Una strada necessaria

di Carlo Quaranta - 7 Aprile 2018

Torna il consueto appuntamento con il il Borsino di Carlo Quaranta: ecco chi sale e chi scende dopo Torino-Crotone 4-1 di mercoledì

Nel valutare il nuovo momento positivo del Toro nelle considerazioni occorre tener presente che il mutamento del calendario ha sparigliato un po’ le carte, probabilmente a beneficio dei granata che ora, con due vittorie consecutive, tornano a respirare un’aria più lieve, di rinascita primaverile si potrebbe osare di dire. Chissà cosa sarebbe accaduto però se questa partita fosse stata giocata quel 4 marzo, dopo la sconfitta col Verona e con un Ljajic in meno e un Belotti ancora incupito. Magari si sarebbe vinto ma probabilmente senza lo stesso entusiasmo portato in dote dal poker di Cagliari e poi le partite contro Roma e Fiorentina avrebbero potuto rimettere di nuovo tutto in discussione nella consueta altalena di emozioni scandite dai risultati. Invece le due vittorie roboanti con quattro gol ciascuna (era dal 1967, dai tempi della tragica morte di Meroni, che il Torino non riusciva a compiere una tale impresa), il ritorno in campo di Ljajic e quello al gol di Belotti, il nuovo modulo e la voglia di giocare, correre e divertirsi che hanno mostrato i giocatori in campo fanno vedere le cose sotto una nuova luce tanto che il Gallo nel post partita si è lasciato andare a proclami europei, legittimi dal punto di vista di chi scende in campo e deve avere sempre gli stimoli giusti per motivarsi.

Ora, all’allenatore spetta l’onere di tenere alto il morale del gruppo, pungolare e valutare ogni singolo giocatore senza preclusioni (come ha dimostrato nelle ultime giornate), prendere atto che con questo nuovo schema si gioca meglio, si subisce meno e che con Ljajic in campo ne beneficiano anche Falque e Belotti. La prossima partita contro l’Inter costituirà il terzo indizio, quello decisivo, per capire se la strada intrapresa è quella giusta. Di certo occorre percorrerla senza paura di lasciare qualcuno indietro: Mihajlovic pagò dazio per aspettare Niang, Mazzarri non ha lo stesso obbligo morale poiché non è stato lui a volerlo a tutti i costi. Ai tifosi, infine, spetta l’onore di incitare i ragazzi a fare sempre meglio facendo sentire loro tutta la vicinanza possibile: è l’unica cosa che si può fare per invogliare quelli che ci sono già a rimanere e magari altri buoni giocatori a indossare una maglia che ha accomunato uomini estrosi e perbene come Meroni e Mondonico. Il resto deve farlo la Società.

Torino-Crotone, il Borsino: chi sale

BELOTTI non solo per il ritorno al gol e la tripletta: ciò è solo la conseguenza della crescita costante a cui abbiamo assistito e che abbiamo evidenziato nei precedenti articoli. Sono il modo di muoversi, la cattiveria sotto porta, la fiducia che si nota nel tentare la giocata a dimostrarlo. La generosità non era mai mancata ma si può dire che da adesso inizia finalmente il suo campionato.
LJAJIC conferma quanto di buono detto dopo gli spezzoni contro Fiorentina e Cagliari. Sembra essersi calato nella parte giocando in varie posizioni in mezzo al campo e dettando sempre il passaggio. Prestazione buona impreziosita da due assist su calci da fermo che rappresentano il pezzo pregiato del suo repertorio. Ora ci si aspetta la consacrazione in partite difficili, a partire dall’Inter.
BONIFAZI prima partita da titolare per il ventunenne difensore reatino che se la vede con il prestante Simy: tutto sommato regge bene l’urto senza tradire particolari emozioni, intercettando diversi palloni ed ostentando una certa sicurezza. Superato solo una volta – ma pericolosamente – nel gioco aereo dal nigeriano che coglie la traversa.
FALQUE anche lo spagnolo beneficia della presenza di Ljajic e si diverte tentando le giocate, a volte anche lezioso. Tuttavia è anche concreto poiché timbra un bel gol che indirizza la partita e sforna l’assist per il quarto. In più disturba gli avversari quando serve e sa autogestirsi. Sembra piuttosto evidente ormai che l’assetto giusto è questo con lui, Ljajic e Belotti.
BASELLI gioca più arretrato rispetto alle ultime partite occupandosi della fase di prima costruzione della manovra. Lo fa con efficacia arrivando anche ad innescare con bei filtranti Falque e Belotti sulla trequarti. Si avvicina alle migliori prestazioni e al gol alzando però troppo la mira di testa in area.
BARRECA un’altra mezzora a disposizione per recuperare il tempo perduto in questa stagione un po’ sfortunata. Il terzino è velocissimo nel proporsi in avanti per sfruttare la sua freschezza in contropiede (ma talvolta è ignorato dai compagni), meno reattivo nel ripiegamento, Faraoni va in gol indisturbato nella sua zona di competenza.

