Come ogni settimana torna il Borsino Granata: ecco chi sale e chi scende dopo il match contro la Roma

Non è la partita contro la Roma, seppur persa contro un avversario che non è certo sembrato irresistibile, a poter offrire l’occasione di sparare a zero su squadra e allenatore. Anzi, stavolta i granata sono stati dignitosi e nonostante l’insistenza nel proporre un modulo spregiudicato, in campo si è visto un certo equilibrio tanto che non si sono concesse pericolose ripartenze ai giallorossi e la partita non ha visto soccombere il Toro. E’ vero, nessun tiro nello specchio della porta ma quelli degli avversari sono stati contati sulle dita di una mano: il pareggio sarebbe stato risultato equo anche se la sensazione che questa Roma non fosse proprio la stessa che quattro giorni prima aveva impattato allo Stamford Bridge era piuttosto netta al punto che la possibilità di bissare il successo di un anno fa non avrebbe dovuto essere peregrina.

Il Toro resta ancora alla ricerca di se stesso e ha bisogno di risolvere i propri equivoci tattici, recuperare gli infortunati – Belotti in primis – trovare una condizione fisica migliore di quella odierna. Un anno fa, di questi tempi, la squadra correva di più e meglio e manifestava più voglia, più fame ed è questo che i tifosi non vedono adesso, è per questo che fischiano Niang e contestano Mihajlovic ed è alla luce di questo sono preoccupati per il futuro, al di là dei punti mancanti che pure potevano e dovevano essere di più.
E’ il trend negativo, questa situazione stabilmente preoccupante che non fa ben sperare nell’immediato futuro anche in considerazione dei prossimi difficili impegni che prima della prossima sosta vedranno, nel giro di dieci giorni, i granata impegnati a Firenze, poi in casa contro il Cagliari e infine al Meazza contro l’Inter: se nelle due ostiche trasferte bisognerà cercare di recuperare quei punti persi malamente contro il Verona ma soprattutto dimostrare segnali di ripresa nel gioco, contro il Cagliari sarà assolutamente vitale fare bottino pieno per non rischiare di dire addio (o quantomeno compromettere seriamente) all’obiettivo europeo. E bisognerà farlo senza altre attenuanti né trovando vacui motivi di consolazione, anche superando l’assenza di Belotti senza il quale Mihajlovic non ha mai vinto. Occorre una sana iniezione di fiducia ai giocatori, di conseguenza la riacquisterebbero anche i tifosi.

STABILI:

MORETTI: sempre tonico nonostante le trentasei primavere sulle spalle. Concentrato e diligente, non fa correre pericoli a Sirigu e regala anche qualche anticipo con effetti speciali in acrobazia sulla trequarti. Qualche piccola sbavatura in disimpegno nel finale ma sempre affidabile.

N’KOULOU: come il compagno di reparto offre garanzie di tenuta anche contro attaccanti di livello quale Dzeko che rende pressoché innocuo e di sicurezza anche quando sprigiona innate giocate di classe per uscire alla grande da situazioni complicate. Molto bene nel gioco aereo, un paio di sbavature fortunatamente senza conseguenze.

RINCON: fa il suo per quel che può. Non è facile contrastare il centrocampo romanista superiore per quantità e qualità ma il venezuelano è combattivo e rincorre gli avversari cercando di impedir loro di ragionare. Gestisce pochi palloni puliti, è comunque autore di una bella gittata in profondità per Ljajic.

BASELLI: anche per il centrocampista bergamasco occorre considerare che il contesto nel quale si districava non era certo semplice. Ci mette sufficiente aggressività e qualche uscita di qualità sulla trequarti, ovviamente il suo contributo negli inserimenti manca ma la colpa non è sua.

BOYE’: qualche timido segnale di risveglio visibile nei tentati filtranti con i quali tenta di lanciare Sadiq, meno leziosità fini a se stesse rispetto al solito (anche se il vezzo di giocare con la suola tentando la giocata ad effetto anziché la concretezza è sempre presente) e più spirito di sacrificio. Ma la strada è ancora lunga.

BARRECA: il suo rientro è senz’altro una nota positiva viste anche le recenti difficoltà di Molinaro. Tuttavia il suo rientro è piuttosto anonimo, le qualità offensive sulle quali Mihajlovic contava per l’ultima mezz’ora restano in panchina.

NIANG: i fischi stavolta sembrano ingenerosi, non perché abbia giocato una partita superlativa ma perché rispetto alle ultime gare, tra tante dormite, ha fatto pure vedere qualcosa di positivo. Ma probabilmente avevano un significato generale rispetto al rendimento sin qui avuto e particolare riguardo l’ultima inguardabile conclusione un attimo prima di essere sostituito.

LJAJIC: nella prima mezz’ora è completamente fuori dal gioco. Si fa notare per l’invitante assist in area per Sadiq e per una conclusione personale fuori di poco nella ripresa. Per il resto poca intesa con Niang e vani tentativi attraverso giocate personali: lo preferiamo quando gioca per divertirsi con semplicità, senza intestardirsi.

SIRIGU: stavolta qualche sbavatura sulle uscite la commette ed è fortunato sul finire del primo tempo. Anche la  punizione di Kolarov non è angolatissima ma non gli si può addebitare responsabilità pesanti. Compie solo due salvataggi non difficilissimi.

SADIQ: gli viene concessa la rischiosa opportunità contro la Roma dopo essersi già dimostrato inadeguato a Crotone. Ci mette più voglia e ciò è positivo ma le sue scelte nelle giocate sono quasi sempre sbagliate così come la sua attenzione precaria: tanti duelli persi e troppe volte in offside. Ancora acerbo per certi palcoscenici.

CHI SCENDE:

FALQUE: controfigura del giocatore che un anno fa fu protagonista contro i suoi ex compagni. Per esigenze tattiche agisce più indietro del solito cercando di dare il proprio contributo in fase difensiva (laddove sbaglia pure qualche pallone in uscita) finendo fatalmente per perdere lucidità nei rari affondi nonostante qualche buon movimento.

MOLINARO: sarebbe stato difficile fare peggio rispetto alle ultime prestazioni ma il trend resta comunque negativo considerando l’apporto nullo dato in fase di spinta, le incomprensioni con Niang e la facilità con la quale talvolta si fa soffiare il pallone. Limita i danni ma non basta.

DE SILVESTRI: come al solito è protagonista negativo di episodi che macchiano la sua prova e incidono pesantemente sui risultati della squadra. Fino all’ingenua punizione per fallo evitabile su El Shaarawy che costa la punizione – gol aveva pure compiuto degli interventi importanti. Ma deve essere più continuo nella concentrazione.

 


39 Commenti
più nuovi
più vecchi
Inline Feedbacks
View all comments
sterry
sterry (@sterry)
4 anni fa

e secondo me Cairo e’ oculato ma ambizioso e quindi vuole avere successi anche nel calcio (guadagnandoci)

sterry
sterry (@sterry)
4 anni fa

Per me la rosa e’ da primi 7 posti.
Non andarci sarebbe una delusione, e il responsabile sarebbe l’allenatore.
Comunque la rosa c’e’ ed e’ giovane, e questo mi fa ben sperare per il futuro

poggiardo granata69
poggiardo granata69 (@poggiardo-granata69)
4 anni fa

non x difendere l’allenatore ma pure io ho la sensazione che alla società stia bene questo andazzo. e purtroppo i 13 anni di presidenza lo confermano.

Il Torino trova il pari ma perde la faccia

Tutto nei prossimi novanta minuti