Il Toro ritrova un “mondo” nuovo

di Carlo Quaranta - 3 Aprile 2018

Borsino granata / In uno dei giorni più tristi della storia granata recente, quello dell’addio ad Emiliano Mondonico, il Torino torna al successo dopo ben quattro sconfitte consecutive

Una vittoria da dedicare interamente all’allenatore ma soprattutto all’uomo che ha rappresentato e che incarnerà per sempre i valori della maglia granata: vero, genuino, mai banale, saggio ed arguto ma passionale al tempo stesso. Da allenatore del Toro più Toro che si ricordi negli ultimi quarant’anni, oltre a regalarci l’ultimo trofeo, è stato colui che ha saputo far convivere tanti talenti (da Martin Vazquez a Scifo, da Lentini a Casagrande) con degni rappresentanti del tremendismo (Annoni, Bruno, Policano) e giocatori intelligenti e affidabili (Cravero, Fusi, Fortunato, Venturin, Mussi, Marchegiani) costruendo sempre una squadra unita, affiatata, che riusciva a disegnare con tanti moduli diversi adattandosi all’avversario e riuscendo spesso ad averne la meglio.

Con credenziali analoghe – fatte le dovute proporzioni – si era presentato Walter Mazzarri al momento del suo insediamento tanto che nelle prime uscite di questo Torino si era subito notato qualcosa di nuovo, qualche esperimento tattico riuscito, prove convincenti, amalgama di squadra. Fino al derby e alle successive tre partite e mezza (compreso il primo tempo di Cagliari). Alla Sardegna Arena i granata si sono presentati sin dall’inizio col 3-5-2 rinunciando – complici anche l’assenza per squalifica di Niang e lo scarso feeling con Ljajic – ai tre attaccanti per sorprendere i rossoblu con gli inserimenti frequenti dei centrocampisti e dei laterali più liberi di affondare. Tuttavia la prima frazione ha proposto ancora una squadra sonnolenta, a corto di idee, poco reattiva, incapace di costruire e affondare.

Nella ripresa è bastato l’ingresso di Ljajic ed il passaggio al 3-4-1-2 per cambiare marcia e trovare il gol che ha avuto il merito di sgombrare la testa sbloccando mentalmente i granata che hanno poi dilagato dimostrando che la questione era essenzialmente psicologica. Così il Torino che si era smarrito si è ritrovato nel giorno giusto celebrando degnamente (così come hanno fatto anche le altre sue due squadre Fiorentina e Atalanta) un uomo che con quella sedia sollevata al cielo contro le ingiustizie e per tantissimo altro resterà per sempre un’icona granata ma soprattutto una persona vera che ha scritto alcune tra le pagine più belle di un meraviglioso romanzo.

Ljajic, Torino
Ljajic

Cagliari-Torino: chi sale

LJAJIC illumina la scena col suo ingresso e il Toro si ridesta. Il peso specifico nello sbloccare psicologicamente tutta la squadra con le sue giocate fuori dagli schemi (fin lì sterili e monotoni) è enorme: propizia due gol e ne firma uno con un colpo da biliardo. Non andava in gol da sei mesi, ora si potrebbe assistere al suo rilancio. Dipende da lui e da Mazzarri…

ANSALDI insieme al serbo è il migliore in campo ma rispetto al numero 10 brilla per costanza e quantità. Anche lui, come tanti suoi compagni, sale di tono nella ripresa e si esalta soprattutto in fase offensiva dove prova sia la conclusione trovando il primo gol in granata con una bella azione personale che l’assist per Belotti che coglie il palo prima del tap in di Falque.

FALQUE nonostante l’insistenza di Mazzarri si vede che non è a suo agio nella posizione centrale accanto al Gallo. I primi 45’ sono da dimenticare, poi con l’ingresso di Ljajic è il primo a beneficiarne, ritrova anche lui l’ispirazione e mette a segno il decimo gol stagionale dopo un lungo digiuno.

