Torino, la stagione finita non è buttata se…

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Falque Torino
CAMPO, 18.3.18, Torino, stadio Olimpico Grande Torino, Serie A, TORINO-FIORENTINA, nella foto: Iago Falque

Il borsino granata di fine stagione: ecco chi sale e chi scende dopo l’ultima di campionato, Genoa-Torino

Si conclude positivamente la stagione granata sebbene non sia stato centrato l’approdo in Europa, considerato il massimo obiettivo stagionale. Espugnato anche il campo del Genoa, roba che non si vedeva dai tempi di Paolino Pulici, a qualcuno è venuto il dubbio se non sia meglio giocare tutta la stagione senza obiettivi e con la testa sgombra dal momento che da quando sono tramontate le residue velleità di piazzamento europeo il Torino ha raggranellato ben sette punti, frutto del pareggio a Napoli e delle vittorie contro SPAL e Genoa. All’ultima curva è stata peraltro scavalcata la Sampdoria (per miglior differenza reti) ed arpionato così il nono posto in classifica a quota 54 punti ottenuto senza fare affidamento a gol su rigore e su punizione proprio nell’anno di introduzione della VAR che complessivamente ha funzionato riducendo gli errori anche se secondo una (opinabile) classifica stilata ad hoc il Torino sarebbe stato penalizzato dalla video assistenza.

Per fare un bilancio stagionale occorre innanzitutto considerare oggettivamente da dove si era partiti quest’estate: Cairo e Petrachi avevano, a detta della stragrande maggioranza di tifosi e addetti ai lavori, rinforzato la rosa trattenendo i migliori ed in particolare il “pezzo da novanta” Andrea Belotti che nel campionato 2016/17 aveva realizzato ben 26 gol guadagnandosi un posto di primo piano nel panorama calcistico nazionale che gli era valso la maglia da titolare in azzurro ed una clausola di rescissione fissata da Cairo a 100 milioni di euro. Il primo ad essere soddisfatto era l’allora tecnico Sinisa Mihajlovic che aveva anche ottenuto i giocatori richiesti e considerati adatti alle sue idee di gioco. Le aspettative, tuttavia, sono rimaste deluse poiché il Gallo, tra infortuni ed amarezze nazionali, non ha centrato l’annata della consacrazione bensì quella del ridimensionamento che è coinciso con quello dell’intera squadra la quale nel frattempo non ha trovato un’identità di gioco ed ha avuto un rendimento altalenante tanto che a metà stagione si è reso necessario un cambio alla guida tecnica con il siluramento del tecnico serbo e l’avvento di Walter Mazzarri.

Il nuovo allenatore non ha rivoluzionato l’organico (a gennaio nessun acquisto) preferendo valutarlo in base alle sue nuove esigenze tattiche e il lavoro si è tradotto in un miglioramento soprattutto dal punto di vista dell’equilibrio e della fase difensiva che ha pagato con 4 punti in più in classifica rispetto al girone di andata. Salvo rare eccezioni sono rimasti pressoché identici però i rendimenti dei calciatori della rosa, in particolar modo dei nuovi acquisti: bocciato senza mezzi termini l’acquisto più oneroso di sempre, il franco senegalese Niang fortemente voluto da Mihajlovic che non ha reso secondo le aspettative nemmeno con Mazzarri; ha contribuito meno di quanto ci si attendesse anche il secondo acquisto più caro, il venezuelano Rincon che ha difettato sia in qualità che in personalità; discorso diverso per lo spagnolo Berenguer, partito male ma poi riscattatosi nel finale di stagione; più che sufficiente l’apporto garantito da Burdisso che è stato uomo spogliatoio e protagonista nella difesa a tre mazzarriana; discorso analogo per Ansaldi che si è ritagliato pian piano un posto da titolare prima e un ruolo di jolly poi che gli è valso anche la convocazione mondiale con la Nazionale argentina; in sospeso il giudizio sul brasiliano Lyanco che ha giocato poco a causa di ripetuti infortuni; da valutare meglio le qualità del portiere Milinkovic-Savic che ha ben figurato in Coppa Italia mettendosi in evidenza specialmente contro la Roma ma per il quale si fa strada una cessione in prestito; promossi a pieni voti, invece, i due protagonisti di stagione: il portiere Sirigu del quale erano già note le qualità visti i trascorsi nella Nazionale che ha appena riconquistato e il difensore camerunense N’Koulou, autentica rivelazione e miglior granata di questa stagione, difensore di classe e professionista affidabile.

