meno di quelli persi (basta vedere il secondo gol interista) e la capacità di difendere il pallone che spesso dimostra viene meno fatalmente nell’azione dell’1-2.
BONAZZOLI si vede poco e niente ed è ancora un pesce fuor d’acqua. Non entra in nessuna azione, ripartenza, ripiegamento né aiuta Zaza o i compagni a salire. Entra da comprimario solo nell’azione del primo gol, appena entrato. Deve integrarsi e darsi da fare.

Simone Zaza in Inter-Torino
Simone Zaza in Inter-Torino
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ultimo aggiornamento: 25-11-2020


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poggiardo granata69
poggiardo granata69 (@poggiardo-granata69)
1 anno fa

Ennesima rimonta,ennesima sconfitta

Filippo Bull
Filippo Bull (@filippo-bull)
1 anno fa

Queste continue rimonte ci sono già dai tempi di Miha e Mazzarri( ricordatevi le 2 rimonte subite contro il Verona,una in casa ed una fuori), una squadra fragile che alla prima difficoltà si scioglie come neve al sole. Leggevo oggi su Tuttosport che l’illusionista è deluso!!!! Ma come,questa è la… Leggi il resto »

GD ( 0.3ini : i migliori alleati di Cairo)
GD ( 0.3ini : i migliori alleati di Cairo) (@foreverg)
1 anno fa
Reply to  Filippo Bull

con mihajlovich avevo l’impressione confermata da tanti per altro, che fosse un problema fisico. cioè smettevano di correre con Mazzarri 1 se ricordi era il contrario, spersso venivamo fuori alla distanza e difficilmente si perdevano le partite. c’era molta corsa e tanto ardore tipicamente granata. infatti i 63 punti sono… Leggi il resto »

Giampaolo e la coperta corta

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