BONIFAZI esordio in campionato fortunato e tranquillo per il baby under 21: nel secondo tempo la partita è a senso unico e non deve faticare granché per contenere gli avversari. Tuttavia controlla bene Padoin e amministra i palloni che tocca con giocate semplici e senza sbavature.

OBI poco da dire per quanto riguarda il nigeriano che gioca appena un quarto d’ora ma che fa in tempo a timbrare il suo quinto gol stagionale spingendo agevolmente oltre la linea di porta l’intuizione di capitan Belotti.

Cagliari-Torino: stabili

BELOTTI disputa anche lui una gara in crescendo, nel primo tempo è generoso ma non ha occasioni. Nel secondo la sua caparbietà lo porta a trascinare la squadra ed a creare buone opportunità: in una di queste coglie il palo prima del tap in di Falque, poi regala un gol facile facile a Obi. Bene anche in campo aperto.

SIRIGU conferma ancora una volta le sue qualità deviando con la punta delle dita una conclusione rasoterra di Padoin destinata all’angolino nel primo tempo e tenendo a galla il Torino. Poi si allunga su un tiro di Sau dimostrando ottimi riflessi. Qualche problema nei rinvii ma è un caposaldo di questa squadra.

RINCON ha un buon avvio con l’inserimento che offre a Baselli un’opportunità colossale dopo pochi minuti, poi arretra il suo baricentro badando a controllare Barella e compagni. Disputa la solita partita di contenimento fermando molto bene con esperienza Ceter che cerca di involarsi verso Sirigu nel finale di gara.

BURDISSO impiegato come centrale nella difesa a tre fa il suo districandosi e guidando bene il reparto senza patemi. Si affaccia anche in area avversaria con tentativi di sponde per i compagni e conclusioni aeree personali su azioni d’angolo e nella ripresa fa da chioccia all’esordiente Bonifazi.

BASELLI un’autentica metamorfosi quella compiuta tra i due tempi per il mediano: assolutamente negativa la prima frazione con errori in serie, da quello sotto porta alla gestione di tutti i palloni a disposizione, positivo nella ripresa da uno splendido lancio per Falque alle giocate con cui innesca terzo e quarto gol.

MORETTI perfettamente a suo agio nella sua posizione di sinistra nella difesa a tre, pulisce bene l’area di rigore sia di testa che di piede prendendosi qualche rischio con Castan a fine primo tempo. Come gli altri compagni del pacchetto arretrato rappresenta l’usato sicuro.

DE SILVESTRI qualche disattenzione anche per lui nella marcatura di Padoin, fatica a trovare la posizione giusta ed affonda poche volte anche se in una di queste è bravo di testa a servire un buon pallone a Falque che poi serve a Ljajic l’assist del raddoppio. Poco altro ma la prestazione di tutta la squadra salva pure lui.

Cagliari-Torino: chi scende

N’KOULOU la classe, la tecnica sono sempre quelle e non si discute. Tuttavia non sembra adattarsi perfettamente nella difesa a tre poiché commette un paio di svarioni e di ingenuità su Padoin che gli va via agevolmente. Gioca solo un tempo per malanni alla caviglia, sono i primi 45’ che salta in campionato!

ACQUAH reduce dall’erroraccio contro la Fiorentina, bada a non commettere altri errori grossolani e, a parte qualche entrata ruvida delle sue, si limita a giocate semplici e a qualche ripartenza. Benino in fase di contrasto ma finché c’è lui in campo la fluidità della manovra ne risente.

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poggiardo granata69
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poggiardo granata69

spero che una volta x tutte si sia capito che questo Toro non possa fare a meno di ljaic.da quando è entrato lui anche Belotti e falque ne hanno giovato e con loro inevitabilmente tutta la squadra.di chi sia la colpa del non far giocare Adem non lo so,spero solo… Leggi il resto »