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Coi piedi per terra

di Carlo Quaranta - 4 Dicembre 2019

Torna il consueto appuntamento con Il Borsino di Carlo Quaranta: ecco chi sale e chi scende dopo Genoa-Torino 0-1 dello scorso sabato

Una vittoria casuale e non pienamente meritata non ha placato il malessere né tantomeno la contestazione in casa granata. Di solito le vittorie costituiscono la medicina migliore per una tregua e per di più il 113° compleanno del Toro dovrebbe rappresentare un momento di unione all’interno della famiglia granata. Qualcosa tuttavia si è rotto e l’impressione, appunto, è che non bastino palliativi quale può essere una vittoria episodica a sedare i bollenti spiriti granata. Pur avendo allontanato la zona retrocessione la squadra di Mazzarri non ha dato l’impressione di essere uscita dal tunnel di un gioco mediocre, senza sbocchi offensivi al di là del momento poco felice per gli attaccanti: con Belotti e Falque out per infortunio, Zaza e Millico lasciati in panchina per motivi diversi, con Edera che all’esordio stagionale si è fatto espellere dopo appena 6’ e Berenguer (inventato attaccante) che ha offerto una prestazione scialba i motivi per sorridere restano oggettivamente pochi. E anche il fatto che la porta di Sirigu sia rimasta inviolata come contro il Napoli grazie ad uno schieramento più solido con la difesa a quattro lascia il tempo che trova dal momento che il Genoa ha colpito due pali e dunque i meriti del caso sono piuttosto evidenti. Insomma, lungi dal rappresentare la panacea di tutti i mali, l’affermazione di Genova non ha spostato più di tanto l’attenzione dai molteplici problemi di questo inizio di stagione e di una situazione complessiva che appare cristallizzata. In altri tempi si sarebbe salutata la vittoria come quella della possibile svolta ma in questo caso è più saggio restare coi piedi ben saldi a terra.

Genoa-Torino: chi sale

BREMER primo sigillo italiano per il difensore brasiliano che si toglie la soddisfazione di realizzare un gol pesantissimo dopo aver salvato un pallone quasi sulla linea della propria porta. Un po’ in affanno nei disimpegni.
VERDI più centrocampista esterno che attaccante, offre buona collaborazione agli inserimenti dei terzini meno per vie centrali. Nella seconda parte di gara si accentra un po’ di più e impegna Radu con un bel tiro. Non è ancora decisivo ma qualcosa in più si intravede.

Genoa-Torino: gli stabili

SIRIGU lui il suo lo fa sempre in particolare respingendo una conclusione di Cassata ed uscendo bene anche di piede per anticipare un avversario. In più stavolta è anche fortunato ed aiutato dai legni quando viene superato dai tiri genoani.
ANSALDI con questo modulo sperimentale senza punte l’esterno argentino ha ancora più licenza di offendere e difatti va vicino al gol per due volte. In fase difensiva cerca di opporsi a conclusioni avversarie, dà fastidio ed esce bene palla al piede.
RINCON un buon rientro dopo la sosta contro l’Inter. La sua presenza in campo si sente soprattutto in mezzo al campo nella marcatura a uomo degli avversari ma anche in area è decisivo impedendo la conclusione ravvicinata ad Agudelo.
DE SILVESTRI qualche errore ma quantomeno ha ritrovato la consueta generosità con interventi in anticipo a metà campo, continue corse in avanti e qualche cross scodellato in centro sebbene non vi fossero attaccanti di peso. Dietro se la cava con Pajac.
IZZO in leggera crescita rispetto alla partita contro l’Inter anche se bisogna considerare che l’attacco del Genoa non vale quello nerazzurro e cha Agudelo quasi castiga i granata dopo averlo superato. Meglio in fase offensiva con un colpo di testa e soprattutto col bel cross per Ansaldi sul secondo palo.
NKOULOU prestazione sufficiente per il difensore camerunense che se la vede coi giovani Favilli e Pinamonti. Fa prevalere la sua esperienza e la sua capacità di lettura nel chiudere i varchi concedendo tuttavia qualche pericolo.
LAXALT l’ultimo degli ex entra in campo al posto di Ansaldi con buona predisposizione e dinamismo. Gestisce palloni “semplici” senza errori e senza strafare ma è ben contenuto sulla fascia e non ha opportunità di rendersi pericoloso. Si può comunque contare su di lui.
MEITE’ una mezzora a disposizione per dare sostanza in mezzo al campo, qualche leziosità, un tiro impreciso e poche idee ma non commette errori particolari.

Genoa-Torino: chi scende

LUKIC viene delegato a svolgere il compito di raccordo tra centrocampo e attacco ma non riesce a fornire adeguato supporto a Berenguer facendo capire che non è quello il suo ruolo. Esperimento fallito e passo indietro dopo l’ottima partita contro l’Inter.
BASELLI non ha grandi idee ma non demerita particolarmente, utile anche in area granata negli anticipi e nel far ripartire l’azione. Nella ripresa, tuttavia, ha un calo, è destinatario di un cartellino giallo severo e di una sostituzione palesemente non gradita.
BERENGUER in posizione di attaccante puro non è mai pericoloso, insegue e sbatte sui difensori avversari ma non crea alcun pericolo. Per sfruttare le sue doti di “zanzara fastidiosa” lo spagnolo ha bisogno di spazio a disposizione.
EDERA bagna come peggio non potrebbe il suo esordio stagionale rimediando due cartellini gialli in 6’. Probabilmente la voglia di strafare dopo tanto tempo in naftalina lo ha portato ad essere troppo istintivo. Indubbiamente ha bruciato una chance.

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poggiardo granata69
poggiardo granata69
7 mesi fa

non abbiamo un gioco brillante,ma non credo che sabato abbiamo rubato nulla.e’ vero il Genoa ha preso 2 pali ma tutto si è svolto in 5 minuti.nei restanti 85 siamo,stati noi ad avere il pallino del gioco.non dico che abbiamo creato molte occasioni,ma il predominio territoriale lo abbiamo avuto noi.