Torna l’appuntamento con il Borsino di Carlo Quaranta: ecco chi sale e chi scende dopo la partita di domenica contro il Cagliari

La vittoria colta contro il Cagliari rappresenta il minimo sindacale per poter mettere a tacere le critiche e porre un punto alla crisi aperta dalla sconfitta nel derby. Tuttavia l’aspettativa circa il futuro prossimo del Torino di Mihajlovic resta in sospeso, rimandata ai prossimi esami: intanto perché è normale che sia così, i risultati contano in qualunque contesto ed in particolar modo per il mestiere dell’allenatore. E poi, fatto tutt’altro che trascurabile, perché il gioco espresso domenica sera non è stato convincente. L’eccessiva fatica a piegare la resistenza dei sardi (peraltro passati in vantaggio) è figlia magari dell’ansia che ha condizionato l’avvio di gara dei granata parsi fin troppo contratti fino alla sberla del gol subito o del diverso assetto messo in campo per la prima volta quest’anno in una gara ufficiale o anche della minirivoluzione negli uomini impiegati visti i numerosi rientri (Belotti, Ansaldi, Acquah, Obi e per certi versi anche Valdifiori).

Riguardo il primo aspetto non ci sarebbe da meravigliarsi, è comune a ogni squadra che si trova in tale situazione delicata. Semmai si potrebbe opinare che la reazione non è stata continua nemmeno dopo lo schiaffone preso né dopo il pareggio ritrovato, questo Toro ha troppe pause e troppe paure (e non è certo una novità, basti pensare a ciò che è accaduto dopo aver subito il secondo gol della Fiorentina o, tornando più indietro, il primo del Verona): questo aspetto è preoccupante poiché in ciò non c’è traccia del carattere sanguigno di Mihajlovic. Riguardo la seconda ipotesi – da tempo e da più parti invocata – si devono attendere ulteriori esami per avere una risposta perché il 4-3-3, per quanto più funzionale ed equilibrato, rappresenta pur sempre un equivoco tattico per Ljajic (il quale in effetti ha trovato le giocate migliori agendo centralmente e manifestando invece le solite difficoltà sulla fascia) e per Niang che rischia di vedere molte partite dalla panchina e di assumere in modo stabile lo status di oggetto misterioso (oltre che un lusso di circa 20 milioni!).

Infine il rientro degli infortunati, l’unico aspetto senza controindicazioni. Anzi, in particolare le qualità di Belotti (la cui sola presenza ha un effetto taumaturgico sulla squadra), Ansaldi e Obi hanno consentito al Torino di portare a casa i tre punti a termine di una gara nella quale il merito delle giocate dei singoli è stata certamente più determinante rispetto a un gioco corale ancora lontano dal definirsi accettabile e dal regalare solide certezze (ma neanche pie illusioni) ai tifosi. Così, se non si risolvono i problemi di cui sopra anche questo Torino resterà una squadra immatura ed incompiuta e la vittoria contro il Cagliari costituirà il classico brodino per l’ammalato. All’orizzonte c’è l’Inter e subito dopo la sosta il Chievo che diranno tanto, sugli scricchiolii della panchina del serbo e sulle reali potenzialità di questa squadra.

CHI SALE:
BELOTTI dopo nemmeno un mese dal grave infortunio è già in campo, da capitano vero, per riprendere da dove aveva lasciato (sul 2-0 contro il Verona). E come nelle favole il Toro torna a vincere. Lui ci prova anche a segnare ma è inevitabile che giochi con un po’ di preoccupazione. Tuttavia è sotto gli occhi di tutti il peso specifico della sua presenza in campo. Compagni e Mihajlovic ringraziano.
OBI gradita sorpresa il rientro del nigeriano, anche lui pronto prima dei tempi previsti. Il suo ingresso nella ripresa anima il centrocampo granata ed i suoi inserimenti costanti destabilizzano la difesa ospite. Suo il gol decisivo, si rivela molto più dinamico di Acquah.
ANSALDI migliore in campo di giornata, è il più attivo e determinato nei primi 45’ quando affonda, crossa e tira pur non essendo supportato al meglio da Ljajic e compagni. Suo l’assist per il primo gol granata mentre sulla marcatura avversaria è sorpreso come tutti dalla veloce ripartenza rossoblu. Stavolta dimostra ampiamente di potersela cavare egregiamente anche a sinistra.