Per quanto riguarda i “vecchi” un plauso va a De Silvestri che ha fornito garanzie nonostante lo scetticismo ed ha presieduto la corsia destra orfana delle prestazioni di Zappacosta; sui consueti livelli di affidabilità e concretezza il sempiterno Moretti mentre non altrettanto si può dire per l’altro veterano, l’esterno sinistro Molinaro per il quale l’età inizia a pesare; stagione complicata anche per il giovane Barreca, anch’egli spesso alle prese con guai fisici e con limiti ancora da superare (si potrebbe valutare il prestito). A centrocampo Baselli è senz’altro il giocatore da cui ci si aspetta di più, negli anni scorsi ha dimostrato di avere qualità e magari di essere poco incline al sacrificio, ora appare più cresciuto sotto questo secondo aspetto a scapito, forse, un po’ del primo; tra gli altri Obi ha iniziato molto bene e confermato di essere un elemento valido quando sta bene ma il suo maggior problema resta l’integrità fisica, Acquah si è visto meno e non ha mai entusiasmato, anzi con Mazzarri ha fatto un passo indietro rispetto alle gestioni precedenti, Valdifiori non ha avuto spazio, salvo qualche comparsa, nella linea mediana né col tecnico serbo né con quello toscano: per loro la cessione è più di un’ipotesi. In attacco, detto di Belotti e Niang, può definirsi ottima la stagione di Iago Falque che, oltre ad aver realizzato 12 gol, ha confermato qualità e costanza di rendimento manifestate nel corso del primo anno in granata; più in chiaroscuro quella di Ljajic che, pur restando il giocatore di maggior classe, non ha fatto il salto di qualità invocato in termini di maturità almeno per tre quarti di stagione e solo da marzo in poi è tornato ad essere decisivo. Un’ultima annotazione riguarda i giovani Edera e Bonifazi che hanno avuto delle chances importanti: promosso il primo, brillante ed intraprendente, autore di giocate e gol importanti, rimandato il secondo che ha fatto vedere alcune buone cose ma non si è giocato sempre al meglio le proprie carte in un ruolo come il suo dove la concentrazione dev’essere sempre altissima.

In estrema sintesi, grazie anche alla mossa di anticipare l’arrivo di Mazzarri, questo Toro per la prossima stagione non necessita di chissà quali rivoluzioni per ben figurare e magari competere fino in fondo per l’Europa ma, come si può intuire anche dalle dichiarazioni del tecnico, sarà sufficiente un restyling che dovrà essere più profondo a centrocampo con qualche ritocchino in difesa e in attacco. Sempre a patto che il mercato non porti a stravolgimenti inattesi ma pur sempre possibili e che si punti soprattutto sulla maturità di chi viene e di chi resta e su una consapevolezza e una mentalità superiori a quelle attuali.

CHI SALE:

FALQUE mette il sigillo su una stagione molto positiva con il dodicesimo centro stagionale (tanti quanti lo scorso campionato). Seppur con un leggero calo di condizione nel finale di stagione visibile anche nella partita di Marassi, ha ancora una volta dimostrato professionalità e capacità di sapersi gestire ed è stato l’attaccante più continuo (indipendentemente da allenatori e schemi) e più prolifico pur giocando da esterno.

