Vittorie grazie agli uomini e agli schemi più appropriati

di Carlo Quaranta - 11 Aprile 2018

Torna il consueto appuntamento con il il Borsino di Carlo Quaranta: ecco chi sale e chi scende dopo Torino-Inter 1-0 di domenica

È stata una vittoria old style quella contro l’Inter domenica al Grande Torino. Una di quelle vittorie brutte che tanto piacevano ad Emiliano Mondonico con il quale i granata avevano vinto l’ultima volta tra le mura amiche contro i nerazzurri milanesi nell’ormai lontano 1994. Una vittoria arrivata al termine di una gara pugnace, sofferta, con tanto di chiusura in trincea ma anche con scorribande di qualità, e in fin dei conti aperta fino alla fine a qualsiasi risultato. Come contro il Verona o la Fiorentina ad esempio che invece il Torino ha perso anche se va sottolineato, ad onor del vero, che in quelle circostanze non era sceso in campo un Toro altrettanto concentrato e determinato, anzi…

Ancora una volta sugli scudi la prestazione del match winner Adem Ljajic che ha ancora una volta spostato gli equilibri con la sua classe meno anarchica ma più efficace e a servizio dei compagni. Ma anche gli altri hanno dato tutto e giocato da squadra, aiutandosi, accorciando compatti sempre con la massima concentrazione. Sirigu, N’Koulou, Burdisso e Moretti hanno alzato un muro invalicabile in difesa, aiutati dagli esterni De Silvestri e Ansaldi molto più propensi a difendere che ad attaccare ma che nelle poche volte in cui lo hanno fatto sono stati letali con gli assist per il gol ed il quasi gol di Ljajic. Tanta corsa ed abnegazione anche nelle prestazioni dei mediani Baselli ed Obi e lo stesso Falque ha giocato qualche metro più indietro del solito tanto che il modulo adottato è sembrato più un 3-4-2-1 che un 3-4-1-2. E poi il Gallo che non ha segnato ma che ha costantemente tenuto in ambasce i difensori interisti costringendoli al fallo e all’ammonizione e sfiancandosi pur di sfiancarli.

Ora tornare a parlare di svolta, di cambio di marcia, di rincorsa all’Europa sarebbe fuorviante ma vi è comunque la fondata impressione, al di là dei moduli, della fortuna e di considerazioni varie che domenica sia scesa in campo la migliore e più equilibrata formazione possibile che la rosa del Torino quest’anno possa permettersi a patto, ovviamente, che tutti si sacrifichino e giochino al massimo delle loro potenzialità. I prossimi esami saranno di quelli davvero tosti a partire dalla trasferta in casa di un agguerritissimo Chievo a caccia di punti salvezza e reduce da una sconfitta beffarda a Napoli. Ma il Torino parte da nuove certezze, da una ritrovata quadra che ha permesso di inanellare tre vittorie consecutive facendo affidamento su una difesa solida e su un attacco in grado di bucare un Inter che non subiva gol da 517’.

