Toro: motivazioni e compattezza le basi per riemergere

di Redazione - 23 Gennaio 2019

Il borsino granata di Carlo Quaranta: ecco chi sale e chi scende dopo la sfida con la Roma e in attesa di quella con l’Inter

Nella doppia sfida contro la Roma i granata hanno dimostrato di non essere così inferiori ai giallorossi, quantomeno certamente di meritare di raccogliere qualche punto: molte le analogie tra le due gare tra cui spiccano i due possibili penalty non concessi alla squadra di Mazzarri (su Falque nella partita di andata, su Belotti in quella di ritorno). La sensazione generale, soprattutto ad inizio ripresa, osservando lo sviluppo del gioco, era addirittura che il Torino la partita avesse potuto vincerla o almeno pareggiarla. Stessa sensazione di bilico dell’andata, stesso risultato negativo. Allora c’è da chiedersi perché, ancora una volta, le gare più equilibrate i granata le perdono o al massimo le pareggiano: possibile che sia solo a causa degli errori individuali che capitano sempre e soltanto ai giocatori con la maglia granata? Solo a causa dei torti arbitrali?

Le assenze di alcuni titolari è una scusante che può forse reggere in parte per l’ultima partita ma le motivazioni complessive a quest’andazzo vanno certamente ricercate altrove. Non si pretendeva di vincere ma, se a conti fatti, nonostante tutto non demeriti, perché ineluttabilmente perdi? Di solito, per una questione statistica, gli episodi dovrebbero girare in entrambi i sensi, talvolta a favore talaltra contro. E invece… Allora mancanza di esperienza? Di concentrazione costante? Di fame? Di cattiveria agonistica? Basta vedere il primo gol subìto da un calciatore che riesce a tirare per ben due volte da terra senza la minima reattività da parte dei granata per capire la mollezza, l’esito finale. Se poi dimostri che riesci pure a reagire – nonostante le assenze, l’astinenza degli attaccanti, la preoccupante involuzione di Iago Falque – e che quindi i mezzi ce li hai non puoi che far aumentare il rammarico e la rabbia perché capisci che sei lì ma ti manca sempre quel qualcosa che non riesci bene a individuare o che non vuoi risolvere.

Come se ne può uscire? La risposta sembra banale ma sta nell’unità di intenti e nella compattezza del gruppo e dell’ambiente in generale: dirigenza, staff tecnico, calciatori, tifosi. Come in ogni famiglia, l’unica possibilità per ritrovare la rotta giusta risiede nel remare nella stessa direzione incoraggiandosi e motivandosi l’un l’altro, anche quando si sono commessi degli errori. Perché se si litiga, si iniziano ad attribuire colpe, si cerca sempre un capro espiatorio vuol dire che è già finita.

Roma-Torino: chi sale

ANSALDI non è la prima volta che Mazzarri lo schiera nella posizione di interno in mediana. L’argentino, considerando tutte le difficoltà (tra inferiorità numerica e tecnica del centrocampo granata), risponde alla grande non solo per il gol con il quale timbra il momentaneo pareggio ma anche per altre buone intuizioni.
BERENGUER appena 10’ ma impossibile non notare la scossa che il furetto spagnolo riesce a dare alla squadra. Scatti, dribbling, cross-assist in area per Belotti e recupero importante al limite dell’area granata. Insomma col senno del poi avrebbe dovuto giocare di più.

Roma-Torino: stabili

RINCON partita dai due volti per el General che fa fatica nel primo tempo contro l’esuberante Zaniolo ma prende le misure nella ripresa galvanizzato anche dal bel gol cercato con un preciso tiro a giro con il quale riapre la partita. Da considerare soprattutto che ha dovuto giocare in una mediana reinventata, con modulo e compagni diversi dal solito.
NKOULOU certamente il migliore della retroguardia granata: gioca bene su Dzeko anticipandolo spesso, sempre ben piazzato in area di rigore, mette pezze ovunque limitando il passivo che tuttavia resta comunque pesante. Non manca qualche liscio o incertezza per eccesso di confidenza ed è correo sull’incredibile gol di Zaniolo.
DJIDJI ha qualche passaggio a vuoto nel primo tempo ma rispetto a Lyanco si nota la sua maggior abitudine a giocare. Kluyvert non gli procura grossi grattacapi e nel finale tiene in partita i suoi murando un tentativo ravvicinato a botta sicura di Zaniolo. Da migliorare gli automatismi con Aina.
AINA si fa valere con il pallone tra i piedi soprattutto nella fase di ripartenza: dimostra ancora una volta ottime capacità di corsa e progressione e proprietà di mezzi tecnici importanti. Al tempo stesso conferma di avere delle pecche nell’ultimo tocco, quello decisivo, e di non saper approfittare fino in fondo delle situazioni. Da matita blu la gestione complessiva sul gol di Zaniolo.