BASELLI sbaglia qualche lancio e non è preciso come dovrebbe nei passaggi ma ha imparato ad abbinare doti di interditore a quelle di incursore: dopo aver fatto tanta legna in mezzo al campo, si materializza in area di rigore rossoblu realizzando il gol del raddoppio e festeggiando così la prima convocazione in azzurro nel migliore dei modi. Riguardo il suo futuro in granata ci sono buone possibilità.

MILINKOVIC –SAVIC premiato con l’esordio in serie A dopo le partite da titolare in Coppa Italia, dimostra di sapersela cavare discretamente con i piedi (partecipa attivamente alla manovra e si avventura anche in un dribbling riuscito). Qualche incertezza nelle uscite sebbene la sua mole gli permette di coprire buona parte della porta. Chiuso da Sirigu, per crescere sarà ceduto in prestito.

BERENGUER lo spagnolo ha iniziato con qualche tentennamento e fino a metà stagione già sembrava bocciato. Poi, dopo la fase di ambientamento, ha avuto un costante miglioramento ed ha saputo inserirsi nei meccanismi di Mazzarri facendo quanto richiesto con maggior coraggio e spigliatezza. Anche contro i rossoblu ha avuto spunti importanti e si è saputo anche sacrificare dimostrando che potrebbe essere una freccia nell’arco del 3-5-2 del prossimo anno.

NKOULOU certezza granitica e nota lieta stagionale. Accolto con qualche scetticismo a causa dei guai fisici che lo avevano costretto ai box nel Lione, il camerunense ha da subito dimostrato il suo valore disputando un campionato intero (ben 37 partite!) e risultando il miglior giocatore dell’anno. Solitamente impiegato come centrale di destra nella retroguardia, ha giocato l’ultima da perno centrale con la consueta eleganza e maestria negli interventi che ne hanno contrassegnato tutta la stagione.

STABILI:

BELOTTI il Gallo quest’anno ha cantato solo dieci volte. Certo, molte meno rispetto al campionato precedente ma il fatto di essere comunque arrivato in doppia cifra al termine di una stagione così sfortunata e deprimente (infortuni, sventure nazionali, cambiamenti tattici ed altro) è comunque un segnale importante tanto più se aggiunto alla voglia di lottare e di inseguire ogni pallone che il capitano non ha mai smarrito, nemmeno a Genova dove ha propiziato entrambi i gol del Torino. Il futuro in granata ora è quanto mai incerto ma Andrea è uno da Toro.

DE SILVESTRI autore di una partita attenta e guardinga, si impegna a limitare il pericoloso Laxalt riuscendoci piuttosto bene. Particolarmente positivo nel gioco aereo in area granata e in alcuni break che interrompono trame genoane, stavolta non è particolarmente attivo in fase offensiva. Poco male dal momento che in questa stagione ha raggiunto il suo record personale di gol realizzati (sette in tutto) guadagnandosi la riconferma con un ottimo finale di campionato.

MORETTI pur con 37 primavere sulle spalle resta un esempio per i suoi giovani colleghi, non solo per la sua professionalità e la longevità ma anche per come ferma gli avversari usando la testa prima dei piedi. Controlla la situazione senza patemi e non concede nulla anche se deve abbandonare il terreno di gioco a metà ripresa e, guarda caso, da quel momento i granata subiscono maggiormente. Chioccia e capitano morale, potrà continuare ancora a dare il suo prezioso contributo in campo e nello spogliatoio.

ACQUAH gioca il quarto d’ora finale ed è chiamato a dare sostanza in mediana e in difesa per supplire all’inferiorità numerica dovuta all’espulsione di Ansaldi. Se la cava bene, giocando con attenzione, fermando Medeiros e proteggendo bene palla. Insomma, uno scorcio di gara positivo all’interno di un’annata avara di soddisfazioni. Poche chances di riconferma.