Torino-Crotone, il Borsino: gli stabili

SIRIGU se la cava nelle uscite alte anche se è in ritardo nell’occasione che porta Simy ad anticiparlo e a colpire la traversa di testa su azione da calcio d’angolo. Attento anche trai pali, disinnesca un tentativo di Trotta che avrebbe potuto cambiare il corso del match.
MORETTI uno con la sua esperienza una partita del genere avrebbe potuto giocarla bendato. Alla quarta consecutiva da titolare, imbriglia con esperienza e lucidità gli avversari: pressing alto, tackle e giro palla sono più che sufficienti. Merita solo applausi e magari un prolungamento di contratto nonostante l’età.
ANSALDI sulla falsariga della prestazione di Cagliari, offre un buon contributo a sinistra chiudendo con opportune diagonali nella propria area e cercando il cross sul versante opposto. Più in ombra nella seconda parte di gara quando passa a destra lasciando la corsia sinistra a Barreca.
BURDISSO come il suo collega Moretti si occupa dell’ordinaria amministrazione facendo affidamento soprattutto sulla sua esperienza ed aiutando il giovane Bonifazi. Guida sapientemente la difesa tenendo lontani gli avversari ma nei minuti finali compie alcune sbavature e con un clamoroso “liscio” a centro area agevola il gol dei calabresi.
DE SILVESTRI non è ancora in forma dopo l’infortunio patito all’Olimpico contro i giallorossi ma stringe i denti per un’ora limitandosi comunque al controllo di Pavlovic e a dare una mano al giovane Bonifazi. Spinge poco ma per adesso non gli si può chiedere di più.

Torino-Crotone, il Borsino: chi scende

RINCON disputa una buona gara. Oltre ai consueti compiti di rottura e alle rincorse degli avversari, si fa vedere con buone iniziative sulla trequarti rossoblu con assist e cross interessanti. Tuttavia rimedia ingenuamente il cartellino giallo che gli farà saltare la sfida con l’Inter e per questo è il primo a disperarsi.

Torino-Crotone, il Borsino: i nuovi

BUONGIORNO la gioia per il debutto in serie A dura soltanto 5’. Lo sfortunatissimo difensore di Coppitelli si procura una sublussazione al gomito sinistro cadendo male dopo un contrasto con Simy e lasciando i granata in dieci negli ultimi minuti. E soprattutto salterà la finale Primavera contro il Milan.

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poggiardo granata69
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poggiardo granata69

finalmente con ljaijc dietro a Belotti e Falque si vede un altro Toro.l’assetto sembra quello giusto.speriamo almeno che in questo finale di stagione tutti daranno il massimo x fare bene

rotor
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rotor

Il resto deve farlo la societa’,molto divertente e utopistico l’articolista.Inoltre Burdisso e’alla frutta e Rincon mediocre e poco furbo,in diffida con la squadra in vantaggio si e’fatto ammonire per uno stupido fallo in area avversaria.

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