La convinzione fa la differenza: il borsino granata

di Carlo Quaranta - 30 Gennaio 2019

Ecco chi sale e chi scende dopo Torino-Inter, prima gara interna del girone di ritorno terminata 1-0: il borsino granata

Non v’è dubbio che quella di domenica sia stata una partita speciale: si giocava allo stadio “Grande Torino”, un nome altamente evocativo, il giorno dopo le celebrazioni per il centesimo compleanno di Capitan Valentino e l’avversario di turno era l’Inter, squadra con la quale il figliolo Sandro ha giocato e vinto tanto segnando un’epoca e contro la quale gli Invincibili disputarono la loro ultima partita ufficiale. E così anche la vittoria da molti inattesa ha un sapore speciale non soltanto perché fondamentale sia per la classifica che per il morale ma soprattutto poiché è giunta attraverso una partita da Toro, essendo stata da corredata da grinta, determinazione, tenacia, voglia, quelle qualità che hanno sempre contraddistinto i colori granata e al termine di una partita molto tattica che Belotti e compagni hanno dominato fisicamente.

Tutti hanno ben giocato e figurato ma una menzione particolare meritano Izzo, Belotti e Rincon novelli simboli di “tremendismo 2.0” (sia detto pure tra virgolette per non essere accusati di blasfemia) che hanno interpretato una partita di eccezionale generosità e sacrificio moltiplicando le energie e facendosi trovare ovunque e contro i quali nulla hanno potuto i tentativi tattici di Spalletti che nel corso della gara ha provato a cambiare più volte la disposizione tattica dei suoi.

Torino-Inter 1-0: il borsino granata

La metamorfosi di Rincon tornato ai livelli di quando era al Genoa e che rispetto alla passata stagione sembra un leone, l’impeto e il carisma di Izzo la cui presenza (a differenza della partita contro la Roma) ha costituito un valore aggiunto importantissimo così come riconosciuto pubblicamente da Mazzarri, la carica agonistica che riesce ad imprimere Belotti con le sue azioni dirompenti (e per averne un’idea basta comparare la sua prestazione con quella del pari ruolo e grado Icardi) hanno rappresentato propellenti efficaci per gli altri compagni che hanno offerto con crescente convinzione il proprio contributo per il raggiungimento dell’impresa.

È questo lo spirito giusto, questa l’osmosi che deve esserci e che deve coinvolgere tutti, dal magazziniere al presidente, dallo staff dirigenziale a quello tecnico, da chi gioca di meno a chi gioca sempre, dai medici allo speaker che si sgola, dai tifosi più esigenti a quelli più accomodanti, al di là delle fantasie di mercato, dei moduli tattici e di altri dettagli simili: uniti e determinati si può.

Torino-Inter: chi sale

IZZO disputa una partita impeccabile in difesa, annulla Icardi prendendogli il tempo con ottimi interventi e la impreziosisce addirittura con il gol partita. Un rientro coi fiocchi dopo la giornata di squalifica che fa capire quanto ormai sia leader imprescindibile per questa squadra.

RINCON che progressi costanti per il venezuelano, un altro giocatore rispetto ad un anno fa! Con Izzo e Belotti è colui che incarna lo spirito Toro lottando su ogni pallone, recuperandone tanti e sfiancandosi a destra e a manca per aiutare i compagni. Se i granata sovrastano i nerazzurri a centrocampo gran parte del merito è suo.

BASELLI importante rientro, gioca l’ultimo quarto d’ora con autorevolezza, convinzione ed efficacia ed è protagonista nel liberare la propria area con contrasti vincenti ed uscite palla al piede da applausi.

BELOTTI autentico capitano e trascinatore, onora la fascia che fu di Valentino il quale sarà stato certamente soddisfatto per l’ardore, la determinazione e la capacità con la quale si carica i compagni sulle spalle: dà l’esempio e rincorre gli avversari a tutto campo, si rende utile in difesa, recupera palloni, innesca ripartenze, ingaggia duelli rusticani con De Vrji e fa la sponda per i compagni. Più che attaccante, un tuttocampista.