EDERA a Genova non ripete le prestazioni che lo hanno visto protagonista, in particolare da subentrante: troppi individualismi e palloni gestiti male o persi. Le altre volte che è stato chiamato in causa, però, ha dimostrato di avere numeri importanti risultando il miglior canterano granata e realizzando anche gol pesanti. Il tempo è dalla sua parte e ora deve decidere insieme alla Società come giocarsi al meglio le proprie carte.

RINCON contro la sua ex squadra, nel suo ex stadio, gioca una partita votata al contenimento disturbando tutti gli avversari che transitano dalle sue parti e non solo. Perde tuttavia più di un pallone e sbaglia a verticalizzare. Insomma niente di diverso rispetto al solito: la stagione è scivolata via senza che El General abbia mai convinto pienamente, senz’altro ci si aspettava di più anche in termini di personalità ma difficilmente verrà ceduto.

CHI SCENDE:

ANSALDI timido e molle in avvio, sale di intensità col passare dei minuti finché nel finale con un’entrata in scivolata in ritardo macchia la sua partita che poco prima aveva impreziosito con l’assist per il gol di Baselli. Non macchia però una stagione positiva nella quale si è disimpegnato con profitto su entrambe le fasce e con Mazzarri ha svolto pure il ruolo del jolly a centrocampo. Gode della considerazione di tutti e sarà impegnato anche ai Mondiali con la sua Argentina.

BONIFAZI il giovane Primavera non ha convinto pienamente quando è stato chiamato in causa alternando alcune cose positive a diverse incertezze. Anche nella partita del Ferraris, chiamato a ricoprire un posto nel terzetto difensivo, ha iniziato bene finendo però per subire nel finale l’intraprendenza di Pandev da lui stesso agevolato con alcuni errori evitabili. Difficilmente potrebbe ritagliarsi un posto il prossimo anno, dovrà maturare ancora.

MOLINARO annata non particolarmente favorevole questa per l’esperto terzino sinistro il quale per diverso tempo è rimasto fuori causa per infortunio. Quando impiegato, come nell’ultima partita contro il Genoa, non ha mai lesinato l’impegno ma è stato spesso sfortunato negli episodi e talvolta i suoi errori sono costati cari. Salvo sorprese ha fatto ormai il suo tempo al Torino.

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poggiardo granata69
Utente
poggiardo granata69

e pensare che sarebbero bastati 9 punti…sfortuna e colpe si mescolano in questa stagione;l’infortunio di Belotti e per un periodo anche di ljaijc hanno influito tanto ma anche le valutazioni sbagliate vedi niang e il non aver preso nel mercato di riparazione un attaccante hanno fatto il resto.si spera nel… Leggi il resto »

GranataDentro
Ospite
GranataDentro

L’obbiettivo era il 7° posto. Non si è raggiunto, quindi non si può essere soddisfatti. Qualcosa non ha funzionato. Ognuno ha le proprie idee nel ricercare i responsabili maggiori, chi la dirigenza, chi i tecnici chi i giocatori. resta che l’obbiettivo non è stato raggiunto.

Vanni(CairoDentroNoTarpoAliMaIncasso)
Utente
Vanni(CairoDentroNoTarpoAliMaIncasso)

Veramente era il 6. Fai sconti?

GlennGould
Utente
GlennGould

C’e’ modo e modo di arrivare noni. Un esempio su tutti: la Doria, di certo meno accreditata ad inizio stagione, è stata in ballo per l’Europa sino alla fine, per poi finire decima. Noi abbiamo “terminato” il campionato ben prima di domenica scorsa, e siamo tecnicamente finiti prima di loro.… Leggi il resto »

Valentino
Utente
Valentino

Glenn infatti le ultime partite sono state quasi tutte amichevoli, la cosa più squallida che ci potesse capitare. Infatti paragoni con Sinisa non stanno in piedi, ma si sa qui ci sono esperti di calcio che noi non possiamo comprendere.

Bischero
Utente
Bischero

L anno scorso non abbiamo fatto amichevoli da febbraio? Ricorderò male io.

GlennGould
Utente
GlennGould

No. Da fine gennaio…