Il borsino granata di Carlo Quaranta: ecco chi sale, chi è stabile e chi scende dopo Torino-Genoa, gara terminata 0-0

Niente. Quando si tratta di rispettare una striscia positiva questo Torino si tira indietro preferendo rincorrere quelle negative. Così, anche il vecchio Grifone, reduce da 6 sconfitte di fila con i granata, salva le penne portandosi a casa un pareggio, peraltro con legittime recriminazioni. Al contempo Belotti e compagni sfondano il tetto delle 13 partite a secco di vittorie in casa (e qui sarebbe bello attaccarsi alla retorica dell’assenza del tifo, considerato il dodicesimo uomo in campo, ma ci riserviamo di evitare!), eguagliano il numero di pareggi consecutivi (5) del Torino novelliniano e confermano quello delle vittorie (appena 2) in 22 giornate di campionato.  Nella partita di sabato pomeriggio si è notato come il Genoa abbia beneficiato dell’arrivo di Ballardini già da nove partite e sia dunque più avanti dei granata nella consapevolezza dei propri mezzi (evidentissimi i progressi rispetto alla gara di andata disputatasi solo tre mesi fa) e come il Torino abbia raddrizzato la fase difensiva con le prestazioni convincenti anche di Sirigu e N’Koulou. A fare da contraltare stavolta è stato l’attacco che ha registrato un indice di pericolosità davvero scarso (appena 2 tiri in porta) rimanendo a secco per la prima volta in queste ultime quattro giornate. 

Torino-Genoa: chi sale e chi scende

Parlare di coperta corta appare inopportuno ma si attendono miglioramenti in fase di costruzione del gioco e di un’identità in via di definizione a centrocampo. Infine una curiosità: dall’avvento del nuovo tecnico sono arrivati tutti i pareggi possibili, dal 2-2 a Benevento all’1-1 contro la Fiorentina, dal 3-3 a Bergamo allo 0-0 contro il Genoa. Ora ci si augura che Davide Nicola svesta presto le sembianze di mister Xsperando che la tendenza cambi in meglio già contro il Cagliari anche perché si tratta di uno scontro diretto (e già si è perso in casa la partita di andata). Ma se proprio non si potesse esimere dal proseguire la statistica sarebbe fondamentale non perdere e di questi tempi con la squadra di Di Francesco affamata di punti ed in serie negativa da dieci giornate un 4-4 al Sardegna Arena proprio male non andrebbe.

CHI SALE:

SIRIGU   d’accordo, bastava non fare nulla per migliorare rispetto alla prestazione di Bergamo ma stavolta torna ad essere decisivo respingendo d’istinto un tiro ravvicinato di Czyborra.

N’KOULOU   rispolverato a sorpresa, sembra attento e concentrato e stavolta non paga dazio anche perché il Genoa non ha attaccanti velocissimi e così con la sua classe ne esce bene.

STABILI:

IZZO   sbaglia qualche appoggio di troppo ma è puntuale negli anticipi e soprattutto nel secondo tempo è bravo a contenere lo spauracchio Shomurodov.

MANDRAGORA    spesso saltato dai lanci lunghi, non è nel vivo del gioco come a Bergamo anche perché Rovella riesce a disturbarlo con efficacia sebbene talvolta la sua maggiore esperienza prevalga.

BREMER    disputa una gara diligente contenendo bene un attaccante particolarmente in forma come Destro e anticipandolo spesso soprattutto nel gioco aereo. Spende un’ammonizione evitabile.

BELOTTI   non ricevendo molti palloni giocabili va a prenderseli sulla trequarti e, rubandone uno a Radovanovic, si crea anche l’occasione più importante (recuperato in extremis da Goldaniga). In area addomestica alcuni palloni e sbaglia qualche scelta.

BASELLI   prosegue il suo percorso di riavvicinamento alla normalità. Non riesce a dare contributi significativi ma non fa comunque peggio di Lukic.

VERDI   gli vengono concessi gli ultimi venti minuti ma stavolta non riesce a spaccare la partita, buone iniziative in mezzo al campo ma manda alle stelle due conclusioni.

RINCON   stavolta gioca a sinistra di Mandragora anche se nella ripresa cambia posizione. Non dà il meglio di sé anche se cerca il pressing con alterne fortune e riesce a regalare un buon assist a Belotti.

CHI SCENDE:

LUKIC   involuto. Parte da mezzala destra e si procura qualche punizione tentando l’affondo sulla fascia ma non riesce a verticalizzare l’azione e Strootman ha spesso la meglio.

ANSALDI   anche nel suo caso pesano più le difficoltà nel contrastare il suo diretto avversario Zappacosta rispetto a qualche iniziativa davanti. Da un po’ di tempo non fa la differenza.

ZAZA   dopo la promettente doppietta nella partita d’esordio di Nicola ha avuto un graduale declino nella qualità delle prestazioni. Contro il Genoa s’è visto poco ed ha girato spesso a vuoto. E Sanabria…

SINGO   dov’è finito il giocatore in grado di ribaltare l’azione, superare gli avversari e mettere in mezzo buoni cross? Perde il duello con Czyborra e diversi palloni, forse sarebbe opportuno alternarlo un po’ con Vojvoda.

Rolando Mandragora
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ultimo aggiornamento: 16-02-2021


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poggiardo granata69
poggiardo granata69
7 mesi fa

Mi auguro almeno di non perdere

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