Torino-Inter, il Borsino: chi sale

SIRIGU      che bel modo per festeggiare il gettone numero 100 in serie A! Straordinario tra i pali dove si oppone in modo superlativo ad Icardi e con grande efficacia sulle varie conclusioni di Candreva, Skriniar, Karamoh. Un unico errore in avvio con un’uscita improvvida che per fortuna Perisic non trasforma in gol. Portiere da Nazionale!
LJAJIC        fin troppo facile ora acclamarlo e sottolineare che ha timbrato la bellissima vittoria sull’Inter e che da quando è tornato a giocare ha già sfornato due gol e tre assist ed i granata con lui in campo hanno sempre segnato. Ma ha dato un contributo importante anche nella costruzione del gioco e ha notevolmente limitato le distrazioni che in passato lo hanno molto penalizzato. Anche se avrebbe potuto sfruttare meglio la seconda chance avuta domenica…
N’KOULOU    il fotogramma della partita è il suo intervento in acrobazia con il quale ricaccia il pallone sulla linea di porta a metà ripresa. Ma sebbene sia il più apprezzato non è stato quello l’unico intervento degno di nota all’interno di una partita quasi perfetta che lo ha visto protagonista assoluto nell’area granata. Acquisto top già riscattato.
MORETTI    prestazione generosa ed intelligente per il 37enne capitano morale di questa squadra che sotto gli occhi del suo mentore Ventura presente in tribuna dimostra ancora di saper dire la sua anche in partite dal coefficiente alto di difficoltà, quando non ci si può permettere la minima distrazione. Mette la museruola a Candreva e al giovane Karamoh. Unica sbavatura quando Perisic lo sovrasta di testa in area.
BASELLI    il centrocampista dà tutto spendendosi in ogni zona del campo ed esaltandosi quando chiude con interventi provvidenziali in area e quando riparte e tenta la giocata. Guadagna punizioni importanti e limita bene Borja Valero. Alla fine è esausto ed esce per i crampi.
BURDISSO     prestazione di spessore per uno dei numerosi ex di turno che esordì in maglia granata proprio nella partita di andata. Puntuale nelle chiusure, soprattutto in quelle aeree, onnipresente in area di rigore e nel dare una mano ai compagni. Concede al vicecapocannoniere del torneo Icardi solo una chance nel primo tempo.
DE SILVESTRI      protagonista in zona d’attacco con l’assist del gol vittoria e due conclusioni verso Handanovic, una delle quali con un colpo in acrobazia degno dei più celebrati campioni. Per il resto tanta corsa e la giusta attenzione su D’Ambrosio e Perisic. In ripresa rispetto alle ultime uscite, si è esaltato anche lui nelle difficoltà.

Torino-Inter, il Borsino: stabili

BELOTTI         dopo la scorpacciata di mercoledì resta a digiuno ma partecipa attivamente all’azione del gol ed il suo peso si vede tutto nelle sue giocate utili a far salire la squadra, nelle punizioni conquistate e nelle ammonizioni procurate agli avversari. Bene anche nel lavoro di sponda per i compagni. È tornato il gladiatore fondamentale per questa squadra.
ANSALDI    altro ex della partita che si fa rispettare e forse anche rimpiangere. Non fa chissà cosa, si limita a controllare Cancelo concedendogli poco ed è l’unico a sparare lontano i palloni conquistati nella parte finale della partita cercando di rischiare il meno possibile. Ottima poi la ripartenza che Ljajic non riesce a trasformare in gol ad inizio
ripresa.
OBI     si fa apprezzare per la continuità di rendimento nell’arco dell’intero incontro e ciò non è roba di poco conto considerando i frequenti alti e bassi e guai fisici del nigeriano. Anche lui generoso ma anche pratico quando deve ripulire e prezioso sulle seconde palle.
FALQUE     non offre spunti particolarmente interessanti. Qualche tentativo di assist per Ljajic non andato a buon fine, una bella apertura per Ansaldi, la solita buona visione di gioco complessiva ma senza brillare. Più apprezzabile il lavoro oscuro a copertura della zona arretrata rispetto a quella di sua competenza.
EDERA     il baby granata entra con buona personalità, si destreggia bene anche se talvolta vuole strafare con la palla tra i piedi. Tenta anche un tiro a giro che però si rivela innocuo. In fin dei conti dopo le positive prestazioni con gol all’Olimpico contro Roma e Lazio, anche quelle culminate in una vittoria, si rivela pure lui un amuleto.

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poggiardo granata69
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poggiardo granata69

l’avevo sempre detto che il Toro non poteva fare a meno di ljaijc non solo tatticamente ma anche mentalmente.non so se vi siete resi conto che con lui ho campo anche Belotti sembra rinato.vero vittoria old stile ma sono quelle vittorie che mi piacciono.

mas63simo
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mas63simo

sono riuscito a vedere finalmente oggi almeno il secondo tempo ma l’ho notato solo io che il Gallo brontolava a parole e a gesti un po con tutti, mi sembra un pochetto nervoso.

mas63simo
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mas63simo

…..per tutti intendo compagni di squadra.

Mimmo75
Ospite
Mimmo75

Concordo con Quaranta: il 3412 è probabilmente il miglior modulo possibile con questa rosa. La quadra tattica parrebbe trovata, la gara contro il Chievo ci dirà se anche quella mentale è stata finalmente raggiunta. La poca costanza nelle prestazioni e nei risultati è stato infatti uno dei problemi di questa… Leggi il resto »

mas63simo
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mas63simo

Vincere a verona sarebbe il minimo se non ci chiamassimo Toro. Carpi insegna.

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