Torna l’appuntamento con il Borsino di Carlo Quaranta: ecco chi sale e chi scende dopo la partita di mercoledì contro la Fiorentina

Difficile parlare di sfortuna dopo un 3-0. Eppure a Firenze a sprazzi si è intravisto qualcosa di positivo come testimoniano i primi minuti di entrambi i tempi e la reazione dopo il primo gol subito. E le due traverse colpite sempre sul risultato di 1-0 in favore dei padroni di casa. Poi la partita, dopo il secondo gol, è girata male ed ha assunto i contorni della disfatta con il rigore e la conseguente espulsione di Barreca ad un quarto d’ora dalla fine. Eppure se ci si sofferma ad analizzare i primi 60’…

Certo, niente di assimilabile a quel sacro furore agonistico in onda esattamente un anno fa nell’ormai consueto doppio confronto ravvicinato di inizio autunno contro Roma e Fiorentina. Ma qualcosa a cui aggrapparsi per cercare di salvare il generale Mihajlovic in attesa del ritorno, a quanto pare imminente, del soldato Belotti il cui infortunio è coinciso con la rimonta veronese e le successive tre partite in cui la crisi è diventata conclamata e senza il quale l’allenatore serbo non ha mai vinto, neppure nel corso della passata stagione. Il Gallo resta il miglior interprete di quello spirito e di quella voglia agonistica invocata anche da Petrachi in questi giorni mentre paradossalmente i calciatori che ha fortemente voluto il tecnico sono o troppo discontinui (Ljajic) o troppo molli (Niang). Poi restano da considerare gli altri infortunati, da Ansaldi a Lyanco, da Obi ad Acquah (già in panchina a Firenze) cui si aggiungeranno per la partita contro il Cagliari gli squalificati Rincon e Barreca.

Insomma certamente non un buon viatico per il bivio a cui si troverà di fronte fra poche ore Mihajlovic e più in generale il Torino costruitogli su misura in estate. Forse sì, è vero ciò che ha sostenuto lui stesso a fine partita, pensava di avere in mano una squadra più matura e tutti probabilmente, da tifosi ad addetti ai lavori, hanno sopravvalutato le potenzialità di questa rosa per la quale persino un Presidente solitamente cauto come Urbano Cairo ha speso parole importanti indicandola come la migliore degli ultimi vent’anni. Ora la delusione e gli alibi devono necessariamente lasciare spazio ad una reazione positiva poiché non battendo il Cagliari (la giornata successiva i granata faranno visita all’Inter) non pagherà solo Mihajlovic con un probabile esonero ma l’intera stagione del Torino sarà ormai compromessa e con essa ambizioni ed investimenti.

STABILI:
VALDIFIORI più che per quanto fatto vedere in campo (il suo ingresso è avvenuto subito dopo il raddoppio viola), la sua posizione potrebbe essere rivalutata per il futuro prossimo, sia che resti Sinisa Mihajlovic e si decida a giocare con un centrocampo a tre sia che arrivi un altro allenatore. I guai fisici sembrano alle spalle.
SIRIGU chiamato a compiere più interventi del solito si fa trovare pronto respingendo conclusioni insidiose di Chiesa, Benassi e Babacar. Forse poteva indirizzare meglio la respinta in occasione dell’azione del rigore, per il resto non gli si può imputare nulla.
BERENGUER entra ad inizio ripresa e subito dimostra di poter essere pronto al riscatto dando il la con una bella discesa all’azione che Niang conclude centrando la traversa, poi però piano piano si spegne tornando ad essere il giocatore che non riesce a controllare facili palloni.
DE SILVESTRI continua nel suo momento poco positivo sebbene stavolta non faccia danni. E’ comunque messo in difficoltà da Thereau e poi da Eysseric e Chiesa e non prova mai la discesa per supportare le rare ripartenze granata. Una buona chiusura in diagonale e poco altro.
MORETTI un po’ in affanno in chiusura e ciò si nota sui due primi due gol di Benassi e Simeone. Allontana i palloni che vagano dalle sue parti soprattutto per vie aree ed ha la grande chanche, quasi inattesa, per rimettere subito in parità la gara ma non è fortunato.
LJAJIC prova a metterci impegno e classe ma in certe circostanze non bastano. Cerca di ricevere il pallone tornando fino a metà campo per poter ispirare la manovra offensiva, tenta la conclusione dal limite senza successo ed offre un pallone più che invitante a Niang nel cuore dell’area viola. Non ha opportunità su calcio da fermo.
BASELLI in avvio è piuttosto attivo, aiuta Rincon nei compiti di copertura con tackle puliti ed efficaci finché non prende un’ammonizione evitabile. Poi come al solito è impegnato nel compito di playmaker per cercare di costruire il gioco dalla propria trequarti, giocoforza si fa vedere poco in quella avversaria ma è sua un’illuminante apertura per Falque in area viola nella ripresa.