Torino-Inter, stabili

ANSALDI conferma il buon stato di forma e la sua attitudine a giocare anche nel ruolo di interno superando anche la prova contro i nerazzurri dopo quella con i giallorossi. Si districa con successo tra più avversari ed ha visione di gioco, forse potrebbe migliorare nei tempi dell’ultimo passaggio.

DJIDJI inizio con qualche brivido per il francese ma ben presto si riprende ed anzi a tratti sembra il suo compagno N’koulou per la pulizia, l’eleganza e la perfetta scelta di tempo negli interventi anche in area di rigore. Regge anche ad un problema muscolare stringendo i denti fino alla fine.

LUKIC non era facile rientrare da titolare dopo l’infortunio trovandosi di fronte gente come Vecino, Brozovic o Joao Mario. Il giovane serbo non sfigura e si dimostra un valido alleato per i più esperti Ansaldi e Rincon, ha buon senso della posizione anche se è ancora un po’ lento e leggero nei contrasti.

N’KOULOU solita roccia invalicabile, soprattutto sulle palle aeree. Sapiente guida difensiva che detta i tempi e sbroglia situazioni con disarmante semplicità e praticità. Una sbavatura nel finale non compromette tuttavia una prestazione all’altezza.

ZAZA talvolta si fa prendere troppo dalla foga ma è un difetto di cui si era già a conoscenza. Tuttavia la sua prestazione è volitiva anche se nemmeno lui ha grosse occasioni da rete da poter sfruttare: quando viene servito in profondità viene sempre murato al momento della conclusione. Fiducia e morale leggermente in crescendo ma ancora non si sblocca.

SIRIGU impegnato solo durante il primo tempo, sventa due minacce sui tiri di D’Ambrosio ed Icardi. Consueta affidabilità e sicurezza nella gestione di ogni situazione. Bene nelle uscite alte, da rivedere nei rilanci.

DE SILVESTRI non è la gara nella quale mettersi in evidenza anche se al pronti via prova a pungere con una deviazione aerea in area interista. È comunque attivo nel primo tempo, più guardingo invece nel secondo quando svolge il suo compito tattico su Dalbert e Joao Mario senza particolari patemi.

AINA dalle sue parti i nerazzurri sfondano maggiormente e il nigeriano soffre un po’ rischiando e commettendo anche qualche errore in uscita in zona calda. Messo in difficoltà da D’Ambrosio e Politano in fase difensiva (dove deve ancora migliorare tanto), poco attivo e preciso in quella offensiva.

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poggiardo granata69
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poggiardo granata69

contentissimo x la vittoria ma sopratutto x come abbiamo interpretato la gara.magari non giocando una partita memorabile,ma sicuramente efficace.sono anche contento x i giocatori che ha menzionato Carlo Quaranta;Belotti,Rincon e Izzo.certo il Capitano non lo scopriamo adesso,e sappiamo tutti che se gioca come sa e un valore aggiunto a questo… Leggi il resto »

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Basta parlare della gara con l’Inter: bisogna necessariamente battere Spal e Udinese e comunque, guardando anche il calendario delle altre, al massimo scaleremmo un paio di posizioni e poi ci tocca il Napoli. Due vittorie che aggiunte a quella sull’Inter farebbero 3 consecutive, ridarebbero grande fiducia a tutto l’ambiente. Importantissimo,… Leggi il resto »

LeovegildoJunior
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LeovegildoJunior

E’ stata un’ottima partita senza dubbio, giocata con grinta e determinazione e su questo non si può che essere contenti. Tuttavia il gol è stata una combinazione di un cross da angolo calciato male, alto e sbilenco, che nemmeno all’oratorio; di un rimpallo fortunoso che ha impresso una traiettoria strambissima… Leggi il resto »

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