Tra i rimpianti si guarda al futuro: il borsino di Napoli-Torino

di Carlo Quaranta - 9 Maggio 2018

Ecco chi sale e chi scende dopo la partita Napoli-Torino del San Paolo, terminata 2-2: il borsino granata di Carlo Quaranta

Domenica scorsa nel teatro a cielo aperto del San Paolo è andato in scena “il pomeriggio dei rimpianti”: il Napoli ha detto definitivamente addio al sogno scudetto, già abbondantemente compromesso nel precedente week end, al termine di una stagione straordinaria nella quale molto probabilmente stabilirà il record di punti della sua storia esprimendo peraltro, a detta di tutti, il miglior calcio della serie A. Il Torino ha ancora una volta dimostrato che possiede le risorse tecniche e tattiche per potersela giocare a buoni livelli e che se non è rimasto agganciato fino alla fine al treno per l’Europa è solo a causa di una convinzione incostante e carente.

Tatticamente Mazzarri per affrontare la sua ex squadra ha rinunciato ad un attaccante e disposto i suoi con 3-5-1-1 che si è rivelato strategicamente il miglior schema per imbrigliare la manovra dei padroni di casa e che, insieme al 3-4-1-2, dovrebbe essere il modulo adatto per impostare la prossima stagione. Così, dopo una serie di cinque sconfitte consecutive contro i partenopei, con relative imbarcate nel corso dell’era Mihajlovic, i granata sono usciti indenni da una sfida che paradossalmente il Napoli (teoricamente ancora in lotta per il titolo) non ha onorato.

I ritmi bassi dettati dal caldo e da un Napoli ormai dimesso in clima da basso impero hanno certamente agevolato il compito del Torino che non è sceso al San Paolo per fare una scampagnata ma nemmeno col coltello tra i denti, tutt’al più con l’intento di provare soluzioni utili per il futuro e verificare l’arruolabilità di alcuni elementi (Niang su tutti) per la stagione che verrà.

Le risposte Mazzarri le ha avute sia dal campo che dagli spalti: la tifoseria napoletana ha salutato il tecnico di San Vincenzo con affetto e gratitudine per il lavoro portato avanti nei quattro anni trascorsi sotto il Vesuvio. La speranza è che in futuro il pubblico granata gli tributi il medesimo applauso.

CHI SALE:

LJAJIC due lampi nel buio e goodbye Napoli. Dimostra di essere il classico numero 10 talentuoso che resta al di fuori della partita per tutto il tempo ma trasforma in oro quei rari palloni che tocca: si lamenta con tutti e Mazzarri con lui per circa un’ora, poi due magie che valgono altrettanti gol. Valore aggiunto.

BASELLI onora la fascia di capitano tornando al gol che gli mancava dal 2017. Nell’arco della partita è un po’ incostante: un avvio così e così in sofferenza su Allan ed un errore al limite dell’area, poi riesce ad emergere con l’incursione perfetta sul gol e gestendo al meglio altre situazioni di gara.

DE SILVESTRI in teoria la sua avrebbe dovuto essere una prestazione particolarmente attenta alla fase difensiva dal momento che nella sua zona agiva un certo Insigne e il Napoli usualmente costruisce molto sulla sinistra. Lui invece riesce a diventare ancora più importante in area avversaria: prima fa le prove generali spedendo alto, poi sempre di testa centra il bersaglio grosso e fa piangere Napoli.

BONIFAZI pur tra qualche errore in disimpegno (vedi anche passaggio a Burdisso sul primo gol azzurro) e qualche aggancio fallito, nel complesso la sua prestazione è migliore rispetto alle precedenti, anche se quella di Bergamo non dovrebbe fare proprio testo. Buone chiusure.

STABILI:

N’KOULOU molto meglio rispetto all’ultima uscita contro la Lazio, leggermente al di sotto dei suoi standard abituali. Tuttavia disputa un match positivo, intercetta passaggi potenzialmente pericolosi, sbroglia in area e prova a lanciare gli attaccanti.

ACQUAH mossa tattica di Mazzarri quella di impiegarlo dall’inizio per bilanciare il centrocampo dando sostanza e densità da contrapporre alla qualità partenopea. Soliti limiti tecnici per il ghanese che comunque se la cava su Zielinski, qualche problema in più quando si deve opporre ad Hamsik.

ANSALDI un po’ di stanchezza sembra farsi sentire anche per lui per quanto sia arrivato a questo finale di stagione in buona forma. Attento a non concedere spazi a Callejon e ad aiutare il giovane Bonifazi, gioca con ordine e dà anche il la all’azione del gol di Baselli.

RINCON il venezuelano, agevolato dalla presenza contemporanea di Acquah e Baselli ai suoi fianchi ma anche dal caldo e dai ritmi bassi, non sfigura al cospetto di Allan e soci lottando e patendo il giusto: recupera e lotta sulla trequarti, mura un tiro di Albiol in area.

BELOTTI subentra nell’ultima mezzora offrendo qualche spunto, buone sponde per i compagni e la solita lotta che si traduce in falli commessi e subiti. Dà così una mano alla squadra partecipando alla buona tenuta generale nel finale di gara.

SIRIGU ben piazzato sulla conclusione al volo di Insigne e sul tiro di Callejon. In generale è sempre in buona posizione e trasmette fiducia pure sulle uscite. Molto bene (come al solito) anche se non era in condizioni fisiche ottimali.

NIANG titolare al posto di Belotti nel ruolo di prima punta, all’inizio sembra spaesato e lo si vede lottare sulla corsia sinistra come se giocasse da esterno. Poi trova la posizione giusta e va due volte al tiro, la prima con un sinistro senza pretese dal limite, la seconda con un destro pericoloso che termina sull’esterno della rete. Prestazione tuttavia insufficiente per risollevare le sue sorti.

CHI SCENDE:

BURDISSO l’errore sul primo gol del Napoli è da matita blu: si addormenta sul pallone in area favorendo il tocco astuto di Mertens e rimediando una figuraccia. Al di là dello sfortunato episodio aveva iniziato bene in anticipo sul belga ed ha il merito di riprendersi.

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poggiardo granata69
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poggiardo granata69

che dire? speriamo nella prossima stagione con una squadra che più si addice al credo tattico di mazzarri.

mas63simo
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mas63simo

Sono proprio curioso di vedere che nefandezze riusciremo a fare x la prox stagione.

rotor
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rotor

Burdisso pronto per le partite scapoli- ammogliati.Rincon sempre deludente.