CHI SCENDE:
FALQUE al di sotto delle sue potenzialità. Nessuna invenzione e troppi sprechi: quando viene servito da un passaggio errato di Sportiello indugia troppo favorendo il ritorno degli avversari e quando deve mettere il pallone a centro area lo fa male vanificando tutto. Generalmente è tra i più affidabili, deve darsi presto una svegliata.
N’KOULOU il camerunense ha diversi passaggi a vuoto e non sembra più lo stesso difensore ammirato nelle prime uscite. Prestazioni in calo, sembra sfiduciato, appannato, sbaglia appoggi ed è in ritardo nelle chiusure sugli avversari.
RINCON il venezuelano commette qualche errore in uscita ma talvolta arriva sulle seconde palle sulla trequarti avversaria e cerca di recuperare palloni sporchi nella propria provando talvolta anche la giocata di prima. Tuttavia non riesce a contenere Benassi e soci ed entrando con troppa foga su Biraghi si becca ammonizione e conseguente squalifica.
NIANG avrebbe potuto cambiare la gara e le sorti sue e del suo mentore spedendo in porta anziché sulla traversa quella ghiottissima occasione ad inizio ripresa. Avrebbe potuto dimostrare di poter agire meglio nella posizione di attaccante centrale ma la sua imprecisione ha ormai i contorni di una sentenza.
BARRECA certamente l’espulsione con conseguente squalifica pesa nel suo giudizio personale. Poco prima era stato protagonista di un salvataggio provvidenziale su Simeone ma nel primo tempo non è stato esente da responsabilità sul gol di Benassi. Poche le incursioni.
SADIQ ancora una volta poco da rimproverargli sul piano dell’impegno ma anche poche attenuanti da concedergli se alla terza partita continua a fare innumerevoli falli, fintarsi da solo e ciccare clamorosamente palloni a due passi dalla porta. E difatti Mihajlovic non gli concede di giocare pure il secondo tempo.


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poggiardo granata69
poggiardo granata69 (@poggiardo-granata69)
4 anni fa

sono molto deluso da questo inizio di campionato,onestamente mi aspettavo di più.speriamo di invertire il trend e fare come l’Atalanta l’anno scorso

rimbaud
rimbaud (@rimbaud)
4 anni fa

Comunque non mi spiego come mai l’anno scorso almeno su certi campi passeggiavamo sfruttando i singoli e quest’anno facciamo pietà oltre ogni ogni dire. Miha non è mai stato un genio, ma l’involuzione è totale. Qualcuno sa spiegarsi il perché? Questione atletico

parmatoro
parmatoro (@parmatoro)
4 anni fa

t 20:41

Qualcuno mi dice per favore perché la maratona dovrebbe essere in mano allo società e quali gruppi la compongono …quelli pro e quello contro la società? Grazie

Ritrovarsi per non affondare

Con Belotti tornano anche i tre punti