Torino, ora va meglio ma il bilancio è ancora in passivo

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Rincon
CAMPO, 5.11.17, Milano, stadio Giuseppe Meazza, INTER-TORINO, nella foto: Tomas Rincon, Ivan Perisic

Torna puntuale l’appuntamento con il borsino di Carlo Quaranta: ecco chi sale e chi scende dopo la partita contro l’Inter

Forse non c’è da meravigliarsi più di tanto per il buon pareggio ottenuto dal Torino in quel di San Siro, semmai questo risultato potrebbe essere conseguenza di alcune conferme: le prime due discendono da quanto scritto dopo la partita contro il Cagliari e cioè che con Belotti e un sistema di gioco più equilibrato questa squadra sa fare la propria parte ed essere competitiva; l’altra è che non è la prima volta che contro l’Inter i granata disputano ottime prove e non a caso i precedenti degli ultimi anni sono stati tutti molto equilibrati.

Altre conferme riguardano le prove dei singoli, sia di coloro che hanno sempre reso di più con il 4-3-3 (leggi Belotti e Baselli soprattutto) che di coloro che si trovano peggio (Ljajic). Ovviamente il bene della squadra viene prima dell’interesse dei singoli per cui sta nelle rispettive capacità e in quella dell’allenatore adattarsi. Sta di fatto che contro Cagliari e Inter è inoppugnabile che si sia coperto meglio il campo e ci sia stato più dinamismo e collaborazione tra i giocatori e tra i reparti.

Durante la sosta occorrerà lavorare in questa direzione ed approfittarne seriamente, senza rilassarsi nuovamente, Mihajlovic (se serve) faccia a modo suo per motivare e tenere sulla corda il gruppo perché alla ripresa del campionato il calendario propone il Chievo, un avversario ostico che, impattando col Napoli capolista, ha dimostrato di non essere da meno di questo Toro, quindi bisognerà lottare e vincere per non perdere altro terreno se ancora si vuol credere all’obiettivo europeo.

Ad un terzo del campionato si può fare un primo bilancio e si può affermare tranquillamente che si è raccolto meno di quanto sarebbe stato lecito attendersi e a pesare di più non sono stati tanto i punti persi contro Roma e Fiorentina (sebbene un anno fa si fece bottino pieno!) quanto i quattro svaniti in casa nello scontro diretto contro la Sampdoria (al momento irraggiungibile) e contro il Verona (in modo davvero assurdo). Oltre a non aver giocato un derby dignitoso. Il resto fa parte dei rimpianti: il Gallo out per tre partite, l’equilibrio dato dal 4-3-3 assente per dieci…

CHI SALE:

SIRIGU: autore di interventi strepitosi soprattutto sui colpi di testa di Skriniar e Vecino ai quali risponde da campione rubando la scena a tutti e meritandosi gli applausi dei settantamila di San Siro. Tanti altri interventi soprattutto in uscita bassa ad anticipare gli attaccanti nerazzurri in una giornata che se fosse arrivata anche la convocazione di Ventura sarebbe stata perfetta.

BASELLI: come volevasi dimostrare col centrocampo a tre, sorretto oltre che da Rincon anche da un altro mastino quale Obi, il giovane bergamasco ha più libertà d’azione e può alzare il suo baricentro fino a rendersi pericoloso – anzi, il più pericoloso dei suoi – dalle parti di Handanovic con tiri dal limite e colpo di testa in esaltante torsione. Il tutto senza rinunciare alla sostanza.

RINCON: impiegato per la prima volta come frangiflutti davanti alla difesa, dimostra di sapersela cavare anche in questa nuova posizione e anzi, oltre alla difesa ed alla squadra nel complesso, ne beneficia pure lui. Annulla Borja Valero e cattura una marea di palloni anche se il più delle volte dà l’impressione che non sa che farsene optando per il retropassaggio anziché far ripartire l’azione.

BELOTTI: anche il Gallo offre una partita di sostanza, muscolare come la lotta che ingaggia con Skriniar. Non è ancora letale sotto porta pur avendo un paio di occasioni che si guadagna con buoni movimenti ma si vede già il capitano che rientra a prendersi palloni e falli (fa ammonire Skriniar e Vecino) ed è determinante per il gioco.

FALQUE: assente per un’ora nella quale si fa anticipare da Perisic, non riesce mai ad andar via a Nagatomo o a trovare un suggerimento importante a beneficio dei compagni, appare come un fulmine a ciel sereno al 60’ con un’azione personale coronata da un sinistro chirurgico e vincente che porta in vantaggio il Toro. Dopo il gol al Cagliari prosegue il momento positivo, almeno dal punto di vista realizzativo e del morale.

DE SILVESTRI: segnali incoraggianti dalla prova del terzino che non inizia bene facendosi superare da palloni pericolosamente vaganti in area ma poi prende bene le misure chiudendo nel migliore dei modi alcune importanti diagonali e salvando su Icardi in extremis. Si concede anche l’imbeccata per Falque nell’azione del gol. Efficace, finalmente.

STABILI:

ANSALDI: prova un po’ in chiaroscuro, non esattamente in linea con quella di una settimana prima. Ma da considerare che il coefficiente di difficoltà è certamente di livello superiore e per quanto lui possa conoscerlo bene – essendo stato suo compagno fino a pochi mesi fa – Candreva rimane un cliente ostico. Dà il meglio col pallone tra i piedi, efficaci sventagliate a cambiare gioco ed un perfetto cross per Baselli.

N’KOULOU: si prende ancora qualche rischio perdendo pericolosamente un pallone sulla trequarti ed entrando in scivolata su Icardi in area (fortunatamente senza fare fallo) ma rispetto alle ultime prove ritrova grinta e personalità. Sul gol nerazzurro è però colto di sorpresa. Deve ritrovare lo smalto delle prime partite.

OBI: inizia maluccio ostacolandosi con Ansaldi e controllando male qualche pallone a metà campo. Nella ripresa perde l’attimo per battere a rete dal limite dell’area interista beccandosi ingenuamente pure l’ammonizione e stavolta non riesce a deviare da pochi passi in porta il pallone della possibile vittoria. Tuttavia una prestazione di sostanza, utile per i suoi compagni.

LJAJIC: conferma le sue minori attitudini a giocare largo anche se ha comunque libertà di svariare. Non riesce e dispensare assist (punizioni a parte) né a leggere in anticipo le situazioni di gioco ma di positivo c’è la conferma della sua maturazione riscontrabile nel sacrificio e nel mettersi a disposizione dei compagni da vero uomo squadra.

I NUOVI:

BURDISSO: esordio in maglia granata da migliore in campo per l’ex nerazzurro dei tempi d’oro: è stato acquistato in agosto con l’obiettivo di puntellare un reparto con un leader abituato a grandi palcoscenici e l’argentino non ha deluso le aspettative. Di testa, di piede era ovunque. Nel confronto con Icardi non si notano i dodici anni di differenza ed esce vittorioso dal duello: niente male per uno che non giocava dallo scorso 21 maggio…

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