STABILI:
FALQUE fuori dalla partita fino al 40’ quando si fa trovare pronto sul secondo palo a insaccare il cross basso di Ansaldi. Nella ripresa è protagonista di qualche buona trama con Belotti servendo assist importanti a Ljajic ed allo stesso Gallo. Bene nella qualità a sprazzi, stavolta difetta nella quantità.
BASELLI con la protezione di Acquah e Valdifiori ci si aspettava di più in fase di proposizione nel primo tempo ma esce fuori alla distanza propiziando il gol di Obi e sfiorando la marcatura personale da posizione favorevole. Ma si fa apprezzare anche in fase difensiva con recuperi stilisticamente pregevoli ed al tempo stesso efficaci.
ACQUAH anche lui, come Ansaldi, Belotti ed Obi, non giocava da tempo una partita ufficiale. Fra tutti è sembrato quello più indietro nella condizione ed il suo contributo contro i cagliaritani è stato davvero modesto. Non si nota né in pressing né in interdizione, la fase di impostazione, poi, non è mai stata nelle sue corde.
SIRIGU impreciso nei rinvii coi piedi (e Baselli ne sa qualcosa), non deve compiere interventi particolari a parte qualche uscita alta. Bucato nell’unico tiro in porta dei rossoblu senza colpe evidenti, nel finale è attento nonostante Calvarese non lo tuteli.
VALDIFIORI senza dubbio con questa disposizione della mediana la difesa è più protetta e la squadra più equilibrata. Quanto alla prestazione dell’ex Empoli, invece, vi è da esprimere più di una perplessità: dovrebbe avere la qualità e la personalità necessarie per inventare qualcosa mentre gira a vuoto e perde qualche pallone di troppo a centrocampo.
LJAJIC cause di forza maggiore lo dirottano nuovamente a sinistra – posizione che non predilige – dove si incarta spesso e volentieri portando e perdendo troppi palloni nella speranza di trovare il varco per il tiro o l’assist. Non a caso le cose migliori le produce quando si accentra (vedi assist ad Ansaldi per l’1-0), da salvare l’impegno e sparuti lampi di classe. Le sue prospettive di rendimento sembrano legate al modulo che Mihajlovic vorrà adottare.
MORETTI qualche sbavatura su Pavoletti che nel p.t. lo anticipa pericolosamente di testa in area e sul tiro vincente di Barella su cui non riesce a chiudere in tempo. Tuttavia disputa una partita accorta e controlla bene Farias e gli altri attaccanti che insidiano la sua zona.
N’KOULOU si prende qualche rischio qui e lì sbagliando anche un facile appoggio, è infilato dal taglio di Farias sul gol ospite ma è protagonista anche di buone chiusure, di palloni difesi con esperienza e di salvataggi importanti facendosi valere soprattutto nel gioco aereo.
DE SILVESTRI svolge l’ordinaria amministrazione badando a difendere senza fare gli errori delle ultime uscite e proponendosi raramente sulla fascia. Dovrebbe essere più veloce e reattivo in determinate circostanze ma stavolta riesce comunque a limitare i danni.


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poggiardo granata69
poggiardo granata69 (@poggiardo-granata69)
4 anni fa

è vero che una rondine non fa primavera,però dai godiamoci questa vittoria sperando che questa sia l’inizio di una svolta

MondoToro
MondoToro (@mondotoro)
4 anni fa

Strano che con belotti e obi vinci e con sadiq e gustavo perdi, è molto strano. Molto

Mandrognosenzaportafoglio
Mandrognosenzaportafoglio (@fanfarondemandrogne)
4 anni fa
Reply to  MondoToro

Hai ragione Mondo…è un bel mistero…!!! 😀 😀 😀

Vanni(CAIROVATTENE IN BELIZE)
Vanni(CAIROVATTENE IN BELIZE) (@vanni)
4 anni fa
Reply to  MondoToro

Sadiq è Martinez più alto e più scuro.

Fado
Fado (@fado)
4 anni fa

Ma che vuol dire che il 4-3-3 rappresenta un equivoco tattico per Ljajic? Giocando al centro ho visto quanti partite ci ha fatto vincere e quanti punti ci ha fatto racimolare! E si….è proprio un equivoco tattico, lui.

Fado
Fado (@fado)
4 anni fa
Reply to  Fado

Anzi, ricordo che nel periodo migliore dell’era Miha, vale a dire l’inizio dello scorso campionato quando vincemmo con Roma e Fiore, lui neanche c’era (era infortunato).

Vanni(CAIROVATTENE IN BELIZE)
Vanni(CAIROVATTENE IN BELIZE) (@vanni)
4 anni fa
Reply to  Fado

Meglio Boye ???
Ljajic è il più tecnico che abbiamo e per molti è uno scarsone. Le prossime punizioni le tirerà vasodifiori.

Fado
Fado (@fado)
4 anni fa

No Vanni, non è uno scarsone. Vabbè, è anche vero poi che noi, di necessità, siamo diventati talmente di bocca buona che a vedere uno con un minimo di dimestichezza con il pallone, diviene subito un fenomeno. E’ che io mi sono stancato di giocatori che fanno bene una partita… Leggi il resto »

Vanni(CAIROVATTENE IN BELIZE)
Vanni(CAIROVATTENE IN BELIZE) (@vanni)
4 anni fa
Reply to  Fado

Su Baselli ho sempre avuto una mia idea: probabilmente del trio Benassi, Baselli, Zappa nessuno è a medio/alto livello. Parrucchino secondo me ha fatto un regalo a bracciamozze visto che in 5 minuti ne hanno trovato uno migliore (Ansaldi). E bracciamozze coi grani in mano è pericoloso: subito Niang……Recoba dixit.

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