Roma-Torino: chi scende

DE SILVESTRI poco presente in fase di spinta poiché preoccupato di controllare Kolarov e di dare una mano a Lyanco su El Shaarawy. Il risultato è che non riesce a far bene nessuna delle due fasi disputando una gara insufficiente. L’unico merito è nel cross che origina il gol di Ansaldi.
BELOTTI non per il presunto gol mancato che non era facile né per l’impegno che non gli difetta mai. Gioca a tutto campo, va a difendere, recuperare, crossare, fa pure un assist al bacio a Falque scambiandosi di ruolo ed anima ogni azione offensiva. Gli si può però rimproverare qualche errore tecnico nella gestione del pallone e l’insufficiente intesa coi compagni e paga ancora troppo le avverse decisioni arbitrali.
SIRIGU certamente prendere tre gol in una partita, uno dei quali da un avversario che calcia per due volte disteso a terra non può che dargli un tremendo fastidio. In più causa un rigore con un’uscita avventata su El Shaarawy leggendo male i tempi dell’azione e sbaglia qualche rinvio di troppo. Non manca qualche intervento positivo su Schick e Dzeko ma ci ha abituati meglio.
EDERA Mazzarri gli concede un quarto d’ora e una piccola chance di lasciar traccia in uno stadio che lo scorso anno lo vide già protagonista. Stavolta non riesce ad incidere e, considerate le poche possibilità di utilizzo, il passaggio in prestito ad un’altra squadra appare sempre più scontato.
PARIGINI ha la possibilità di giocare da titolare ma in ruoli inediti: agisce per buona parte del match da trequartista, in posizione più accentrata, poi da esterno alto. Mette un buon pallone a centro area ed ha i riflessi pronti sul tiro gol di Ansaldi, inesperto in marcatura e interdizione ed è sempre troppo innamorato del pallone.
LYANCO dopo un discreto match in coppa Italia contro la Fiorentina, torna titolare in campionato contro la Roma per sostituire Izzo. Compito difficile per il brasiliano a cui El Shaarawy scappa via in più di un’occasione diventando il mattatore di giornata. Tra l’altro rischia anche un rigore ingenuo. Bene con il pallone tra i piedi, acerbo in marcatura.
ZAZA entra al posto di Falque sul 2-1 ma pur avendo a disposizione quasi un tempo non si vede quasi mai. Non entra nell’azione del gol di Ansaldi né ha occasioni per essere pericoloso. Fatica a trovare spunti e posizione, tutt’al più ne crea qualcuno a beneficio di Belotti. Il tempo passa ma i risultati non si vedono.
FALQUE un’altra partita sottotono per lo spagnolo che da tempo non è all’altezza delle sue potenzialità. Fuori dal gioco, passaggi lunghi, nessuno strappo o assist importante. Anzi, è lui a sprecare malamente quello di Belotti che a fine primo tempo lo mette a tu per tu con Olsen. Poi si innervosisce per la sostituzione. Se continuerà così (e rimarrà l’unica arma granata nel suo ruolo), il Torino vedrà presto azzerate le chances europee.

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Giankjc (più Toro e meno guinzagli&collari)
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Giankjc (più Toro e meno guinzagli&collari)

cairo vattene e portati via queste frattaglie

Denis-Joe
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Denis-Joe

ok motivazioni e compattezza e qualunque altra dote vogliate, ma qui è necessario vincere con l’Inter per non perdere il passo con gli altri.
Battiamo l’Inter e poi ne riparliamo, altrimenti è solo aria fritta e possiamo cominciare a guardare al prossimo campionato.

poggiardo granata69
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poggiardo granata69

infatti il Toro visto sabato non è sembrato inferiore alla Roma.avremmo potuto pareggiare o anche vincere,ma, vuoi x inesperienza o x sfortuna alla fine si è perso.certo non ci si deve attaccare alle assenze,ma quando ti vengono a mancare Izzo,Baselli, Meite e le alternative Lukic e Moretti qualcosa in qualità… Leggi il resto »